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riscaldante. Non sorprende, quindi, che la soddisfazione degli utilizzatori sia superiore a quella di chi ricorre ad altre soluzioni: 49% contro 45%. E che il 70% di chi ha già un impianto a biomassa rifarebbe la stessa scelta. Un freno alla diffusione rimane la scarsa conoscenza degli strumenti di sostegno pubblico. Ecobonus, Conto Termico e Bonus Casa sono percepiti come leve efficaci da chi li conosce, ma solo uno su tre italiani sa davvero di cosa si tratta. Colmare questo gap informativo potrebbe sbloccare una domanda latente già molto consistente: in uno scenario di nuova abita- zione, una famiglia su due prenderebbe in considerazione un impianto a biomassa.
UNA FILIERA DA 4 MILIARDI CHE GUARDA ALL'ESTERO
Dietro questi numeri c'è un'industria solida. Il settore italiano del riscaldamento a bio- massa vale oltre 4 miliardi di euro e occupa più di 72mila addetti. Le aziende italiane rappresentano oltre il 70% del mercato eu- ropeo, confermando un primato produttivo e tecnologico di rilievo globale. Progetto Fuoco ne è la vetrina più importante al mondo. L'edizione 2026 ha riunito 430 brand - il 42% provenienti da 38 paesi esteri - su 65mila metri quadri distribuiti tra 7 padiglioni e un'area esterna. Oltre 40mila i visitatori professionali, 10mila dei quali stranieri, che hanno potuto vedere in funzione almeno 5.000 prodotti. Accanto all'esposi- zione, un fitto calendario di convegni, wor- kshop e tavole rotonde su efficienza energetica e gestione sostenibile delle foreste. «I dati presentati da Nomisma confermano che il riscaldamento a biomassa è una ri- sposta concreta, moderna e sostenibile alle sfide energetiche attuali» ha dichiarato Fe- derico Bricolo, presidente di Veronafiere. «Progetto Fuoco, dal 1999, è la casa naturale della filiera legno-energia. E continuerà a crescere: un nuovo format dedicato al Nord- Est Europa debutterà a gennaio 2027». n
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