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Quando la Gdo non vuole più trattare con gli agenti
Un’insegna della Gdo del Sud Italia ha comunicato ai fornitori di non voler più trattare con agenti e venditori, preferendo interloquire solo con personale interno. Il caso, denunciato dalla Fnaarc, è isolato e senza dettagli su nome o settore, ma mette in luce la crescente pres- sione dei retailer per ridurre i costi, con l’intermediazione tra le voci sotto osservazione. Allo stesso tempo, la forza vendita resta un pila-
stro del modello di business italiano in ogni filiera distributiva. Fnaarc ha commentato che si tratta di “un’offensiva strumentale alla figura dell’agente di commercio e dei venditori”, mirata a delegittimare una categoria strategica per il tessuto produttivo italiano e a indebolire i fornitori. In Italia operano oltre 210.000 agenti, il 74% plurimandatari, che intermediano circa 400 miliardi di euro l’anno, pari al 30% del PIL, e svolgono funzioni cruciali: presidiano ter- ritori, anticipano tendenze, forniscono informazioni a clienti e aziende, promuovono marketing e consolidano rela- zioni durature. Secondo Fnaarc, privare le aziende della rete commerciale riduce competitività, controllo sui mercati e sviluppo, con effetti più gravi sulle PMI, ossatura dell’economia nazionale. L’associazione invita le aziende a respin- gere logiche speculative, valorizzando la forza vendita e innovando senza eliminare professionalità.
Immobili d’impresa: negozi in ripresa, capannoni in lieve calo Per il 2026 le prospettive dell’economia italiana indicano una crescita del Pil intorno allo +0,8%. Dopo un 2025 difficile per alcuni settori – in particolare automotive e moda – anche il commercio ha mostrato un andamento altalenante, in- fluenzato da nuove abitudini di consumo e maggiore prudenza dei clienti, mentre si consolida il peso delle attività legate ai servizi, rivolti sia a persone sia a imprese. Secondo l’Ufficio Studi di Gruppo Tecnocasa, l’attrattività turistica dell’Italia continua a sostenere commercio e ristorazione. Nei primi nove mesi del 2025 le compravendite di immobili d’impresa per negozi sono cresciute dell’8,3%, mentre il comparto produttivo registra una lieve flessione (-0,5%). Per i capannoni per- mane una carenza di offerta, soprattutto nelle nuove costruzioni, con crescente attenzione ai temi ambientali. La domanda è sostenuta anche dai Data Center, mentre la logistica cerca immobili in posizioni prime, sempre più rare, e si concentra anche su localizzazioni secondarie. I negozi nelle vie ad alto passaggio dovrebbero mantenere una buona tenuta, mentre in strade meno trafficate proseguirà l’insediamento di attività di servizio e, dove consentito dagli strumenti urbanistici, po- trebbero aumentare i cambi di destinazione d’uso verso il residenziale. Le previsioni indicano un recupero delle compra- vendite dei negozi (+5%–7%) e un lieve calo per i capannoni. In un contesto globale incerto, i prezzi dei negozi potrebbero variare tra -2% e 0%, mentre per i capannoni è atteso un recupero dei valori e dei canoni tra 0% e +2%.
Rezzonico entra in BigMat Rezzonico, storica azienda ticinese attiva da oltre 90 anni nel set- tore edilizio, entra a far parte del network internazionale BigMat, segnando l’ingresso di BigMat in Svizzera. Rezzonico è presente a Mendrisio e Lumino e guida una rete di 85 collaboratori all’inter- no del Gruppo iRezz. Fondata negli anni ’30, l’azienda ha ampliato l’offerta a materiali per edilizia, finiture, carpenteria, camini e pi- scine, consolidando il mercato attraverso acquisizioni come Lu-
mafer, GLA Pavimenti e Cotto Ceramiche. Nel 2025 il fatturato di Fabio Rezzonico SA è stato di CHF 12,9 milioni. L’adesione a BigMat offre accesso a una rete internazionale, programmi di formazione e strumenti di comunicazione, rafforzando il posi- zionamento di mercato e supportando la crescita sostenibile dell’azienda nel medio-lungo periodo.
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