GrooveBack Magazine 006

Ha citato sua moglie Jo Lehmann. È stata la tua salvezza...

Project Two: un tuffo nostalgico nel passato dei Genesis

Sì, è fantastica. Lei è stata la mia rinascita, credo di sì. Jo ha avuto un effetto simile a quello di una fenice.

Un vero e proprio concept dedicato al mondo dei Genesis: A Genesis Rhapsody . Così l’etichetta Velut Luna presenta il nuovo progetto, dal titolo Project Two , di Marco Lo Muscio che, con due ospiti importanti come Steve Hackett e il fratello John, ripercorre alcune della pagine più belle del periodo d’oro della band. Dopo il primo Project One, che era quasi un concerto registrato in chiesa e dedicato alla musica contemporanea e prog in generale, Project Two consiste nella reinterpretazione in stile classico e acustico del mondo dei Genesis. Le premesse ci sono tutte: un pianoforte come quello di Lo Muscio, una registrazione perfetta curata da Marco Lincetto con lo splendido Steinway & Sons D274 Concert Grand residente nello studio Magister Recording Area di Preganziol e, infine, la presenza di due ospiti come i fratelli Hackett. Il disco si apre con Entangled , una gemma dei Genesis post Gabriel (da A trick of the tail , firmata da Steve Hackett e Tony Banks) e poi prosegue con tre brani legati da un sottile filo: il Preludio dalla Suite per violoncello di Bach (arrangiato per piano da Lo Muscio) che sarà la base di Horizons ; a seguire le Meditations on Horizons , composizione di Lo Muscio stesso che si basa sul brano dei Genesis (che fu eseguito su Foxtrot dalla sola chitarra di Hackett) inserita però nel ritmo dell’Habanera spagnola molto amata dal chitarrista e, infine, la versione pianistica di Horizons . La prima parte (l’album è reperibile in vinile audiofilo, in CD e in versione “liquida” ad alta risoluzione) si conclude con After the ordeal (da Selling England by the pound ) in trio con i fratelli Hackett. Il lato B dell’album si apre con l’introduzione e la coda di Watcher of the skies (da

Out of the tunnel mouth, citando un album…

Sì, è stata una rinascita, una vera e propria fiamma purificatrice. È ​proprio così, glielo dico ogni giorno.

E il rapporto col resto del mondo?

Non possiamo accontentare tutti, è il lato negativo del raggiungere un certo livello di… non voglio usare la parola fama, ma aspettativa. Non possiamo essere

Steve Hackett con la moglie Jo, suo imprescindibile punto di riferimento nella vita e nella musica (©Benedict Fenner).

tutto per tutti, sempre. Dobbiamo distribuire il tempo. Voglio dire, ho delle persone in famiglia che stanno attraversando grandi difficoltà fisiche proprio in questo momento e vorrei far loro visita, passare del tempo con loro, aiutarli. Sono preoccupato per mia madre e per il mio patrigno, al momento. Me ne sono reso conto proprio come tutti gli altri. Arriva un momento in cui non puoi essere disponibile sempre e per tutti. È impossibile.

Un nuovo album…?

Foxtrot ); si prosegue poi con un Preludio fugato di Lo Muscio basato sulla parte melodica di Firth of Fifth ( Selling England by the pound ) che fa da introduzione vera e propria al capolavoro classico dei Genesis. Momento intenso con Hairless heart, piccolo capolavoro in The lamb lies down on Broadway , in questo caso registrato in trio con i fratelli Hackett; giustamente grandioso il finale con un altro capolavoro, vale a dire Cinema show ( Selling England by the pound ). A Genesis Rhapsody è un titolo quanto mai azzeccato per questo album, curatissimo anche dal punto di vista sonoro. Indispensabile una

Sì, siamo forse a metà e non vedo l’ora che la gente possa ascoltarlo, perché… mi commuove. Penso che potrebbe essere il mio migliore finora. L’energia continua ad arrivare, l’energia, l’energia, l’energia. È piuttosto straordinario, come sta andando in questo momento. Scriviamo ed è un vero e proprio turbine, un maelstrom .

Una vita impegnativa...

Sì, è pazzesco. Una vita pazzesca. Ho una vita pazzesca. Una vita folle, ma anche meravigliosa. È una vita meravigliosa e folle.

L’Italia è la seconda patria?

Penso di sì. Sono da sempre affascinato da Roma e dall’Italia. Ogni posto in Italia è interessante. Penso davvero che sia il miglior Paese del mondo. Ha così tanto. Ad esempio, l’ultimo posto in cui siamo stati a suonare, Agrigento, è estremamente interessante. Perché l’Italia non è un solo Paese. L’Italia è un mix di molte culture, un incontro di diversi popoli. I Greci, la loro influenza nel Sud. E confesso che ho scoperto solo di recente l’influenza spagnola. Non ne so molto, ma si rivelerà col tempo, lo studierò. E poi i Fenici…

serata libera, luci soffuse, un impianto di un certo livello. E cercare prima di partire con l’ascolto il volume giusto. Ovvero: quale livello genererebbe un pianoforte a coda nella stanza dove stiamo ascoltando? Il resto sarà un viaggio intenso in un mondo “genesisiano” riportato alle origini (ricordiamo che le basi dei Genesis sono di stampo classico) da un autore ed esecutore che dimostra di conoscere assai bene non solo la musica della formazione britannica, ma anche il feeling di quei musicisti al momento della creazione dei brani.  S.R.

Beh, quando deciderà per la pensione potrebbe venire in Italia…

Sarebbe una bella idea!

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