4. il numero di persone fisiche e di dispositivi a cui si riferiscono i dati raccolti, elaborati o trasferiti dal Titolare del trattamento. In sostanza, la FTC emanerà Linee Guida sull’esercizio dei diritti data protection, simil- mente a quanto già fatto – nel “mondo” GDPR – dal Comitato europeo per la protezione dei dati personali. > IN QUALI CASI IL TITOLARE DEL TRATTAMENTO PUÒ LEGITTIMAMENTE NEGARE ALL’INTERESSATO L’ESERCIZIO DEI DIRITTI? Il Titolare del trattamento può legittimamente respingere l’istanza ricevuta in alcuni casi particolari. In primo luogo, ciò è possibile quando – come si è appena visto sopra – il Ti- tolare del trattamento non può verificare che chi presenta l’istanza sia il soggetto (o suo delegato) a cui si riferiscono i dati personali oggetto della richiesta di esercizio dei diritti. In secondo luogo, se il Titolare del trattamento ritiene ragionevolmente che la richiesta sia di tipo emulativo e inoltrata al fine di interferire con un contratto tra il Titolare e un terzo, la richiesta di esercizio dei diritti potrà essere rigettata. Così come quando il Titolare riten- ga che per riscontrare la richiesta sarebbe necessario accedere o modificare dati sensibili riferiti a una terza persona diversa dal richiedente o attuare una pratica sleale o inganne- vole ai sensi della sezione 5 del Federal Trade Commission Act. La section 203, comma 3, lettera (A) n. (i) elenca poi tutta una serie di casi di legittimo di- niego, all’istanza di esercizio dei diritti, che merita riportare: • il Titolare ha effettuato una unica transazione con l’interessato e – a meno che non sia prevista la comunicazione a terzi per scopi diversi - sarebbe obbligato a conservare i dati solo per possibili future richieste; • è impossibile o manifestamente impraticabile riscontrare l’istanza ricevuta (l’ADDPA chiarisce però che il ricevimento di un numero elevato di richieste non è considerato, di per sé, come un’impossibilità manifesta di soddisfare una richiesta); in ogni caso, il Titolare del trattamento ha l’obbligo di fornire al richiedente le ragionevoli motivazioni per cui ritiene impossibile soddisfare la richiesta (questa ipotesi è analoga a quanto pre- vede l’articolo 12, comma 4, del GDPR); • l’istanza comporterebbe per il Titolare del trattamento la necessità di deanonimizzare i dati; • l’istanza comporterebbe per il Titolare del trattamento la necessità di divulgare segreti commerciali o altre informazioni commerciali privilegiate o riservate; • l’istanza comporterebbe per il Titolare del trattamento la necessità di rettificare qualsi- asi dato che non possa essere ragionevolmente verificato come impreciso o incompleto;
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