impronta “infantile” e trasognata, permettendo la realizzazione di una delle più grandi registrazioni della Quarta sinfonia. Possedendo la versione in CD della EMI, ho potuto fare un raffronto tecnico con i files audio 44.1/16 della CBH Music, la quale si avvale dell’ultima rimasterizzazione effettuata nel 2022. Rispetto al formato fisico, la resa del dettaglio appare leggermente più materica, e anche l’ampiezza del suono orchestrale, nell’ambito del palcoscenico sonoro, è più convincente, cosa che farà sicuramente piacere agli audiofili cultori delle sinfonie mahleriane.
elementi costitutivi assai raffinati, il che dimostra come il musicista tedesco-danese, oltre ad avere rappresentato un punto fermo nella storia della musica organistica barocca, sia stato in grado di esprimere un altissimo magistero creativo anche nella musica da camera. A dir poco convincente la lettura fatta di queste ventiquattro Sonate da parte di Belder, nel ruolo di clavicembalista e di organista, e dei sette componenti dell’Ensemble Fantasticus, i quali hanno dipanato le affascinanti partiture con un riguardo stilistico che va ben oltre lo “storicamente informato”. Un ascolto che sarà in grado di coinvolgere emotivamente, oltre a rappresentare una sorpresa grazie alla quale ora Buxtehude può vantare quei crismi e quei criteri per essere annoverato un “musicista completo”. Dietrich Buxtehude – Complete Chamber Music Ensemble Fantasticus - Pieter-Jan Belder (clavicembalo & organo) 3CD Brilliant Classics 97068
A Portrait, Vol. 3: Jascha Horenstein – Gustav Mahler, Symphony No. 4 London Philharmonic Orchestra - Jascha Horenstein (direzione) Files audio CBH Music CBH583
Dal sinfonismo novecentesco al camerismo barocco attraverso un interessante progetto pubblicato dalla Brilliant Classics, che presenta l’integrale della musica da camera di Dietrich Buxtehude, un genere compositivo finora quasi del tutto trascurato del grande organista tedesco-danese. A intraprendere questo progetto, che si è concretizzato in un cofanetto composto da tre CD e arricchito da un booklet di ventiquattro pagine ottimamente curato da Jon Baxendale, è stato il clavicembalista olandese Pieter-Jan Belder (gli appassionati di musica barocca
Attraverso la casa discografica Baryton, specializzata in musica antica e barocca riproposta in modo storicamente informato, viene portata avanti un’interessante iniziativa culturale, che fa parte della collana “Rinascimenti musicali d’Abruzzo” e, parallelamente, al “Progetto Tudino”, i quali intendono diffondere e far conoscere la figura e le creazioni musicali di Cesare Tudino, compositore nato ad Atri verisimilmente nel 1530 e morto nella stessa cittadina abruzzese tra il 1591 e il 1592, il quale è purtroppo precipitato, nel corso dei secoli, nel baratro del dimenticatoio storico e artistico. Del tutto
ricorderanno sicuramente la sua impresa discografica grazie alla quale ha registrato in passato tutte le 555 Sonate di Domenico Scarlatti, sempre per la Brilliant Classics) con i membri dell’Ensemble Fantasticus. Al di là della grandezza del Buxtehude musicista, maestro assoluto dal 1668 fino all’anno della sua morte, avvenuta nel 1707, presso la Marienkirche di Lubecca, il suo nome viene ricordato anche per il leggendario incontro, che forse però non avvenne mai, avuto nel 1705 con il ventenne Johann Sebastian Bach, che percorse quattrocento chilometri a piedi da Arnstadt fino alla città cuore della Lega anseatica. Un aspetto che condivisero entrambi è che nella loro attività compositiva, sia Buxtehude, sia il sommo Kantor , si dedicarono solo in età più avanzata alla musica da camera. Per ciò che riguarda il compositore tedesco-danese, durante la sua vita furono pubblicate solo due raccolte cameristiche, le sette sonate dell’Op. 1 stampate nel 1694 e le altrettante dell’Op. 2 nel 1696. Come ricorda Jon Baxendale nelle note di accompagnamento, Buxtehude considerò in realtà le due raccolte come un unico insieme, come si intuisce dalla strumentazione e dalla struttura tonale. Inoltre, bisogna tenere conto dell’importanza mistica e simbolica data dal numero sette, al punto che si racconta che Buxtehude abbia rappresentato musicalmente gli influssi dei sette pianeti ammirando l’orologio astronomico della Marienkirche. Queste quattordici Sonate sono state ideate per essere eseguite con uno o due strumenti solisti con basso continuo e, fin dal loro primo ascolto, colpiscono per la ricchezza delle invenzioni e per la raffinatezza dell’impianto stilistico. Il terzo Cd del cofanetto presenta altre dieci sonate inedite, le quali non offrono spunti per poterle datare anche solo approssimativamente, ma ricche di
ingiustamente, aggiungo io, come ben dimostra il disco che la Baryton ha dedicato alla sua splendida Missa pro defunctis , risalente al 1589, e a sei Motetti, composti l’anno precedente. A eseguire queste pagine sacre la Compagnia Virtuosa diretta da Walter Testolin, il quale con Marco Della Sciucca ha steso anche il testo d’accompagnamento al CD. La Missa pro defunctis , qui ovviamente registrata in prima assoluta, appartiene alla raccolta Missae quinque vocum Liber primus , stampata a Venezia nel 1589, e rappresenta uno dei vertici assoluti della sua creatività nel genere sacro, al punto che non deve stupire che ancora per qualche decennio dopo la sua morte il suo nome venisse accostato e considerato con la medesima ammirazione a quelli di Orlando di Lasso e Tomás Luis de Victoria. D’altronde, la ricchezza del linguaggio polifonico adottato dal compositore abruzzese, così come la capacità di distribuirlo tra le voci in modo da ottenere emozioni e stupore nell’ascoltatore, la dicono lunga sulla sua arte sonora. Sullo stesso livello di valore sono da porre anche i sei Motetti che completano l’incisione della Baryton e che mettono in luce le attinenze e le indubbie influenze palestriniane nei confronti di Tudino, capace di plasmare in essi la musicalità della parola, così tipico del sommo musicista laziale. A garantire il fascino di queste composizioni ci ha pensato la lettura, appassionata e tecnicamente valida, da parte della Compagnia Virtuosa sapientemente diretta da Walter Testolin, tenuto conto che le varie linee contrappuntistiche sono state enunciate e rese con la massima trasparenza e con quella dovuta espressività che la parola sacra richiedeva
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