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la loro capacità di stare sul mercato e di esprimere tutto il loro valore. Per quanto riguarda, invece, il Green Deal europeo voglio ricordare che è stato presentato nel 2019 dalla Commissione Europea come una strategia di crescita per realizzare la transizione verde nel nostro continente e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Tuttavia, nella sua formulazione e attuazione, il piano ha mostrato evidenti limiti di realismo. In questo scenario, abbiamo più volte sollecitato un cambio di approccio, chiedendo una transizione più graduale, equa e attenta alla diversità del tessuto imprenditoriale italiano ed europeo, che conta un 94% di imprese di piccole dimensioni. Per venire alla politica nazionale di questi giorni, più precisamente

al disegno di Legge di Bilancio Nazionale 2026, esprimo forte preoccupazione per una norma che potrebbe impedire la compensazione dei crediti d’imposta con i debiti previdenziali e contributivi. Infatti, a partire dal 1° luglio 2026, la compensazione potrebbe essere consentita solo per i crediti d’imposta emergenti dalle dichiarazioni annuali, escludendo dunque i crediti maturati a seguito dell’acquisizione dei bonus edilizi e di altri incentivi. Particolarmente colpite sarebbero le aziende del “sistema casa”, in primis edilizia e impiantistica, e quelle dell’autotrasporto. E’ una norma che rischia di compromettere la

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