Il Diy Boulevard, nel padiglione 11.1, è diventato uno dei punti
nazionale del settore e che introducevano nuove tecnologie e prodotti in abbondanza. Fino a 20 anni fa, le aziende tedesche su- peravano le 700 unità, quest'anno sono state 215 in ulteriore calo rispetto alle 244 del 2024. Ma più che i numeri, sono i nomi a fare la differenza: nel dopo Covid avevano già rinunciato, tra gli altri, brand come Ge- dore, Stahlwille, Wera, Metabo, quest'anno si sono aggiunti nomi come Knipex, Pferd e Hazet, tutti presenti in passato con stand estremamente estesi e vivaci. Non basta il ritorno dopo 20 anni di Bosch, occorre re- cuperare le aziende, che rappresentano la spina dorsale dell'utensileria made in Ger- many: questa dovrebbe essere la missione numero uno degli organizzatori per la pros- sima edizione. VOCI DAGLI ESPOSITORI ITALIANI Ma vediamo cosa ci hanno riferito gli espositori italiani che abbiamo incontrato durante la fiera. Nonostante tutto non c'è malcontento: il calo dei visitatori è per- cepibile a colpo d'occhio, ma era già stato messo in conto. In compenso, i buyer importanti sono venuti e gli incontri previsti si sono tenuti regolarmente. Quindi meno visitatori ma miglior qualità di quelli presenti. Non si spiega altrimenti la "te- nuta" del contingente italiano, non solo nei numeri, ma anche nell’importanza della della partecipazione: con la rinuncia
dei "big" tedeschi, Krino e Kapriol, avevano due tra gli stand più estesi della fiera. Abbiamo anche indagato la situazione del nostro mercato. C'è unanimità sull'anda- mento poco brillante del 2025 che ha chiuso con un saldo negativo nella maggior parte dei comparti, mentre il 2026 è ini- ziato in modo difficilmente decifrabile, con mesi positivi e altri negativi. Il "ma- cigno" temuto dai più per l'anno in corso è la ripresa dell'inflazione. Molti player hanno denunciato che già oggi i dazi
focali della fiera, sicuramente il più
importante per i buyer del settore bricolage.
USA hanno portato aumenti a due cifre con fornitori che sti- lano nuovi listini ogni mese, come nei tempi più bui del dopo Co- vid. Inoltre, ci sono timori di un nuovo shock energetico cau- sato dal conflitto in Medio Oriente che po- trebbe far impennare
Tanto per capire i rapporti di forza in fiera, i primi tre paesi asiatici (Cina, Taiwan e India) portano a Colonia 1.556 espositori, i primi tre europei (Germania, Italia e Spagna) 410: una differenza desolante.
ulteriormente i listini insieme ai costi in- terni, una morsa che potrebbe stritolare più di una impresa. Insomma, la situazione si prospetta complessa anche per l'anno in corso, sebbene tutto dipenda da una congiuntura globale eccezionalmente flui- da, che potrebbe svoltare in direzione po- sitiva o negativa in modo repentino e im- prevedibile. n
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