‘D’ GLOCAL ESG89 TERRITORI
professionali, un investimento deciso sull’apprendistato e sui percorsi duali. La Sardegna deve tornare ad essere una terra che forma per il lavoro, non che costringe i giovani a partire. Ma non basta. Di fronte a una crisi demografica di questa portata, servono politiche che abbiano il coraggio della lungimiranza. Occorre facilitare l’ingresso dei giovani nelle imprese, sostenere chi vuole rilevare un’attività, dare strumenti fiscali e finanziari stabili e non occasionali. Le 34mila aziende artigiane sarde producono ogni anno 2,5 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 7,8% del totale regionale. Non sono un settore marginale: sono uno dei motori della Sardegna. E un motore, se lo si sostiene,
trascina con sé tutto il sistema. C’è poi un ulteriore elemento che oggi dobbiamo considerare con chiarezza: l’innovazione. Per molti anni si è pensato che artigianato e tecnologia fossero mondi separati. Invece, la nuova “intelligenza artigiana” nasce proprio dall’integrazione tra manualità e digitale, tra tradizione e intelligenza artificiale, tra creatività e strumenti avanzati. Le imprese che investono in innovazione attraggono più facilmente i giovani, migliorano la qualità del lavoro e rafforzano la competitività. Su questo, chiediamo alle
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