NORCIA 2026 - GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89
definisca ancora con chiarezza i parametri di sostenibilità, rimandati a future norme specifiche, né le modalità con cui incrementare progressivamente la quota di commesse pubbliche riservate a prodotti ecologici e realizzati all’interno dell’UE. Tali incertezze rischiano di compromettere l’obiettivo di tutelare la competitività delle industrie energivore e dei comparti strategici (come acciaio, alluminio e cemento), ostacolando il traguardo di riportare il settore manifatturiero al 20% del valore aggiunto lordo europeo entro il 2035. In conclusione, il power shift è tecnicamente attuabile grazie al drastico calo dei costi delle fonti rinnovabili, ma rimane intrappolato in un paradosso: pur a fronte di una diffusione record dell’energia green, l’Italia e l’Europa restano condizionate da
una burocrazia disorganica e da una subordinazione ai combustibili fossili che mantiene alti i costi in bolletta. La transizione ha smesso di essere una sfida puramente tecnologica per trasformarsi in uno scontro politico; in questo contesto, l’assenza di adeguati investimenti pubblici e la mancanza di coesione interna all’UE minacciano di tramutare una fondamentale opportunità di sviluppo in un grave ritardo strategico’.
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