GrooveBack Magazine 004

Il DAC/streamer Arkangel dell’azienda padovana Peter & Son-Level di Pier Giorgio Levorato rappresenta una perfetta soluzione per chi vuole entrare nel mondo della musica liquida grazie alla sua semplicità d’uso, alla sua versatilità e a un prezzo, a fronte delle soluzioni tecniche che offre, a dir poco imbattibile. Con un “arcangelo” alla scoperta del digitale di Andrea Bedetti

in funzione: il rosso indica che lo streamer non è collegato ad alcuna rete wireless o cablata, il blu indica che lo streamer è collegato a una rete wireless o cablata, il ciano che lo streamer è attivo e in playback . Ovviamente, tutte le varie connessioni e i comandi si trovano quindi sul pannello posteriore. Su quest’ultimo troviamo, partendo da sinistra, la vaschetta IEC; il pulsante di selezione, che serve a selezionare l’ingresso S/PDIF desiderato tra i due disponibili, ossia quello coassiale e quello ottico (con il pulsante rilasciato si attiva l’ingresso coassiale, mentre con il pulsante premuto si attiva l’ingresso ottico); seguono poi i due connettori per l’uscita audio; la connessione di ingresso segnale audio digitale coassiale (con il simbolo del pulsante rilasciato) e quella dell’ingresso del segnale audio digitale ottico (con il relativo simbolo del pulsante premuto); segue poi un led che ripropone i colori che possono essere visti sul pannello frontale relativamente alle funzionalità dello streamer ; il pulsante WPS/Reset , in quanto Arkangel il Wi-Fi Protected Setup si attiva utilizzando il metodo a pulsante; una porta USB OTG che fa avviare automaticamente l’apparecchio quando una chiavetta USB o un disco USB esterno vengono inseriti in questa porta, con il pendrive o il disco esterno che devono essere formattati in formato FAT16, FAT32 o NTFS (i formati di files supportati sono Mp3, AAC, Vorbis, Opus, PCM, WMA, AC3, FLAC, ALAC, APE, WavPack con risoluzione fino a 24bit/192kHz); infine, l’ingresso per la linea LAN, con la possibilità di configurare l’interfaccia Ethernet collegando un cavo al relativo connettore. Non appena questo collegamento viene rilevato, Arkangel richiederà automaticamente un indirizzo IP tramite il servizio DHCP. Inoltre, questo apparecchio della Level utilizza sia il protocollo Bluetooth classico Advanced Audio Distribution Profile (A2DP) per il wireless streaming audio, sia il più avanzato aptX , a patto, naturalmente, che il dispositivo trasmittente, ossia lo smartphone, il tablet o il PC supporti tale protocollo. Ricordo, per concludere, che per utilizzare l’Arkangel nella modalità streamer occorre scaricare e installare sullo smartphone o sul tablet l’applicazione AirLino per Android o iOS (sul libretto di istruzioni si trovano i QR code per effettuare tale operazione). Per completare il “pacchetto” offerto da questo apparecchio, la sezione DAC è rappresentata dal più che affidabile e ottimo Wolfson che può arrivare fino a una campionatura di 24bit/192 kHz. Come sempre, prima di passare al test di ascolto, il mio consiglio è di sostituire il cavo di alimentazione con uno maggiormente performante e, anche se l’apparecchio è dotato di quattro spessi piedini in gomma dura, di affidarsi ad accessori che portino a un processo di disaccoppiamento, in modo da limitare il fenomeno delle risonanze indotte. Il test di ascolto Per non sapere né leggere né scrivere, prima di effettuare la prova di ascolto ho fatto rodare l’Arkangel per una decina di ore, dopodiché ho collegato il cavo Ethernet e con estrema facilità, dopo aver fornito all’apparecchio la chiave di accesso, ho saggiato la modalità streamer . Questo grazie all’app AirLino che ho installato sul mio tablet Android, configurandolo con molta facilità; a livello musicale c’è davvero da sbizzarrirsi in quanto ci sono tantissime stazioni radio da poter ascoltare che offrono tutti i generi musicali possibili e immaginabili, anche se molte di esse sono in lingua tedesca (non per nulla AirLino è un’app progettata in Germania). Focalizzando la mia attenzione

La linea compatta ed essenziale del DAC/streamer Arkangel.

Chi segue anche la versione web di GRooVE back Magazine forse avrà avuto modo di leggere in passato la mia recensione riguardante l’amplificatore per cuffie Ahleluja in pura Classe A, prodotto dalla veneta Peter & Son, di Pier Giorgio Levorato con il marchio Level (www.grooveback.zone/andrea-bedetti/level-ahleluja-amplificatore-per- cuffie/). Ora torno a parlare di questa combattiva e agguerrita azienda affrontando l’analisi di un altro suo prodotto di punta, lo streamer e DAC Arkangel, un apparecchio che utilizza, lo scrivo fin da subito tanto per chiarire con cosa abbiamo a che fare, la medesima tecnologia impiegata per l’amplificatore integrato Frankie Plus della Serblin & Son che vanta, per l’appunto, anche una sezione streamer e un DAC. Quindi, se siete interessati a continuare la lettura di questo articolo, sappiate che ci troviamo di fronte a un prodotto che, a fronte della sua veste spartana, offre soluzioni tecnologiche di primissima scelta e il cui prezzo è veramente alla portata se non di tutti, sicuramente di moltissimi. Il prodotto Ho ricevuto questo Streamer DAC in una solida scatola di cartone, con l’apparecchio ospitato in una sagoma di polistirolo poliespanso che ne garantisce l’integrità e in grado di assorbire possibili urti nel corso del trasporto, unitamente a un cavo di alimentazione e al libretto delle istruzioni. Come nel caso dell’amplificatore per cuffie Ahleluja e per gli altri apparecchi che appartengono a questa serie Level, questo Arkangel vanta una linea squisitamente spartana, con il preciso scopo di abbattere i costi. Sul pannello frontale si trova al centro solo il led che si colora di tre colori diversi quando l’apparecchio è

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