BRICOMAGAZINE MARZO 2026

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Quando la Gdo non vuole più trattare con gli agenti

Un’insegna della Gdo del Sud Italia ha comunicato ai fornitori di non voler più trattare con agenti e ven- ditori, preferendo interloquire solo con personale interno. Il caso, denunciato dalla Fnaarc, è isolato e senza dettagli su nome o settore, ma mette in luce la crescente pressione dei retailer per ridurre i costi, con l’intermediazione tra le voci sotto osservazione. Allo stesso tempo, la forza vendita resta un pilastro del modello di business italiano in ogni filiera distributiva. Fnaarc ha commentato che si tratta di “un’of- fensiva strumentale alla figura dell’agente di commercio e dei venditori”, mirata a delegittimare una ca- tegoria strategica per il tessuto produttivo italiano e a indebolire i fornitori. In Italia operano oltre 210.000 agenti, il 74% plurimandatari, che intermediano circa 400 miliardi di euro l’anno, pari al 30% del PIL, e svolgono funzioni cruciali: presidiano territori, anticipano tendenze, forniscono informazioni a clienti e aziende, promuovono marketing e consolidano relazioni durature. Secondo Fnaarc, privare le aziende della rete commerciale riduce competitività, controllo sui mercati e sviluppo, con effetti più gravi sulle PMI, ossatura dell’economia nazionale. L’associazione invita le aziende a respingere logiche speculative, valorizzando la forza vendita e innovando senza eliminare professionalità.

SuperHome Center entra in Edra/Ghin SuperHome Center, principale insegna del fai da te a Cipro, entra ufficialmente a far parte di Edra/Ghin, con effetto immediato, come annunciato da Edra e Ghin. Fondata con il primo store a Nicosia nel 1999, Su- perHome Center ha introdotto un grande department store per fai da te, ristruttu- razione e professionisti, diventando rapi- damente un punto di riferimento. Oggi conta sei negozi in quattro città e oltre 65.000 prodotti in più di 20 categorie, af- fiancati da un ecommerce attivo 24/7. Con questa adesione, Edra/Ghin consolida la propria rete mediterranea, arrivando a 233 retailer in 79 paesi.

Immobili d’impresa: negozi in ripresa, capannoni in lieve calo Per il 2026 le prospettive dell’economia italiana indicano una crescita del Pil intorno allo +0,8%. Dopo un 2025 difficile per alcuni settori – in particolare automotive e moda – anche il com- mercio ha mostrato un andamento altalenante, influenzato da nuove abitudini di consumo e maggiore prudenza dei clienti, mentre si consolida il peso delle attività legate ai servizi, rivolti sia a persone sia a imprese. Secondo l’Ufficio Studi di Gruppo Tecnocasa, l’attrattività turistica dell’Italia continua a sostenere commercio e ristorazione. Nei primi nove mesi del 2025 le com- pravendite di immobili d’impresa per negozi sono cresciute dell’8,3%, mentre il comparto produttivo registra una lieve fles- sione (-0,5%). Per i capannoni permane una carenza di offerta, soprattutto nelle nuove costruzioni, con crescente attenzione ai temi ambientali. La domanda è sostenuta anche dai Data Center, mentre la logistica cerca immobili in posizioni prime, sempre più rare, e si concentra anche su localizzazioni secondarie. I ne- gozi nelle vie ad alto passaggio dovrebbero mantenere una buona tenuta, mentre in strade meno trafficate proseguirà l’insedia- mento di attività di servizio e, dove consentito dagli strumenti urbanistici, potrebbero aumentare i cambi di destinazione d’uso verso il residenziale. Le previsioni indicano un recupero delle compravendite dei negozi (+5%–7%) e un lieve calo per i ca- pannoni. In un contesto globale incerto, i prezzi dei negozi po- trebbero variare tra -2% e 0%, mentre per i capannoni è atteso un recupero dei valori e dei canoni tra 0% e +2%.

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