Dossier tutela identita minore

direttamente o indirettamente, anche all’uso che gli stessi fanno di Internet e dei Nuovi Media in generale.

Alcuni dei diritti sanciti dalla Convenzione sono il diritto alla partecipa- zione, alla libertà di espressione, ad una corretta informazione e alla pro- tezione da qualsiasi forma di sfruttamento e abuso che si concretizzano nel vissuto quotidiano di tutti i minori che utilizzano questi strumenti, e ne mettono bene in evidenza due aspetti importanti. Da un lato essi offrono opportunità ma dall’altro vi sono rischi che un uti- lizzo non consapevole può alimentare e concretizzare come contenuti ina- deguati, facilità di avviare contatti con persone potenzialmente pericolose o essere protagonisti di particolari reati.

C’è comunque da riflettere sui pro e i contro della comunicazione digitale dei minori stante che i mezzi d’informazione possono farsi carico delle responsabilità di pubblicazione dei dati personali o di divulgazione d’immagini, quando la vicenda sia realmente nell’interesse del mi- norenne (ad esempio nei casi di rapimento di bambini o scomparsa) purché vi sia il preventivo consenso dei genitori e del giudice competente o di chi ne abbia legittimamente la tutela. Le ultime generazioni di adolescenti hanno affrontato la quotidianità immersi in un am- biente saturo di modelli identificatori alternativi a quelli tradizionali, spesso basati su aspettative di ruolo difficilmente integrabili o addirittura conflittuali fra loro e tale conte- sto di crescita ha complicato processi di costruzione della propria identità. Essi sono stati definiti “ nativi digitali ” proprio perché sono immersi nella realtà virtuale fin dal momento in cui vengono al mondo, imparano a conoscerla nell’ambiente domestico e ne divengono precocemente esperti.

La Carta di Treviso , firmata il 5 ottobre del 1990, per iniziativa della Fe- derazione Nazionale della stampa, dell’Ordine dei Giornalisti e di “Telefo- no Azzurro” che hanno formato un gruppo di lavoro interdisciplinare con giornalisti, magistrati, docenti ed esperti di pedagogia. Con la firma del documento i giornalisti decisero di “allearsi” con i mi- norenni. In concreto, la Carta di Treviso regolamenta il rapporto tra due diritti/doveri costituzionalmente garantiti: quello di esercitare la libertà di informazione e quello di proteggere un cittadino al di sotto dei 18 anni nel suo sviluppo, garantendo una corretta formazione. La Carta rappresenta, più di altri documenti deontologici, proprio questo sforzo di trasformare il diritto di cronaca nel dovere di informare osservan- do il pieno rispetto del minorenne ed evitando una possibile “violenza me- diatica” che spesso si andava ad aggiungere a quella della realtà raccontata.

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