Dossier un anno di riformaCartabia

Il giudice meneghino ha valorizzato, del nuovo art. 545-bis c.p.p., la scelta normativa di rendere solo facoltativa, e non obbligatoria, l'acquisizione dall'UEPE delle necessarie in- formazioni sulle condizioni di vita dell'imputata e del programma di trattamento, che in- fatti «possono» e non «devono» essere acquisiti, in base ai commi 1 e 2, quando non è possibile decidere immediatamente. Al fine di acquisire tutti gli elementi per decidere subito dopo la lettura del dispositivo (quindi senza interlocuzione con l'UEPE e senza disporre il necessario rinvio, consentito nel limite dei sessanta giorni) il GUP di Milano si è mosso in due direzioni: • acquisire direttamente dal difensore dell’imputato tutte le informazioni sull'anamne- si familiare e condizioni socio-economiche. La Difesa, infatti, ha tutto l'interesse a farsi parte diligente per ottenere (ed anzi indirizzare), in caso di condanna a una pena detentiva breve, una pronta sostituzione con una pena diversa da quella della reclusione o arresto; • acquisire dall'Ufficio di sorveglianza il catalogo delle prescrizioni standard utilizzate per la detenzione domiciliare di cui all'art. 47-ter ord. penit., e di personalizzarlo, con ulteriori prescrizioni ad hoc , in relazione alle esigenze del caso concreto. Nella specie, pertanto, trattandosi di una condanna per stalking , sono stati inseriti: ̵ il divieto di avvicinarsi e di comunicare con la persona offesa ̵ l'obbligo di partecipare ad un percorso di recupero per autori di reati violenti nell'am- bito delle relazioni strette. In tal modo, al momento del passaggio in giudicato della sentenza, le prescrizioni previste dal giudice della cognizione in sede esecutiva andranno a raccordarsi con quelle del tribu- nale di sorveglianza, che potrà ratificarle, ovvero procedere, se necessario in relazione a elementi nuovi o sopravvenuti, a integrarle o modificarle. Tra le prescrizioni viene inseri- to l'obbligo di attenersi al programma di trattamento che verrà effettivamente elaborato dall'UEPE al momento dell'effettiva presa in carico, con l'irrevocabilità della sentenza. Tale prassi va certamente implementata in quanto persegue realmente l'obiettivo di dare concreta e rapida attuazione al nuovo sistema delle pene sostitutive senza allungare i tem- pi processuali. 8. IL RUOLO FONDAMENTALE DEL DIFENSORE NELL’ACCESSO ALLE PENE SOSTITUTIVE I difensori , di fiducia o di ufficio, vedono aumentare il loro compito nella ricerca e contatto immediato col proprio assistito anche nel paventargli i percorsi sanzionatori da seguire e orientare le strategie difensive e i sentieri processuali da scegliere e seguire.

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