I RISCHI Accanto alle opportunità emergono anche dei rischi. L’AI può essere utilizzata senza strumenti critici per distinguere il vero dal falso, oppure in modo intenzionalmente manipolativo. Si moltiplicano i casi in cui le persone si affidano agli algoritmi per consigli personali, relazionali o decisionali. In alcuni esperimenti, figure artificiali co- struite ad hoc sono riuscite a generare con-
l’intelligenza artificiale, ma smettere di esercitare il proprio giudizio. Ed è per questo che decidere oggi è più difficile, e più necessario. Uno dei nodi principali riguarda il modo in cui le persone utilizzano l’intelligenza artificiale. Anche con do- mande precise, i sistemi possono restituire risposte errate o incoerenti. Il punto è che: chi conosce bene un argomento riesce a riconoscere l’errore; chi non lo conosce rischia di fidarsi completamente. Il meccanismo è simile a quello dei motori di ricerca: emerge ciò che è più visibile, non necessariamente ciò che è più corretto. La capacità di interrogare correttamente l’AI e di valutare le risposte diventa quindi una competenza chiave. Tra le promesse più diffuse dell’intelligenza artificiale c’è, inoltre, quella del risparmio di tempo. Ma la realtà è un po’ più com- plessa. L’AI accelera alcune attività ope- rative, ma introduce nuove fasi di controllo e interpretazione. Il tempo dunque non scompare: si trasforma. Se prima era de- dicato alla produzione del dato, oggi viene impiegato per verificarlo e comprenderlo. Questo segna un cambio di paradigma: meno attività ripetitive, più responsabilità nella lettura delle informazioni. L’intelli- genza artificiale, in questo senso, obbliga a produrre valore, ribaltando la logica tra- dizionale del lavoro.
senso reale, dimostran- do quanto questi stru- menti possano risultare credibili e influenti. Il rischio è quello di una realtà “aumentata” in cui ciò che appare vero finisce per essere per- cepito come reale. E
Quale sarà il ruolo dell’esse- re umano in un futuro in cui gli algoritmi non si limitano più a supportare, ma iniziano
a orientare, e talvolta sostituire, le scelte?
ancora: quando ci affidiamo all’intelligenza artificiale, lo facciamo perché ci fidiamo della macchina o perché abbiamo smesso di fidarci di noi stessi? La domanda si in- treccia con quella sul tempo: l’AI lo libera o lo riempie di nuove dipendenze? Più che una risposta, emerge una responsabilità: quella di non rinunciare al proprio giudizio. CONOSCERE PER DECIDERE Nel mondo aziendale, il cambiamento è già visibile. L’intelligenza artificiale sta ri- definendo ruoli e competenze, spin- >>
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