GrooveBack Magazine 006

si appoggia su un accompagnamento elastico. Leviev fonde accenti balcanici e jazz, mentre Dumas e Burnett mantengono una pulsazione mobile. The Trip è un racconto in movimento, in cui la melodia iniziale si frantuma in cellule ritmiche. La tromba risulta assertiva, il line-up alterna opulenza e rarefazione. Make A List, Make A Wish occupa l’intero lato B. Il tema, esposto con cautela, apre a una lunga sezione stratificata, dove momenti eterei si alternano a picchi intensi. Leviev assume un ruolo orchestrale, Dumas lavora su ostinati, Burnett scolpisce il tempo. Patricia , dedicato alla moglie, apre il lato C con tono elegiaco. Tema semplice, trattato con delicatezza e senza sentimentalismo. Caravan introduce tensione ritmica: Leviev accentua le dissonanze, Dumas spezza le figurazioni, Burnett costruisce una danza ipnotica. Blues for Blanche inaugura il lato D. Pepper adotta un tono ruvido, il quartetto risponde con compattezza flessibile. Straight Life chiude il concerto con freschezza, mentre il sassofono narra, il piano è contrappunto, la ritmica pulsa con coerenza. Questa edizione stereo su doppio vinile da 180g, curata da Zev Feldman e masterizzata da Matthew Lutthans, valorizza ogni dettaglio. An Afternoon in Norway non è solo un concerto, ma un momento di verità. Il sassofono rivela, il gruppo respira, il jazz si lascia ascoltare. Art Pepper - An Afternoon in Norway: The Kongsberg Concert Art Pepper (sax) - Milcho Leviev (pianoforte) - Tony Dumas (contrabbasso) Carl Burnett (batteria) 2LP Elemental Records 5990552

impressionista. Mare Nostrum IV non innova, ma resiste, soprattutto emoziona con misura, raccontando un tempo interiore sottratto alla dispersione del presente.

Paolo Fresu / Richard Galliano / Jan Lundgren - Mare Nostrum IV Paolo Fresu (tromba) – Richard Galliano (accordion & bandoneon) Jan Lundgren (pianoforte) LP ACT 8008-2

Hakan Başar, giovane pianista turco classe 2004, conferma con questo secondo album un’evoluzione significativa rispetto al suo debutto del 2019. Nato a Istanbul in una famiglia di musicisti jazz, Başar unisce con talento e maturità influenze dei grandi maestri come Peterson, Monk, Evans e Petrucciani, trasformandole in un linguaggio personale. Registrato con il supporto del basso di Michelangelo Scandroglio e della batteria di Bernardo Guerra, Maiden Voyage propone un repertorio di classici rivisitati e un solo brano originale, Compassion , che lascia ben sperare per il futuro compositivo del pianista. Il disco si apre con Chloé Meets Gershwin di Petrucciani,

A vent’anni dal primo incontro, Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Lundgren tornano con Mare Nostrum IV , registrato nell’ottobre 2024. Nessuna svolta, ma una riaffermazione coerente di un’identità musicale costruita nel tempo con rigore e senso poetico. Nonostante le differenze geografiche, il trio condivide una sintesi profonda, che evita mediazioni e compromessi. Ritroviamo eleganza, equilibrio tra scrittura, improvvisazione e nitidezza melodica. La tracklist alterna originali (quattro della farina del sacco di Lundgren e tre a testa di Fresu e Galliano) e due brani tradizionali, con un’organicità quasi da concept album .

in cui Başar ritrae il brano con uno swing più disteso rispetto all’originale. Wheatland di Peterson viene invece interpretato evitando virtuosismi fini a se stessi, privilegiando l’equilibrio collettivo. La rilettura di Lotus Blossom di Billy Strayhorn e Bolivia di Cedar Walton dimostrano un’attitudine a variare i temi senza snaturarli, mentre la seconda parte del disco esplora atmosfere più complesse e dinamiche con Inception di McCoy Tyner e l’onirica title-track Maiden Voyage di Herbie Hancock. Chiude Compassion , unico originale, che sintetizza il percorso stilistico dell’album, segnando un punto di partenza promettente per il giovane artista. Con questo lavoro, Başar si afferma come una nuova stella del jazz internazionale, capace di legare insieme tradizione e innovazione con innato equilibrio. Hakan Başar - Maiden Voyage Hakan Başar (pianoforte) - Michelangelo Scandroglio (basso) Bernardo Guerra (batteria) LP Red Records 1248343

Galliano impone un tono meditativo e rigoroso. Il suo fraseggio cantabile e il timbro pastoso del Melowtone creano atmosfere sospese. Lundgren si conferma pianista di misura e raffinatezza, tanto che le sue composizioni puntano sulla sottrazione. Fresu imprime il lirismo del suo soffio rotondo e controllato. La Vie En Rose viene riletta senza retorica, asciutta e pudica. Belle-Île-en-Mer (Galliano) debutta con un’introduzione lenta e assorta, impostando la direzione dell’album, ossia il suono come paesaggio interiore. In Blue Silence (Fresu) il silenzio diventa materia musicale. Daniel’s Farfars Låt (Lundgren) è un omaggio affettuoso, intimo e sobrio. Hope (Fresu) appare come un canto sommesso, quasi una preghiera. Man in the Fog esplora territori più incerti, Letter To My Mother (Galliano) è tra i brani più affettivi e composti. Varvindar Friska , affidata a Lundgren, costituisce un frammento cameristico che fa emergere leggerezza e radici. Elegia (Fresu) chiude con una sospensione quasi in dissolvenza. Le Jardin des Fées (Galliano) è una coda notturna e

Behind the Dikes , pubblicato da Elemental Music in un’edizione triplo LP, documenta una fase cruciale del percorso creativo di Bill Evans, ritratto nel 1969 durante tre sessioni olandesi di rara coesione e profondità. Il titolo, mutuato dalla storica serie Jazz Behind The Dikes curata da Michiel de Ruyter, non costituisce solo un riferimento geografico, ma una vera postura estetica, basata su un pianismo che si ritrae

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