Ecco una panoramica di alcune interessanti e particolari novità discografiche che riguardano composizioni corali, cameristiche, organistiche, concertistiche e sinfoniche presentate da alcune etichette italiane e straniere In giro per la classica di Andrea Bedetti
dimensione umorale e interrogativa: prova ne è la sua interpretazione della Passacaglia in cui emerge una considerevole introspezione speculativa, senza per questo tralasciare l’aspetto trascendentale che si stempera in tutta l’arcata del capolavoro. Buona anche la presa del suono effettuata da Gabriele Zanetti, che presenta l’organo assai ravvicinato all’ascolto, ma con un nitore della dinamica e dell’equilibrio tonale del tutto convincenti. Johann Sebastian Bach - The Aroma of a Pale Rose. Organ Works in C minor
Jangoo Chapkhana (organo) CD Da Vinci Classics C01054
Chi ama e ascolta la musica sinfonica di Gustav Mahler, sa che tra i tanti direttori che l’hanno eseguita e registrata su disco si distingue una “trimurti” d’eccellenza composta da Bruno Walter, Dimitri Mitropoulos e Jascha Horenstein. Di questi tre interpreti mahleriani d’eccezione quello meno conosciuto è sicuramente il terzo, che invece merita la massima attenzione d’ascolto e non solo per ciò che riguarda il repertorio sinfonico del grande compositore boemo. Ma, restando a Mahler, segnalo qui la riedizione, da parte della CBH Music, di una delle migliori registrazioni della sua Quarta
Cominciamo con una recente registrazione della Da Vinci Classics che presenta un interessante progetto dell’organista australiano Jangoo Chapkhana, il quale attraverso celebri pagine organistiche di Johann Sebastian Bach ha voluto spiegare l’importanza di uno degli aspetti più affascinanti della musica barocca, quello denominato “carattere delle tonalità”, meglio conosciuto con il concetto di Affektenlehre , ossia, “teoria degli affetti”. Questo concetto si fondava sull’idea che determinate tonalità suscitassero uno specifico “affetto”, vale a dire una pletora di emozioni, di stati d’animo
sinfonia, registrata alla Barking Town Hall di Londra il 23 e 24 novembre 1970 da Horenstein alla testa della London Philharmonic Orchestra e con la presenza del soprano gallese Margaret Price. La storia di questa registrazione, anche per via della mancanza totale di informazioni nell’edizione dei files audio della CBH Music, che vede la presenza della sola cover , dev’essere raccontata brevemente. La Quarta sinfonia mahleriana registrata da Horenstein fu una delle primissime incisioni della label economica inglese Classics For Pleasure, ma sebbene vantasse un’interpretazione eccelsa, fu fortemente penalizzata dalla scadente presa del suono, al punto da far scomparire il disco dagli scaffali e a non includerlo tra le versioni consigliate di questo capolavoro. Solo in seguito, grazie alla rimasterizzazione analogica, effettuata nel 1983 da Mike Clements e Simon Foster negli studi di Abbey Road in una ristampa LP, e alle successive riedizioni in CD fatte dapprima dalla EMI e poi dalla Chief, si è potuto continuare ad ammirare la lettura fatta dal grande direttore ucraino naturalizzato americano. A proposito dell’esecuzione, Horenstein ebbe il grande merito di far comprendere come la più soave e lieve sinfonia delle nove di Mahler annidasse in sé delle ombre e delle increspature minacciose che andavano a frantumare l’atmosfera paradisiaca che la pervade e che culmina nell’ultimo tempo, in cui la voce del soprano canta il Lied Das himmlische Leben , tratto da Des Knaben Wunderhorn . Questa increspatura, questa latente ma opprimente minaccia Horenstein, assecondato magnificamente dalla LPO, le manifesta soprattutto nel primo tempo, Bedächtig, Nicht eilen, recht gemächlich , mentre sia nel secondo, sia nel terzo tempo, il direttore americano riesce a dipanare un fraseggio che è un emblema alla leggerezza, con gli archi e i legni che si distinguono per caratura timbrica ed eloquio dell’espressività. Anche l’intervento vocale di Margaret Price appare seducente nella sua
e di sentimenti umani. Tale unione tra le tonalità espresse e le conseguenti reazioni affettive suscitate portò al sorgere di gesti e tecniche musicali che si manifestarono compiutamente tra la fine del XVII secolo e la prima metà di quello successivo. Nelle note esplicative, lo stesso Chapkhana mette in rilievo la figura poco conosciuta del flautista dilettante e medico tedesco Justus Johannes Heinrich Ribock (1743-1785), il quale, sulla base di questa correlazione tra “carattere delle tonalità” ed emozioni, attribuì alla tonalità di do minore la proiezione del “profumo di una rosa pallida” (da qui il titolo del disco in questione, The Aroma of a Pale Rose ). Così, il do minore diviene l’elemento guida della playlist eseguita dall’artista australiano, incentrata sulle pagine organistiche del Kantor , tutte caratterizzate da questa tonalità. Tra le dieci composizioni eseguite sull’organo che si trova nella parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Casette di Legnago, in provincia di Verona, c’è un capolavoro come l’immancabile Passacaglia BWV 582, che conclude il disco, e altre opere meno conosciute, almeno dal grande pubblico, quale la Fuga BWV 575, pagina sicuramente giovanile, e la Fuga su un tema di Giovanni Maria Bononcini BWV 547b. Assai particolare il Trio, BWV 585, un affascinante arrangiamento di una sonata a tre tempi di Johann Friederich Fasch (1688-1758), che rappresenta un tipico esempio di trascrizione organistica di sonate a tre di altri compositori dell’epoca. La scelta stilistica ed espressiva, nella lettura di Jangoo Chapkhana di queste pagine, è votata oltremodo a un’enunciazione che mette in risalto le proprietà della tonalità in questione e alla sua
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