Dossier un anno di riformaCartabia

Purtuttavia, la digitalizzazione del processo penale è ormai realtà : il fascicolo telematico come luogo dematerializzato accessibile alle parti è il futuro (molto) prossimo anche se verrà posticipato nel 2025. Ecco perché questo periodo di transizione deve essere speso per la dovuta formazione di tutti gli operatori e le parti processuali (finora il deposito telema- tico è previsto per le parti private e non il PM), implementando il bagaglio delle compe- tenze informatiche per potersi muovere (non più come una volta esclusivamente nelle segreterie e cancellerie ma) nello spazio telematico del processo penale. A proposito dello slittamento dell’entrata in vigore, al 1° gennaio 2025, del processo penale telematico, continuando nel 2024 il doppio binario per il deposito degli atti (ossia l'affian- camento al deposito degli atti sul portale anche il deposito via pec) – come si legge sul sito del CNF in un comunicato del 30 novembre 2023 – «L'avvocatura – afferma il presidente del CNF Francesco Greco - non è contro il processo penale telematico, anzi, è uno stru- mento tecnologico con il quale gli avvocati devono confrontarsi ma pretendiamo però che ci siano le giuste garanzie di efficienza. Il portale presenta tuttora aspetti problematici, per questo abbiamo chiesto la possibilità di prevedere un ulteriore periodo di rodaggio, fino al 31 dicembre 2024, in cui gli avvocati possono depositare gli atti anche tramite posta cer- tificata. In questo modo gli avvocati che devono depositare gli atti, qualora non dovessero riuscire a finalizzare la procedura, hanno comunque a disposizione uno strumento alter- nativo che offre una sicurezza». Se non si può fermare il vento, quello che si cerca di fare con il presente contributo è di orientare le vele verso approdi interpretativi convincenti.

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