Dossier tutela identita minore

zione, la tutela, la dote (norma abrogata nel 1975) e l’adozione grazie al Corpus Iuris Civilis , costituito dal Codex , dal Digesto , dalle Istituzioni e dalle Novellae e che ha rappresentato per secoli una fondamentale compilazione del Diritto romano. All’interno di una tipica famiglia romana era ordinaria amministrazione, o meglio, era re- gola che i filii familias (figli) sottostavano al pater, autorità assoluta stante che il pater aveva diritto pieno di disposizione della persona e della volontà del filius familias (diritto di disporre, uccidere i neonati, vendere o dare in pegno i figli, anche adulti). Negli anni poi, anche come riportano i diversi passi delle Istituzioni giustinianee , si assiste ad una elaborazione giurisprudenziale dell’istituto della patria potestas e ad una evoluzio- ne della sensibilità giuridica che ha contribuito a lenire l’originaria ampiezza e asprezza dell’istituto. Orbene, il Medioevo poi fu un’epoca in cui tutti i rapporti, anche qui, si rifacevano al mo- dello familiare (il feudatario con il suo vassallo o quello dell’artigiano con il suo apprendi- sta). Nelle leggi e nei costumi medioevali, ogni disposizione era rivolta al bene della fami- glia o all’interesse della casata oppure, al gruppo o alla corporazione. Cellula fondamentale della società era la struttura familiare che durante il medioevo era fondamentalmente, anche qui!, patriarcale con il padre che aveva autorità su tutta la fami- glia che cresceva e si allargava intorno a lui e la moglie che doveva vegliare ordinandone i ritmi e le attività. Fatta questa breve ma doverosa premessa, abbiamo visto come in epoca romana e in epoca medioevale il minore era veramente “minore” stante che si trovava in una condizione di inferiorità umana e di assoluta incompiutezza che lo facevano dipendere dal cd. pater fa- milias . La tutela dei minori non ha avuto per lungo tempo alcun significato per il mondo degli adulti né, oserei dire per il legislatore, per il costume e per la società. Infatti il minore è stato per molto tempo “percepito” come un essere che diviene persona-soggetto di diritti solo dopo essere stato educato e plasmato con le “tradizioni familiari”. Per secoli il dirit- to si è sempre occupato dell’individuo adulto come portatore di interessi, un diritto come strumento di garanzia per le acquisizioni economiche e patrimoniali, oggi invece, è impe- gnato a realizzare e promuovere la persona nelle sue potenzialità positive, eliminando le condizioni negative che possono rendere difficoltoso lo sviluppo dell’uomo ed in partico- lare lo sviluppo e la crescita del minore. Facendo un salto temporale, tra le due Guerre Mondiali ed in particolare, dopo la II, si assi- stette ad una grande evoluzione riguardante la tutela del minore. Invero, nel secolo scorso

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