BRICOMAGAZINE MARZO 2026

EDITORIALE

Negli ultimi anni il mondo degli autoaccessori ha messo a segno una progressione costante nel canale del bricolage, sistematicamente al di sopra della media di mercato.

Massimo Casolaro, direttore editoriale e responsabile.

I

n un canale di vendita del bricolage che fatica a trovare slancio, il comparto degli

dazi USA hanno portato aumenti a due cifre con fornitori, sia di materie prime sia di prodotti finiti, che stilano nuovi listini ogni mese, come nei tempi più bui del dopo Covid. Inoltre, ci sono timori di un nuovo shock energetico causato dal conflitto in Medio Oriente che potrebbe far impennare ulteriormente i listini insieme ai costi interni, una morsa che potrebbe stritolare più di una impresa. Insomma, la situazione si prospetta complessa anche per l'anno in corso, sebbene tutto dipenda da una congiuntura globale eccezionalmente fluida, che potrebbe svoltare in direzione positiva o negativa in modo repentino e imprevedibile.

autoaccessori si conferma un'eccezione virtuosa (a pag. 32). I dati del panel Niq Diy Superstores Italia, aggiornati a fine 2025, fotografano una crescita a valore dell'8% per la categoria, un risultato che spicca in un contesto di mercato piuttosto negativo. Ma non si tratta di un exploit isolato. L'autoaccessorio ha messo a segno negli ultimi anni una progressione costante, sistematicamente al di sopra della media del canale, ridisegnando progressivamente il proprio peso specifico all'interno dell'offerta bricolage. Una traiettoria che racconta una tendenza strutturale: il consumatore che entra in uno dei nostri negozi guarda all'auto come a una destinazione d'acquisto sempre più centrale. Ciò che emerge dai numeri, insomma, è la definitiva consacrazione dell'autoaccessorio come categoria ad alta rilevanza strategica e per questo tra i comparti più performanti dell'intero assortimento del mondo Diy. Il motivo? Il processo di elettrificazione dei motori e le norme di sicurezza sempre più stringenti hanno fatto innalzare molto il costo delle macchine nuove, costringendo le famiglie italiane, il cui potere d'acquisto invece è calato, a rifugiarsi nel mercato dell'usato, impegnandosi quando possibile nei lavori di manutenzione e abbellimento fai da te.

A

pag. 30 raccontiamo gli sviluppi della crisi di Kasanova, uno dei marchi più noti nella

vendita al dettaglio di articoli per la casa, con oltre 800 punti vendita e 5.000 addetti, che collabora anche con diverse catene del bricolage. Questa vicenda rispecchia le difficoltà del retail non food di oggi nel trovare un equilibrio tra volumi e margini. Nella sostanza, l'insegna ha dimostrato di saper vendere, il problema è quello di ottenere marginalità da quei ricavi. I vari tentativi di trovare una via d'uscita finora non hanno avuto successo: la composizione negoziata della crisi e una prima ristrutturazione interna, il deal fallito in dirittura d’arrivo con OVS, ora l'interesse di un nuovo possibile acquirente. Sullo sfondo, un debito di circa 40 milioni con banche e fornitori che in ogni ipotesi di risanamento dovrà essere almeno in parte sacrificato.

N

elle conversazioni con gli espositori dell'International Hardware Fair a Colonia (a pag.

40), è emerso un forte timore per una ripresa incontrollata dell'inflazione. Molti espositori hanno denunciato che già oggi i

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