GrooveBack Magazine 006

(una nota di merito va anche a Dario Carpanese, il quale ha eseguito la trascrizione per organo del motetto O memoriale mortis Domini ). Anche la presa del suono, effettuata da Gianni La Marca nella Chiesa di Santa Maria di Ronzano, in provincia di Teramo, rientra positivamente nella validità assoluta di questo disco, autentica chicca per tutti coloro che amano la musica sacra antica.

Andante. Che Savall e la sua compagine ormai non conoscano più limiti nell’ambito delle loro letture è cosa nota da tempo e questa loro ultima fatica rappresenta un ulteriore marchio di fabbrica che conferma la chiarezza di idee concettuali e la loro traduzione in suono. Le scelte del direttore catalano sono sempre efficaci, tese a portare in superficie le caratteristiche e le peculiarità non solo espressive di questi due lavori, ma anche gli intenti e le prospettive estetiche emanate da Schumann e Bruckner, senza contare che Savall e Le concert des nations ormai sono una sola irradiazione interpretativa, da cui emerge la bellezza e il fascino del timbro evocato dalla sezione degli archi, messa a dura prova soprattutto nella Nullte . Di altissima fattura, per trasparenza ed energia, la presa del suono effettuata da Manuel Mohino, in quanto capace di restituire sia ogni minima sfumatura timbrica, sia i climax più potenti esplosi soventemente dai tutti. Robert Schumann-Anton Bruckner – Symphonies oubliées Le concert des nations – Jordi Savall (direzione) SACD AliaVox AVSA9963

Cesare Tudino – Missa pro defunctis (1589) et Mottetti Compagnia Virtuosa – Walter Testolin (direzione) CD Baryton BAR2024/02

Continuando attraverso il filone della “dimenticanza” e passando all’epoca romantica, c’è da segnalare l’ultima fatica discografica, ovviamente pubblicata dall’etichetta AliaVox e arricchita da un a dir poco sontuoso booklet di quasi duecento pagine, di Jordi Savall e dei componenti dell’orchestra Le concert des nations che hanno registrato, sotto il titolo di Symphonies oubliées , un SACD dedicato alla Sinfonia Zwickauer “incompiuta” WoO 29 di Robert Schumann e alla Sinfonia in re minore Nullte WAB 100 di Anton Bruckner nella versione del 1869. Un approdo potremmo dire del

Finiamo così come abbiamo iniziato, ossia presentando un’altra recente produzione della Da Vinci Classics, che vede il chitarrista greco Thanos Mitsalas, accompagnato dalla Thessaloniki State Symphony Orchestra diretta da Miltos Logiadis, eseguire due concerti per chitarra e orchestra del compositore e chitarrista brasiliano contemporaneo Sérgio Assad, il Naoussa Concerto e il Concerto do Rio , entrambi basati su tre distinti tempi, in cui lo scopo è quello di contrapporre musicalmente due ambienti culturali contrastanti, ossia uno scenario rurale greco e l’altro quello urbano

tutto naturale, dopo che il direttore catalano e la sua compagine orchestrale hanno allargato progressivamente la loro esplorazione interpretativa dal barocco proprio al romanticismo di matrice austro-germanica, registrando l’integrale sinfonica di Beethoven, le sinfonie Incompiuta e la Grande di Schubert e le due versioni della Sinfonia Italiana di Mendelssohn, e fissando ora l’attenzione su due pagine che la storia musicale ha sbrigativamente messo ai margini della tradizione esecutiva. I primi due tempi della Sinfonia Zwickauer schumanniana risalgono al biennio 1832-33, quando il compositore tedesco, allora ventiduenne, volle provare a cimentarsi con il genere sinfonico imbevuto dall’entusiasmo giovanile e da un senso di sfida nei confronti dell’ingombrante tradizione beethoveniana. Questi due tempi, un Adagio-Allegro molto e un Andantino quasi allegretto, sebbene comprensibilmente ancora acerbi, permettono di comprendere meglio le prospettive e gli obiettivi compositivi futuri del genio di Zwickau in questo genere, al quale donò quattro sinfonie destinate a rappresentare una solida traccia nella grande tradizione sinfonica. Di ben altro lignaggio è la Nullte bruckneriana, la quale, dopo essere stata severamente criticata dal maestro che impartiva lezioni di composizione al musicista austriaco e da lui messa da parte, fu numerata in seguito Die Nullte (ossia “la zero”) dallo stesso Bruckner ed eseguita in prima assoluta solo nell’ottobre del 1924. Che Bruckner fosse oltremodo severo e spietato nei confronti di se stesso è cosa accertata e l’ascolto di questa sinfonia in re minore lo dimostra ulteriormente, poiché in realtà ci troviamo di fronte a un’opera già pienamente matura e ben articolata nei suoi quattro tempi, capace di non sfigurare con il resto del corpus sinfonico del grande musicista austriaco, e contraddistinta dai due elementi portanti della sua poetica, la potenza timbrica che emana dalle sezioni orchestrali e uno struggente lirismo che qui si concentra in un incantevole

brasiliano. Il Naoussa Concerto , che prende il nome dall’odierna città greca, che sorge nelle vicinanze dell’antico centro macedone di Mieza, intende proiettare nell’ascoltatore l’aura tipica della cultura e della tradizione elleniche, con il primo tempo, intitolato Aristotele istruisce Alessandro, camminando presso le sorgenti delle ninfe di Mieza , a sua volta suddiviso in tre distinte sezioni, Physis, Ethos e Logos , ossia le colonne sulle quali poggia l’intero sistema filosofico greco. Il secondo tempo, Lamento degli angeli che ascendono e danza vittoriosa , intende commemorare un tragico episodio avvenuto a Naoussa il 22 aprile 1822, durante la Guerra d’indipendenza greca, quando le forze ottomane presero il controllo della città. In un ultimo atto di sfida, alcune donne del luogo, tenendo in braccio i loro figli, danzarono la Makrinitsa , una lamentosa danza tradizionale, prima di gettarsi da una scogliera. Infine, l’ultimo tempo, Dioniso celebra il vino Xinomavro tra i vigneti di Naoussa , è una gioiosa ode al celebre vino Xinomavro della regione macedone e alle sue profonde radici mitologiche. Il Concerto Popular do Rio , composto nel 2013, incarna invece un viaggio musicale attraverso tre quartieri emblematici di Rio de Janeiro, Lapa, Urca e Mangueira, ognuno dei quali riflette una distinta sfaccettatura sociale e culturale della città. Nei suoi tre tempi, che portano per l’appunto i titoli dei nomi degli altrettanti quartieri, questo concerto fa affiorare l’essenza del variegato patrimonio

88 | GRooVEback006

89 | GRooVEback006

Made with FlippingBook flipbook maker