“dei giocattoli” di Leopold Mozart, in un live, sempre con I Solisti dell’Olimpico sotto la direzione di Giovanni Battista Rigon, fissato al Teatro Olimpico vicentino nel giugno 2004, lo struggente Intermezzo da Cavalleria Rusticana di Mascagni, con l’Orchestra Cesare Pollini del Conservatorio di Padova diretta da Giuliano Medeossi, in una registrazione fatta all’Auditorium Pollini Padovano nel maggio del 2015, e concludendo con il possente Hallelujah dal Messiah , HW 56 di Händel, in una ripresa dal vivo fatta nel dicembre 2009 nella Basilica di San Felice a Vicenza con la Schola S. Rocco & Archicembalo Ensemble sotto la bacchetta di Francesco Erle. Al contrario, il lato B presenta una selezione di composizioni musicali che appartengono al Novecento, quasi esclusivamente di matrice italiana, assai poco conosciute dal grande pubblico. Si comincia con una pagina di Adriano Lincetto, il padre di Marco, l’Allegro con spirito dalla Suite per Paer , eseguito da I Solisti di Venezia, con Giovanni Guglielmo direttore e primo violino, e registrato nella Sala della Biblioteca dell’Abbazia di Carceri d’Este nell’aprile 2004. Segue poi il Rondò dal Concerto per violoncello, archi e pianoforte del compositore padovano Silvio Omizzolo, che il patron della Velut Luna ha saputo far riscoprire grazie ai dischi da lui registrati, con l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Fabio Framba, e che vede Damiano Scarpa al violoncello e Pierluigi Piran al pianoforte, fissato all’Auditorium Pollini nel settembre 2009. Anche l’unica pagina di musica straniera, francese per la precisione, è assai interessante e particolare, ossia la Danse profane pour harpe chromatique avec accompagnement d’orchestre à cordes di Debussy, con Davide Burani all’arpa, accompagnato dall’Orchestra da Camera di Ravenna sotto la direzione di Paolo Mainetti, in una registrazione fissata al Teatro Incontro di Formigine, in provincia di Modena, nel dicembre 2012. Da ultimo, un cammeo a dir poco straordinario, il Moto Velocetto Perpetuo del grande e compianto Giorgio Gaslini, con il quale Lincetto ha avuto un profondo rapporto professionale e d’amicizia, in una ripresa dal vivo risalente al febbraio 2007, con lo stesso autore dirigere l’Orchestra del Teatro Marrucino di Chieti.
L’Orchestra di Padova e del Veneto (©Carlo Bonazza).
passato che ci è stata tramandata come “classica” dai soliti dotti e sapienti del tempio. Ma in realtà, ad esempio e dal mio punto di vista, “classica” si può intendere quella musica che trae ispirazione, che non dimentica, da quelle pagine composte nel corso della storia dell’Umanità che hanno in sé il senso dell’assoluto, ovvero rientrano in categorie assolute
di valore e bellezza, che sanno trascendere e superare il corso del tempo. Ecco, quindi, che il percorso di questo disco vuole proporre un vero e proprio concept riassuntivo di questi concetti appena espressi». Parole che, da parte mia, non posso che condividere pienamente e totalmente. Seguendo la tracklist del vinile, nel lato A Lincetto ha voluto inserire tracce relative a pagine oltremodo famose del repertorio orchestrale, vale a dire l’Ouverture da Le Nozze di Figaro di Mozart, in una ripresa live de I Solisti dell’Olimpico diretti da Giovanni Battista Rigon, effettuata al Teatro Olimpico di Vicenza nel giugno del 2016, il frizzante
A proposito del legame che c’è stato tra Marco Lincetto e Giorgio Gaslini, non deve quindi stupire il fatto che il patron della Velut Luna abbia voluto dedicare il disco del 30° anniversario consacrato al jazz proprio al grande musicista milanese. Anche in questo caso, Lincetto ha voluto spiegare i motivi della scelta che hanno dato vita a questa raccolta sonora, frutto delle sue registrazioni dedicate a questo genere musicale, evidenziando come una tale operazione rappresenti non solo un motivo di orgoglio, ma soprattutto la sofferenza
Il grande compositore e pianista Giorgio Gaslini, con il quale Marco Lincetto ha avuto uno stretto rapporto d’amicizia e professionale.
Il direttore d’orchestra Giovanni Battista Rigon, protagonista di alcune registrazioni dedicate alla classica dalla Velut Luna.
nel dover escludere autori, interpreti e brani che non lo avrebbero di certo meritato. Ecco che cosa ha scritto, a tale proposito, nelle note di accompagnamento a questa incisione: «È sempre difficile realizzare una raccolta di brani musicali, pur essi appartenendo al medesimo genere; e lo è ancora di più se a doverlo fare è colui che li ha voluti, li ha prodotti, li ha registrati: ovvero qualcuno che alla fine si considera diviso fra il ruolo di
Saltarello dalla Sinfonia n. 4 “Italiana” in la maggiore, op. 90 di Mendelssohn-Bartholdy, registrata nell’Auditorium Pollini di Padova nell’agosto del 2000 con l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Giancarlo Andretta, la celeberrima Sinfonia in do maggiore detta
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