Dossier riforma giustizia penale Cartabia

Si prevede(va), in questi casi, un intervento del GIP volto a rimediare alla stasi del procedi - mento, inducendo il PM a esercitare l’azione penale o a chiedere l’archiviazione. Interven - to preceduto, di norma, da una discovery degli atti d’indagine a favore dell’indagato e della persona offesa che abbia dichiarato di voler essere informata. L’istituto si è palesato da subito come eccessivamente complesso e farraginoso e soprat - tutto importante un intervento del procuratore generale che destava forti perplessità. In particolare, il procuratore generale, con scelta fuori sistema e in ogni caso molto impe- gnativa per uffici requirenti di secondo grado notoriamente sottodimensionati, nel disegno originario della normativa attuativa, era stato chiamato, infatti, finanche a “interloquire” con il pubblico ministero per corrispondere alla eventuale richiesta di differimento della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini (art. 415- bis , comma 5-bis, e seguenti, c.p.p., nel testo originariamente introdotto dal d.lgs. n. 150/2022). Incombente fuori siste - ma rispetto ai compiti di un ufficio avente essenzialmente un potere di vigilanza sul cor- retto ed uniforme esercizio dell’azione penale, ma non prevede un’intromissione attiva nello svolgimento delle indagini, al di fuori del pur importante potere di avocazione. 6.1. … AL DECRETO CORRETTIVO 2024 Con il “decreto correttivo” ci si è mossi, quindi, nella direzione della complessiva sem- plificazione della disciplina originaria , concentrando nell’art. 415- ter , c.p.p., completa- mente rivisto, la disciplina della risoluzione della stasi, e, in parallelo, eliminando alcune improprie soluzioni organizzative contenute nell’art. 415- bis c.p.p., che vedevano coinvol - to in modo dissonante il procuratore generale.

Valorizzazione ruolo del GIP In questa prospettiva, pur appunto conservandosi un ruolo importante del procuratore generale, viene valorizzato quello del giudice per le indagini preliminari, al quale sono attribuite: 1. la competenza a pronunciarsi sulla richiesta motivata del pubblico mi - nistero, prima della scadenza dei termini di cui all’art. 407- bis , comma 2, c.p.p. (termine di riflessione, dopo la scadenza dei termini di durata delle indagini, per assumere le definizioni definitive), di differimento del de - posito della documentazione relativa alle indagini espletate (art. 415- ter , comma 2, c.p.p.); 2. la competenza, una volta che sia maturata infruttuosamente la sca - denza dei termini di cui all’art. 407- bis , comma 2, c.p.p. (termine di ri- flessione, dopo la scadenza dei termini di durata delle indagini, per assu- mere le definizioni definitive), a provvedere sulla richiesta della persona

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