GrooveBack Magazine 006

Intervista a Eliana Grasso

avremmo potuto tornare a suonare dal vivo e a gestire senza dubbi o cancellazioni i nostri impegni concertistici; eseguire il Concerto è stato un momento liberatorio, un progetto che significava che la musica per noi sarebbe comunque andata avanti. Fermo restando che Jeremy Liu si sente maggiormente un programmatore informatico piuttosto che un musicista/compositore, trovo che il suo arrangiamento abbia un merito, quello di aver spurgato la dose ingombrante di melassa che contraddistingue l’accompagnamento orchestrale nella versione originale, prosciugando orpelli e languori di gozzaniana memoria, in modo da badare al sodo rispetto alla necessità di dialogo/rilancio con la materia pianistica tout court. In un certo senso, è come se questo arrangiamento avesse restituito al concerto un connotato più “modernista”, evidenziando aspetti più originali e “arditi” dello strumento solista (penso a determinate soluzioni formali presenti nel tempo finale), tali da fornire a questa composizione un connotato davvero “novecentesco”. È d’accordo? È assolutamente una chiave di lettura di questo arrangiamento. In ogni caso trovo che la composizione di Rachmaninov sia così meravigliosa da poter rendere bene in varie versioni e con diversi organici. Il secondo movimento è già stato trascritto e utilizzato nell’ambito di balletti, piece teatrali e film; io credo fermamente che la musica, in particolare se parliamo di capolavori, possa essere fruibile anche proposta con strumenti diversi da quelli con i quali era stata immaginata. Si pensi alle bellissime trascrizioni di Liszt per pianoforte delle musiche per altri strumenti o per orchestra dei suoi contemporanei e dei compositori del passato, si pensi alla musica di Bach che è stata negli anni eseguita e trascritta in innumerevoli modi o a quante musiche sono state riarrangiate per diventare parte di balletti (in Scala ad esempio quest’anno è andato in scena il Peer Gynt di Grieg con musiche tratte da vari capolavori del compositore norvegese riadattati per essere danzati). Non credo possa essere una scelta contemplabile quella di mantenere le parti originarie a tutti i costi. La presa del suono effettuata da Michele Sartor e con l’apporto fondamentale di Marco Lincetto è veramente di prim’ordine. In qualità di musicista è conscia del fatto che una registrazione fatta con tutti i crismi rappresenta prima di tutto un atto di rispetto nei confronti dell’artista e della sua interpretazione e che, valorizzandola, si compie un vero e proprio rito a favore della Musica con la m maiuscola? Assolutamente capisco perfettamente quanto Marco e Michele abbiano influito positivamente sulla riuscita del progetto; pur non essendo né un’audiofila né un’addetta ai lavori della presa del suono colgo con grande urgenza l’importanza della registrazione. Purtroppo, ho sentito negli anni troppe volte registrazioni fatte malissimo con sonorità che non rendono assolutamente giustizia all’interprete.

Maestro Eliana Grasso, che il Concerto n. 2 per pianoforte di Sergej Rachmaninov sia a dir poco iconico nella letteratura concertistica “romantica” del primo Novecento è un dato conosciuto anche dai sassi, il che avrebbe potuto prestare il fianco a possibili speculazioni e malentendus nel momento in cui lei ha deciso di registrarlo nell’arrangiamento per pianoforte e quartetto per archi effettuato da Jeremy Liu. A questo punto le chiedo, anche per spazzare via possibili fraintendimenti di sorta: quali sono stati i motivi che l’hanno convinta a compiere questo passo? Il motivo è davvero molto semplice; ho registrato questa versione per pianoforte ed ensemble di archi nel periodo del Covid. Avevano annullato tutti i miei concerti e la possibilità di suonare in pubblico con orchestre o grandi gruppi. Ho allora pensato di cimentarmi con una versione più agile e sempre percorribile nonostante i divieti. All’epoca non avevo certezze su quando sarebbe stato di nuovo possibile condividere l’esecuzione musicale con gruppi più estesi e questa trascrizione è stato un modo per tornare a fare musica nonostante le limitazioni. Detto ciò, la trascrizione mi aveva molto convinto; nonostante certamente la differenza rispetto all’organico originale, credo davvero che questa distribuzione delle parti sia equilibrata e renda giustizia al valore di questo brano, che possiamo giustamente descrivere come “iconico”. Concentriamo adesso la nostra attenzione su Jeremy Liu, un personaggio assai particolare nato a Taiwan e che si è specializzato in America in ingegneria informatica e, parallelamente, anche in musica, studiando pianoforte e arrangiando brani classici e jazz più o meno famosi. Il suo arrangiamento relativo al Rach2 risale al 2012 e andando a spulciare la partitura mi sono reso conto che, oltre al pianoforte, ai due violini, alla viola e al violoncello, è prevista la presenza anche del contrabbasso. Mi ha incuriosito il fatto che però in questa registrazione sia stato eliminato proprio quest’ultimo strumento. Questa decisione deriva dal fatto che la sua linea in molti casi è solo rafforzativa rispetto a quella del violoncello? Oppure, nella lettura che intendeva fornire tramite questa registrazione, la presenza del contrabbasso avrebbe potuto sbilanciare troppo l’accompagnamento sul registro grave, sfalsando determinate tessiture nel dialogo con il pianoforte (mi riferisco soprattutto al tempo centrale)? Francamente, l’assenza del contrabbasso è dovuta nuovamente al Covid. Già un paio di volte abbiamo dovuto rimandare le prove per la registrazione per limitazioni o positivi all’interno del gruppo. A un certo punto, noi cinque e con noi naturalmente il bravissimo tecnico Michele Sartor eravamo disponibili, anche la sala, e avevamo avuto modo di provare e leggere insieme il Concerto. Ci eravamo resi conto leggendo le parti che quasi sempre il contrabbasso raddoppiava il violoncello, e la nostra lettura per pianoforte e quartetto ci era sembrata molto bella e convincente. Trattandosi in ogni caso di una versione non originale abbiamo allora deciso di eseguirlo con questo organico. Nel periodo delle limitazioni era davvero molto incerto se e quando

Ultima domanda: già fatto un pensierino per il prossimo progetto discografico?

Lo vedrete nelle edicole a settembre… uscirà con Suonare News!! Vi aspetto con un disco dedicato alle compositrici donne…  A.B.

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