titolo ci presenta uno scenario colmo di ironia e disincanto, dove il registro del tragico si fonde con toni leggeri, con vaghe tinte pastello. I suoi riferimenti sono certamente da ricercarsi in band come Magnetic Fields, Beach Boys e persino Belle and Sebastian, ma anche in solisti come Arthur Russell, Sufjan Stevens e Jonathan Richman. Con costoro, Lekman condivide il gusto per la leggerezza, che non è mai priva di profondità. Una sorta di bilanciamento fra levitas e gravitas . L’album è un concept strutturato attorno al romanzo omonimo scritto dallo stesso Lekman insieme con lo scrittore David Levithan, uscito questa estate. Il libro e l’album si intrecciano: alcune canzoni sono nate per il romanzo, altre sono sviluppi narrativi che espandono i momenti tra i capitoli. Il protagonista è “J”, - un alter ego dell’autore - che lavora come cantante di matrimoni. La storia segue la sua relazione con V, che si trasferisce da Gothenburg a New York. L’album esplora non solo il romanticismo romantico, ma le sfumature: distanza, identità, il ruolo del cantante come osservatore e partecipante, e il modo in cui la musica entra nelle vite degli altri. Jens Lekman – Songs For Other People’s Weddings CD Secretly Canadian - SC391
Yenbett è il terzo lavoro di Noura Mint Seymali su Glitterbeat Records. Il titolo - che significa “germoglio” in dialetto hassānīya (dialetto arabo mauritano) - riflette un rinnovamento della sua musica, che continua a esplorare le radici della tradizione mauritana con un approccio contemporaneo. L’album è co-prodotto dal batterista Matthew Tinari e dal bassista/ producer Mikey Coltun, noto per il suo lavoro con il chitarrista africano Mdou Moctar. Nata a Nouakchott, in Mauritania, Noura proviene da una famiglia di griot moreschi. Suo padre, Seymali Ould Ahmed
Vall, è stato un compositore di rilievo, mentre sua madre, Dimi Mint Abba, è una delle cantanti più celebri del Paese. Fin da giovane, Noura ha imparato a suonare l’ardin e ha iniziato a esibirsi come corista con sua madre. Nel 2004, insieme con il marito Jeiche Ould Chighaly, ha formato la sua band, portando la musica tradizionale mauritana su palcoscenici internazionali. Il suo stile musicale unisce elementi di desert blues , rock psichedelico e sonorità africane, creando un suono unico che ha attratto l’attenzione di pubblico e critica a livello globale. Chighaly è, in qualche modo, la seconda stella di questo lavoro. La sua abilità chitarristica, la sua genialità nel fondere la musica occidentale con la tradizione locale, lo rende uno dei chitarristi più interessanti della scena africana assieme a Modou Moctar, con il quale condivide, come abbiamo detto, casa discografica e produttore. L’album di questa moderna griot è quindi un affascinante intreccio di tradizione e modernità. Noura, infatti, proviene da un’intera famiglia di griot , autentici custodi della storia orale e della musica nel suo Paese: la Mauritania. Questo si riflette nella sua musica, che spesso racconta storie, leggende e va ad occuparsi di temi sociali. La musica è caratterizzata da un mix di strumenti tradizionali come l’ ardin (un’arpa a nove corde suonata tipicamente dalle donne), percussioni tradizionali, chitarre distorte, synth, basso e batteria. Si potrebbe classificare quest’album sotto la dicitura di blues africano, ma potrebbe finire anche fra gli album di rock psichedelico, tanto è il potenziale di fusione di questo lavoro. Se, infatti, le melodie di Noura traggono spunto dalle scale modali della musica mauritana, creando un suono ipnotico e ripetitivo, tipico dei rituali e delle celebrazioni locali, dall’altro l’armamentario rock conferisce al tutto i toni di un moderno rock psych . La sua voce è potente ed espressiva, capace di passare da delicati sussurri a lamenti viscerali e profondi e conferisce al disco un tono ipnotico, meditativo e spirituale, ma con decise sferzate energetiche. Noura Mint Seymali – Yenbett CD Glitterbeat Records
L’ultimo album di Margo Price, Hard Headed Woman , è il quinto della sua discografia. Il suo ormai è un nome affermato della scena alt country, popolare negli States e anche in Europa. Un bel traguardo per un’artista così giovane, che molti indicano come l’anti-Taylor Swift. L’opera segna un ritorno alle sue radici country più sincere, pur mescolando dolcezza, forza espressiva e chiare posizioni politiche. Come nei migliori lavori del genere, le registrazioni sono state effettuate a Nashville, nientemeno che nello storico studio RCA Studio A, con il produttore Matt
Ross-Spang, che aveva lavorato con lei nei suoi primi lavori. Non ci sono soltanto tracce di country classico, ma anche tocchi di folk, honky tonk e un pizzico di rock psichedelico. Il sound è caratterizzato dai tradizionali elementi del genere come chitarre twang (il tipico tocco riverberato sulle basse e sulle alte), violino fiddle, lap steel e arrangiamenti curatissimi, che non intaccano l’immediatezza e l’urgenza espressiva dei brani. Il singolo tratto dall’album - Don’t Let the Bastards Get You Down - la dice lunga sin dal titolo, sull’approccio della Price: liriche dirette, forti e dalle chiare prese di posizione. Fra gli ospiti dell’album, molti sidemen tipicamente impegnati nel genere, così come Tyler Childers che duetta con lei. Spicca la presenza del classico di Waylon Jennings Kissing You Goodbye .
Margo Price – Hard Headed Woman Loma Vista Recordings - LVR05002
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