Nel regno del jazz
Complete Communion , registrato nel dicembre 1965 e ristampato dalla Tone Poet Vinyl Series, segna l’esordio da leader di Don Cherry, già figura chiave nel quartetto di Ornette Coleman. L’album si articola in due suite estese, Complete Communion ed Elephantasy , suddivise in movimenti con coerenza narrativa e libertà formale. Con Leandro «Gato» Barbieri (sax tenore), Henry Grimes (contrabbasso) ed Edward Blackwell (batteria), il quartetto sviluppa un linguaggio collettivo che oltrepassa le convenzioni post- bop . L’album apre con un tema che non cerca definizione melodica, ma suggerisce una
di Francesco Cataldo Verrina
Questo mese ci tuffiamo nelle meraviglie del vinile, certi di fare cosa gradita a tutti gli audiofili, con sei album di pregio nel suono e nel packaging: per l’esattezza, due ristampe Blue Note, due importanti live ritrovati e rimasterizzati dalla Elemental e due inediti
Blue Serg e, inciso nel 1956 e ristampato dalla Tone Poet Vinyl Series, è una rara testimonianza del baritonismo bebop nella sua forma più lirica e riflessiva. Chaloff, spesso trascurato nella genealogia del sax baritono, è in stato di grazia, affiancato da un trio di rilievo: Sonny Clark (piano), Leroy Vinnegar (contrabbasso) e Philly Joe Jones (batteria). La formazione, essenziale ma efficace, valorizza la voce profonda di Chaloff, senza appesantirne il fraseggio. L’ opener, A Handful Of Stars , rivela subito la qualità sonora: linea melodica vellutata, dialogo sottile col pianoforte, armonia distesa con
direzione. Cherry usa lo strumento con tono asciutto, lasciando che la forma emerga dal dialogo con Barbieri, il cui sax introduce una tensione obliqua. Grimes, con un contrabbasso mobile, costruisce un fondale che interroga più che sostenere. Blackwell, dal drumming elastico e frammentato, rifiuta la regolarità per un tempo ricomposto in modo imprevedibile. I movimenti successivi, And Now, Golden Heart, Remembrance , sono stazioni di un percorso che alterna impulso e riflessione. Cherry non impone, ma guida per attrazione e repulsione, evitando ogni perentorietà. La seconda suite, Elephantasy , si apre con un gesto più assertivo e un tema semplice ma cerimoniale. Barbieri risulta abrasivo e scolpisce le frasi; Cherry esplora i margini, con libertà mai arbitraria. Grimes e Blackwell mantengono la tensione costante: il contrabbasso appare mediamente regolare, mentre la batteria si dissolve e si ricompone. In Our Feelings, Bishmallah e Wind, Sand And Stars , emergono introspezione e dinamiche sottili. La tromba diventa voce interiore, il sax si ritrae, il gruppo lavora sui silenzi. L’’edizione stereo, curata da Joe Harley e masterizzata da Kevin Gray, restituisce ogni dettaglio acustico con rigore. Il suono, diretto e trasparente, rivela la logica interna del quartetto e la qualità del gesto musicale. Don Cherry - Complete Communion Don Cherry (tromba) - Leandro «Gato» Barbieri (sax tenore) - Henry Grimes (contrabbasso) Edward Blackwell (batteria) LP Blue Note 5827008
naturalezza. Vinnegar fornisce un ancoraggio discreto, Jones tratteggia il fondale con spazzole leggere. In The Goof And I , Chaloff esplora registri agili, con frasi serrate alternate a distensioni. Clark accompagna con accenti sincopati, mantenendo viva la tensione. Thanks for the Memory è una ballad introspettiva con un baritono confidenziale e mai sentimentale. Il pianoforte cesella il contorno, la batteria si ritrae, lasciando emergere il respiro del brano. In All the Things You Are , Chaloff evita il tecnicismo: linea sobria, ritmo flessibile e vibrato misurato. Clark brilla per chiarezza e spontaneità. I’ve Got The World On A String è giocosa ma controllata, suono curato, fraseggio fluido e sezione ritmica leggera ma incisiva. Il tema viene esposto con leggerezza consapevole. Susie’s Blues , unica originale, rappresenta il momento più personale, fatto di libertà espressiva, con frasi tra mordente e cantabilità, mentre il trio appare coeso e vario. Stairway To The Stars chiude con tono meditativo ed essenzialità, lirismo trattenuto, armonie rarefatte e ritmo regolare. Questa edizione mono, curata da Joe Harley e masterizzata da Kevin Gray, restituisce ogni sfumatura timbrica. Blue Serge rappresenta più di una rinascita artistica, piuttosto sancisce la poetica del sax baritono come introspezione, del quartetto come ascolto e del jazz come pensiero. Serge Chaloff - Blue Serge Serge Chaloff (sax baritono) - Sonny Clark (pianoforte) - Joe Jones (batteria) Leroy Vinnegar (contrabbasso) LP Blue Note 4556009
An Afternoon in Norway , registrato il 29 giugno 1980 al Kongsberg Jazz Festival e pubblicato in edizione deluxe da Jazz Detective con l’Art Pepper Estate, è un documento di rara intensità, che restituisce la complessità espressiva di un artista ormai maturo. Con Milcho Leviev (pianoforte), Tony Dumas (contrabbasso) e Carl Burnett (batteria), il quartetto amplifica le tensioni interne di Pepper, alternando lirismo e dramma. Y.I. Blues si sviluppa su una struttura ciclica, dove il fraseggio di Pepper, nervoso e fluido,
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