MERCATI
matici) o competenze tecniche approfondite (come le frizioni) continuano a registrare una quota Diy più bassa. Il trend del far da sé, peraltro, è fortemente sostenuto dalla diffusione degli strumenti digitali di apprendimento e dei video online, che incoraggiano sempre più au- tomobilisti a eseguire autonomamente in- terventi di manutenzione. Inoltre, l’ingresso sul mercato di nuovi componenti sta in- tercettando volumi che in passato venivano scambiati nel settore informale dei ricambi usati (vendite tra privati piuttosto che ac- quisto di pezzi di recupero presso demolitori o sfasciacarrozze), rafforzando ulteriormente il segmento. PREVISIONI DI CRESCITA Dal punto di vista del canale, l’andamento dell’automotive segnala il rafforzamento di una categoria sempre più coerente con il ruolo del brico come punto di servizio, oltre che di progetto. Assortimenti funzio- nali, rotazione elevata e una domanda le- gata all’uso quotidiano rendono il
Jacopo Chiapasco, Brico Ok: una criticità? I furti
“A fronte di un comparto che certamente funziona, una delle principali criticità (di cui forse non si parla abbastanza) è quella del taccheggio, che nell’automotive è piuttosto frequente. Gli articoli del comparto hanno uno scontrino medio abbastanza elevato — basti pensare agli oli motore o alle taniche di lubrificante — e questo li rende particolarmente esposti... Ritengo quindi che quello dei furti in store sia un fenomeno da tenere sotto controllo”.
qualità per intervenire direttamente sul veicolo, risparmiando sui costi di mano- dopera delle officine”. E di fatto, a guidare le vendite, nel canale brico, sono tutte quelle categorie che i consumatori possono installare autono- mamente. In particolare, gli accessori (per esempio le spazzole tergicristallo) e i com- ponenti facili da installare (come i filtri) presentano le quote più elevate di fai da te. Al contrario, i prodotti che richiedono attrezzature complesse (come gli pneu-
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