Why Umbria | Il bello e il buono – Idee per il futuro

ECONOMIC YEARBOOK OF ITALY - Why Umbria | Approfondimenti e considerazioni conclusive

flessioni più accentuate dopo lo scoppio della pandemia. Con specifico riferimento al turismo , tra gennaio ed ottobre 2022 il numero di presenze turistiche è arrivato a circa 5,7 milioni con incremento delle presenze del 39,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È, quindi, proseguita la forte espansione del turismo, già avviata nel secondo semestre del 2021, con flussi tornati, nel complesso, su livelli analoghi a quelli pre-pandemici e sviluppo del traffico e di flussi di passeggeri nell’aeroporto San Francesco, in gran parte legato a movimenti internazionali. In particolare, l’Agenzia Umbra Ricerche rileva che, con il 2022, l’infrastruttura è entrata in una fascia di dimensionale di passeggeri delle oltre 300.000 unità, mai raggiunta anche nel pre-Covid e che può aprire scenari di crescita e, soprattutto, di sinergie con le altre iniziative di sviluppo regionale, fermo restando il superamento dei tre nodi fondamentali di un ampliamento della capacità ricettiva, del potenziamento dell’intermodalità e dell’impatto ambientale. 4. Export Per quanto riguarda l’export, ISTAT rileva un valore regionale per il 2022 di 5,821 miliardi euro rispetto a quello di 4,704 miliardi di euro del 2021 con una crescita del 23,7% che si confronta con un aumento a livello nazionale del 20%. In particolare, cresce il settore primario del 15,2%, il settore secondario del 24,1% mentre arretra il terziario del 12,2% ma, in valore, quello secondario pesa per il 96% del totale. Entrando nel merito dei comparti, quelli che registrano un maggior valore delle esportazioni sono: • la produzione di mezzi di trasporto (+58,3%); • i metalli di base e prodotti in metallo con il 39,5%, generando da solo il 24% dell’export regionale - apparecchi elettrici (+25%); Crescite inferiori al dato medio umbro ma, comunque, di significativa entità in settori determinanti per le esportazioni regionali sono rilevati dalla produzione di macchinari e apparecchi (+16,3%), dal tessile e dell’abbigliamento (+20,1%),

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