GrooveBack Magazine 006

Quali saranno i nuovi album che ci terranno compagnia fino alla fine di quest’anno? Quali sono le possibili scelte migliori per un autunno e un inverno riscaldati da ottima musica? Iniziamo con un piccolo giro del mondo che va dalla Slovenia agli States, passando per la Mauritania Rock e dintorni di Simone Bardazzi

I Big Thief sono una delle grandi e solide novità della scena alt-rock americana. Mescolano folk/americana, rock più classico, indie , e sonorità più intimiste. Ecco una descrizione abbastanza dettagliata. Proprio per questo, la band - ormai con una notevole discografia alle spalle - dimostra una maturità unica nell’impiego di strumenti acustici ed elettrici, capace di creare ballad delicate e dar vita brani più viscerali, spesso con risvolti sperimentali. A guidare la band c’è la straordinaria voce di Adrianne Lenker, che è inoltre una bravissima chitarrista, oltre che una lyricist di tutto rispetto. Il loro ultimo

I Širom sono un trio sloveno fondato nel 2015, conosciuto per uno stile musicale che sfugge alle classificazioni tradizionali. Loro stessi definiscono la propria musica come “folk immaginario” (o imaginary folk ). Non esattamente folk tradizionale afferente a una regione specifica, ma piuttosto una musica che attinge da tradizioni eterogenee, suoni antichi e strumenti spesso inventati. La band, infatti, usa un’ampia gamma di strumenti, tradizionali ed esotici, talvolta autocostruiti, e anche oggetti riadattati (percussioni e cordofoni) come elementi sonori. Fra le pieghe del loro album si possono individuare

lavoro Double Infinity ci presenta il nuovo percorso della band, con un approccio più diretto - in trio (dopo l’abbandono del bassista Max Oleartchik) ma con molti ospiti - e tende ad avere una maggiore spontaneità rispetto al passato, con molti episodi registrati in presa diretta in studio. Durante la registrazione del disco, infatti, i membri rimasti (Adrianne Lenker, Buck Meek, James Krivchenia) hanno invitato numerosi ospiti e turnisti a collaborare, trovandosi così ad arricchire il sound tradizionale dei Big Thief di elementi eterogenei, come texture supplementari, drones , cori e complessi arrangiamenti. Un risultato tutt’altro che banale, che porta la band statunitense a superare il successo del precedente album, che aveva ottenuto il plauso quasi unanime della critica mondiale. Il lavoro è quindi una sorta di piccola perla del folk rock più moderno e visionario, con brani diretti e sinceri, ma arrangiamenti elaboratissimi. La Lenker si conferma ancora una volta una chitarrista acustica a dir poco straordinaria e l’intero album ha lo stesso buon sapore dei vecchi vinili della Band e dei Fleetwood Mac, ma con intemperanze indie che lo collocano al fianco di nuove glorie come Bon Iver, Midlake e molti altri. Big Thief – Double Infinity CD 4AD - 4AD0850CD Si potrebbe definire la musica di Jens Lekman come un mix raffinato (con una vena indubbiamente ironica) di pop orchestrale, indie pop e cantautorato malinconico, con forti influenze della musica anni ’60, del soul e della bossa nova. Il suo nuovo lavoro colpisce nel segno, anche grazie alla consueta presenza di melodie eleganti e nostalgiche. Lekman, infatti, confeziona brani con arrangiamenti elaborati, costituiti da archi, chitarre acustiche, fiati e cori. Il suo background di conservatorista e la sua attività di sideman gli consente di realizzare album ben scritti e senza troppe pressioni. Il suo ultimo disco, Songs for Other People’s Weddings , già dal

parti di banjo, balafon, violino e viola, ribab, kalimba, bendir, hurdy-gurdy, ma anche strumenti a percussione, oggetti come ciotole piene di acqua o risonatori acustici. Molta parte della loro musica è improvvisata, sebbene si percepisca una linea chiara di scrittura e di arrangiamento. È molto complesso descrivere a parole l’effetto della musica di questo loro ultimo lavoro sul pubblico. Il loro nuovo lavoro discografico, intitolato In the Wind of Night, Hard-Fallen Incantations Whisper, trascina chi lo ascolta in una sorta di trance quasi spirituale, fatta di improvvisazione e minimalismo mistico. Una musica a tratti contemplativa e meditativa, capace di costruire paesaggi sonori ricchi di mistero, che richiamano ritualità, natura e spazi remoti. Inevitabile il rimando a esperienze simili del passato, quindi un certo fil rouge che connette i Širom a risultati di gruppo come Third Ear Band, Comus, Oregon o i nostrani Aktuala. Una sorta di psichedelia acustica che si avvale della ripetizione ritmica (con elementi di musica seriale), droni, più spesso scenari sonori che si dispiegano lentamente. Anche se i Širom non suonano musica tradizionale slovena in senso stretto, hanno radici locali. La loro musica non è intesa come folklore di conservazione, ma come creazione che dialoga con il passato, pur non essendone vincolata. Inoltre, provenendo da regioni diverse della Slovenia (Prekmurje, Tolminsko, Kras) i componenti del gruppo portano con sé esperienze ambientali e geografiche che si riflettono nei suoni; inoltre spesso registrano o cercano ispirazione in luoghi remoti, naturali, lontani dai centri urbani come nel caso del presente album. Širom - In the Wind of Night, Hard-Fallen Incantations Whisper CD Tak:Til GBCD/LP 179

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