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Direttiva Case Green: quali priorità e strategie per la filiera idrotermosanitaria? A diverse settimane dalla scadenza europea per il recepi- mento della Direttiva EPBD IV (“Case Green”), Angaisa – Associazione nazionale dei distributori idrotermosani- tari aderente a Confcommercio e Federcostruzioni – ri- chiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di adottare un approccio pragmatico, tecnicamente sosteni- bile e coerente con le caratteristiche del patrimonio edili- zio italiano. Il settore dei sistemi a gas ad alta efficienza rappresenta ancora un’eccellenza manifatturiera europea per qualità e innovazione. Per questo Angaisa ritiene ne- cessario mantenere la possibilità di utilizzare e commer- cializzare tecnologie gas evolute, accompagnando gra- dualmente la transizione verso vettori energetici decarbonizzati come biometano, idrogeno verde e misce- le rinnovabili certificate. Parallelamente, occorre incenti- vare l’impiego di caldaie di nuova generazione, tecnologie “Hydrogen Ready” e sistemi ibridi, favorendo la riduzio- ne dei consumi e delle emissioni. Un altro tema riguarda la normativa F-Gas e i sistemi a espansione diretta. Se- condo Angaisa è necessario comunicare con chiarezza tempi e modalità della transizione, evidenziando anche le criticità legate all’impiego dei refrigeranti naturali, come il propano (R290), sotto il profilo della sicurezza e dell’in- stallazione. Prioritaria è inoltre la definizione di un qua- dro normativo stabile, per evitare incertezze operative e contenziosi, così come il rafforzamento della rete di pro- fessionisti qualificati per installazione, assistenza e manu- tenzione. In questo contesto, la distribuzione idrotermo- sanitaria specializzata può svolgere un ruolo strategico come presidio di competenza tecnica, formazione e sup- porto agli operatori. Angaisa chiede di sostenere la riqua- lificazione energetica reintroducendo strumenti come cessione del credito e sconto in fattura, con adeguati con- trolli. Le proposte sono già state condivise con il Ministe- ro delle Imprese e del Made in Italy.
Mobili e lampade con il passaporto digitale: arriva il DPP europeo
Secondo un'analisi di Ollum, società italiana specia- lizzata in sostenibilità e impatti ambientali, mobili e lampade si avviano verso una trasformazione profon- da: cataloghi e schede tecniche lasceranno spazio a informazioni digitali su materiali, impatti ambientali, durabilità e recupero a fine vita. Il motore è il Regola- mento Ecodesign (ESPR) dell'UE, che introduce il Digital Product Passport (DPP): dati su composizio- ne, prestazioni ambientali, riparabilità e riciclabilità. I mobili sono tra le categorie prioritarie del primo pia- no della Commissione Europea per l'economia circo- lare. Non è solo conformità: come l'etichetta nutrizio- nale ha cambiato il rapporto
con il cibo, il passapor- to digitale potrebbe ridefinire come aziende e clienti valu- tano un
prodotto d'arredo. Materie prime, riciclato, ricambi e riciclo dovranno diventare dati accessibili e verifica- bili. La spinta arriva anche dal Construction Products Regulation (CPR) e dai criteri ambientali negli appal- ti pubblici. Per le aziende significa investire in LCA, EPD e progettazione orientata a durabilità: la sfida non è il QR code, ma costruire una filiera capace di raccogliere dati affidabili, trasformandoli in vantag- gio competitivo.
Temu contro la contraffazione online Temu rafforza le iniziative a tutela dei consumatori in Italia aderendo al progetto Ver.O – Verifica l’Originale, sviluppato con Codi- ci – Centro per i Diritti del Cittadino e finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Con questa collabora- zione la piattaforma diventa il primo marketplace di e-commerce a partecipare all’iniziativa nazionale contro la contraffazione on- line. Il progetto Ver.O riunisce istituzioni, autorità di controllo e partner privati per promuovere acquisti online più sicuri, favorire la segnalazione di prodotti potenzialmente contraffatti o non conformi e rafforzare la tutela dei consumatori. Le segnalazioni rac- colte da Codici vengono trasmesse ai partner aderenti, tra cui Temu, attraverso canali dedicati per una gestione più rapida ed effi- cace. La collaborazione prevede anche attività informative, con materiali e indicazioni pratiche per aiutare i consumatori a ricono- scere i prodotti non conformi e utilizzare gli strumenti di segnalazione e assistenza. Al progetto partecipano anche il Mimit, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), la Guardia di Finanza e l’Icqrf, nell’ambito di un’azione coordinata contro la contraffa- zione online. L’iniziativa rientra nella più ampia strategia di collaborazione di Temu con associazioni dei consumatori, associazioni di categoria, camere di commercio e organismi di promozione degli investimenti in Europa. Nel primo semestre 2026 la piattafor- ma dichiara di aver organizzato oltre 100 incontri e partecipato a 30 conferenze dedicate a questi temi.
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