Il difensore si deve munire di procura speciale per la richiesta/consenso alle pene sostitutive e può: • domandare l’applicazione di una o più pene sostitutive già in sede di conclusioni, anche subordinate, indicando quella/e prescelta/e dal - la parte; la domanda potrà essere formulata anche nelle conclusioni scritte trasmesse per l’udienza cartolare prevista in sede di giudizio di appello; • in caso di patteggiamento, depositare la documentazione necessaria e concordare col PM anche la pena sostitutiva e le condizioni della stessa. • In tutti i suindicati casi il difensore ha un onere di depositare tempe - stivamente la documentazione necessaria a sostegno dell’istanza e per fornire gli elementi per la definizione della pena sostitutiva (legitti- ma disponibilità dell’abitazione e consenso dei conviventi, contratto di lavoro e buste paghe recenti, iscrizioni a corsi di studio/formazione, certificazioni attestanti disturbi e/o percorsi di cure, certificati atte - stanti malattie, fragilità, dipendenze e relativi programmi terapeutici in corso, gravidanza, maternità/paternità).
Più specificamente, poi, in caso di pena pecuniaria sostitutiva, potrà produrre documentazione inerente al reddito ed al patrimonio e ogni altro documento che consenta al giudice di commi - surare il valore giornaliero della pena pecuniaria sostitutiva e disporre l’eventuale rateizzazione. In caso di lavoro di pubblica utilità sostitutivo, indicare l’ente tra quelli indicati nell’art. 56-bis, comma 1, e allegare la dichiarazione di disponibilità ed il programma di lavoro con mansioni e orari. In caso di detenzione domiciliare sostitutiva, il difensore dovrà indicare le esigenze di usci - ta dal domicilio per ragioni di lavoro, di studio ed esigenze personali; indicare gli orari di uscita e di rientro ritenuti necessari a tali scopi; produrre la documentazione relativa al domicilio (che, ai sensi dell’art. 56 L. n. 689/1981, deve tenere conto delle esigenze di tutela della persona offesa dal reato e non può essere un immobile occupato abusivamente). Infine, in caso di semilibertà sostitutiva, occorre individuare le attività che l’individuo po - trebbe svolgere durante il giorno, tenendo presente che tale pena presuppone indefettibil - mente il programma di trattamento redatto dall’UEPE con il quale il difensore può/deve interloquire. Nel caso in cui l’UEPE venga interpellata dal giudice, il difensore deve trasmettergli la do - cumentazione già prodotta al giudice e la ulteriore documentazione richiesta dall’UEPE ai sensi del comma 3 dell’art. 545-bis c.p.p.. Ove occorra il difensore può anche produrre memoria difensiva al giudice entro cinque giorni prima dell’udienza.
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