FERRUTENSIL MARZO 2026

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Pellet, a gennaio prezzi in crescita I valori rilevati da AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) del prezzo del pellet a gennaio 2026 mostrano un leggero aumento con un prezzo medio nazionale di 6,9 euro/sacco da 15 kg, con un in- cremento rispetto allo scorso anno del 27% (circa 1,5 €/sacco). I prez- zi si intendono al consumatore, IVA inclusa, trasporto escluso. I valo- ri più alti sono stati riscontrati con le rilevazioni per il Sud e Isole che sono state accorpate data la scarsità del campione, per questa area si individua un aumento del +35% (7,3 €/sacco) rispetto all’anno prece-

dente. A Nord-ovest il prezzo del pellet a gennaio 2026 passa da 5,5 a 6,8 €/sacco, registrando un aumento del 24% (+1,3 €/sacco) rispetto gennaio 2025. Per il Nord-est si registra un aumento del +28% (6,89 €/sacco) che si traduce in un aumento di 1,5 €/sacco. Nell’area del centro il prezzo aumenta del +23% con valori di 6,6 €/sacco rispetto a quelli di 5,4 €/sacco rilevati l’anno precedente nello stesso periodo. Nonostante l’aumento, il pellet rimane ancora la soluzio- ne più economica per il riscaldamento domestico. Produrre 1 MWh di energia utilizzando pellet in classe ENplus A1 richiede la combustione di circa 208 kg di materiale, equivalenti a circa 14 sacchi da 15 kg. Il costo stimato per questa quantità di energia è di circa 96 €/MWh, un valore decisamente competitivo se confrontato con altre fonti energetiche tradizionali. Il pellet è più conveniente rispetto all’uso sia del gas naturale, che costa 107 €/MWh (il 10% in più), sia del gasolio da riscaldamento che costa ben 101 €/MWh (il 5% in più).

Aperture domenicali: Coop riapre il dibattito Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc- Coop, propone di discutere la possibile chiusura domenicale dei supermercati, superando l’attuale liberalizzazione. L’idea è arrivare a sei giorni di apertura settima- nale tramite confronto con Federdistribu- zione e Adm. Ancc-Coop rappresenta 72 cooperative con oltre 2.200 supermercati, 57mila addetti e ricavi 2024 di 16,4 mi- liardi di euro. Secondo Coop, la chiusura domenicale ridurrebbe i costi del lavoro (maggiorazioni festive ≥30%) e potrebbe generare 2,3-2,6 miliardi di euro di effi- cienza nazionale, da destinare a promo- zioni e miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Circa un italiano su tre già non fa la spesa di domenica. Il 73% dei consumatori e il 65% dei professionisti fo- od intervistati si dichiara favorevole. Fe- derdistribuzione, Confcommercio e Con- fesercenti temono invece effetti negativi sull’economia urbana e sulla competitività contro l’ecommerce, sebbene gli acquisti online nel food rappresentino solo il 6% del totale. Nel canale brico-garden, la do- menica resta strategica per acquisti a pro- getto, ma la chiusura potrebbe favorire ri- sparmio e attrattività per il recruiting, soprattutto dei giovani.

Cyberattacco a ManoMano: fi no a 37,8 milioni di account a rischio ManoMano, piattaforma leader nel settore brico e garden, ha con- fermato il 10 febbraio di essere stata vittima a gennaio 2026 di un cyberattacco tramite un fornitore esterno del servizio clienti, con furto di dati personali di migliaia di utenti. L’attacco è partito dalla compromissione dell’account di un operatore di un subappaltatore, che ha permesso agli hacker di accedere a nomi, e-mail, numeri di telefono e storico delle comunicazioni con l’assistenza. Password e dati bancari non sono stati coinvolti, e l’account è stato bloccato im- mediatamente. Tuttavia, sul forum BreachForums un hacker, Indra, afferma di aver sottratto circa 43 GB di dati, includendo 37,8 milio- ni di account utenti, 935.000 ticket e oltre 13.500 allegati relativi a Francia, Spagna, Italia, Regno Unito e Germania, dalla piattaforma Zendesk usata per il customer care. Gli esperti avvertono del ri- schio di phishing mirato: i dati rubati permettono e-mail, SMS o te- lefonate fraudolente molto credibili. ManoMano invita gli utenti a verificare sempre i mittenti, non

condividere password o dati banca- ri, evitare allegati sospetti e monito- rare i movimenti bancari. Il caso se- gue un’ondata di attacchi recenti a aziende francesi come Kiabi, Chro- nopost, Conforama, Orange e Au- chan, rilanciando il dibattito su si- curezza digitale e responsabilità delle aziende nell’affidare dati sensi- bili a partner esterni.

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