CONOSCENZA ALTA, ADOZIONE RADICATA
(6%), ma il dato più interessante riguarda l'età degli impianti: oltre la metà è stata installata più di dieci anni fa. Un segnale chiaro: il potenziale di rinnovo tecnologico è enorme.
La biomassa non è più una tecnologia di frontiera. Più della metà degli italiani di- chiara di averne sentito parlare, e oltre 4 su 10 affermano di conoscerla in modo approfondito. Sul fronte dell'adozione, i dati sono altrettanto significativi: il 25% delle famiglie la utilizza già - in prima o seconda casa - con una concentrazione maggiore nei piccoli comuni (37%), nelle aree rurali (40%) e nel Sud Italia (30%). Chi la usa, la apprezza. Gli impianti più diffusi sono camini e termocamini (49%), seguiti da stufe e termostufe (45%). Le caldaie a biomassa restano ancora marginali
PIÙ CONVENIENTE DEL GAS, PIÙ SOSTENIBILE
Nel confronto diretto con il riscaldamento tradizionale a gas, la biomassa vince su tutti i fronti della percezione: è ritenuta più economica, più ecologica e più perfor- mante. Le parole che gli italiani associano spontaneamente a legna e pellet sono ca- lore, relax, convivialità - un immaginario che va ben oltre la semplice funzione
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Pellet, a gennaio prezzi in crescita
La consueta rilevazione AIEL sul prezzo del pellet indica a gennaio un aumento medio del 27% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. I valori rilevati da AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) del prezzo del pellet a gennaio 2026 mostrano un leggero aumento con un prezzo medio nazionale di 6,9 euro/sacco da 15 kg, con un incremento rispetto allo scorso anno del 27% (circa 1,5 €/sacco). I prezzi si intendono al consumatore, IVA inclusa, trasporto escluso. I valori più alti sono stati riscontrati con le rilevazioni per il Sud e Isole che sono state accorpate data la scarsità del campione, per questa area si individua un aumento del +35% (7,3 €/sacco) rispetto all’anno precedente. A Nord-ovest il prezzo del pellet a gennaio 2026 passa da 5,5 a 6,8 €/sacco,
di 5,4 €/sacco rilevati l’anno precedente nello stesso periodo. Nonostante l’aumento, il pellet rimane ancora la soluzione più economica per il riscaldamento domestico. Produrre 1 MWh di energia utilizzando pellet in classe ENplus A1 richiede la combustione di circa 208 kg di materiale, equivalenti a circa 14 sacchi da 15 kg. Il costo stimato per questa quantità di energia è di circa 96 €/MWh, un valore decisamente competitivo se confrontato con altre fonti energetiche tradizionali. Il pellet è più conveniente rispetto all’uso sia del gas naturale, che costa 107 €/MWh (il 10% in più), sia del gasolio da riscaldamento che costa ben 101 €/MWh (il 5% in più).
Costo dell’energia primaria in MWh (termici) a gennaio 2026
registrando un aumento del 24% (+1,3 €/sacco) rispetto gennaio 2025. Per il Nord-est si registra un aumento del +28% (6,89 €/sacco) che si traduce in un aumento di 1,5 €/sacco. Nell’area del centro il prezzo aumenta del +23% con valori di 6,6 €/sacco rispetto a quelli
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