Eliteness 2026 - IT

C he aspetto ha una delle sue giornate tipo? Una delle mie giornate tipo potrebbe consistere in una colazione proteica, seguita da un allenamento al mattino, un buon pasto a mezzogiorno, un breve sonnellino, un po’ di lavoro amministrativo o una visita dai fisioterapisti. Inoltre cerco sempre di riuscire a motivarmi a fare un po’ di stretching in serata per aiutare il corpo a recuperare. Da gennaio ho messo in pausa gli studi per consacrarmi pienamente alla preparazione in vista della stagione olimpica. Questa scelta mi ha permesso di evitare un sovraccarico e di trasferirmi in montagna per migliorare la qualità dei miei allenamenti. I suoi studi sono una fonte di stress aggiuntivo o un’«evasione» necessaria? Entrambe. Per me, mantenere un legame con gli studi è essenziale per sviluppare le capacità cognitive oltre a quelle fisiche, ma anche per preparare il mio futuro. Certo, le specificità legate agli studi in biologia e alla pratica dello sci alpinismo ad alto livello li rendono difficili da conciliare, eppure non ho nemmeno preso in considerazione l’ipotesi di optare per una formazione in un settore che mi interessa meno soltanto per rendere questa doppia carriera più semplice da gestire. Ritiene che questo doppio percorso sia un punto di forza? Sì, perché lo sport di punta non può durare tutta la vita. Imparare cose nuove sul mondo che ci circonda consente anche di evadere da un contesto a volte ristretto come quello dello sport ad alto livello. Preferisce lo sforzo selvaggio del trail o l’adrenalina della discesa? Lo sci alpinismo consente proprio di preservare questo spirito solitario e selvaggio, oltre alla libertà di andare ovunque si desideri. La differenza principale è la polarizzazione tra lo sforzo della salita e quello della discesa, che porta l’euforia di scivolare sui pendii e consuma meno le articolazioni. Proprio per questo sceglierei piuttosto una bella giornata di sci alpinismo sulla neve fresca. La montagna sembra essere il suo luogo di resilienza. È là che si sente «sé stessa»? Sì, adoro l’idea di spingere il mio corpo fino a un luogo che all’inizio potevo solo scorgere da lontano e la sensazione di libertà che mi porta. Qual è il suo messaggio per i giovani che temono la montagna? Ci sono tanti modi di vivere la montagna, ciascuno con il proprio livello di rischio. Personalmente, ho capito di non aver bisogno di frequentare luoghi esposti a rischi per trovare la sensazione che cerco. In che modo si è avvicinata allo sci alpinismo? È una storia di famiglia: i miei genitori hanno sempre praticato lo sci alpinismo ed è stato naturale per loro coinvolgerci. In seguito, mio fratello ha voluto cimentarsi nella competizione e ho seguito la corrente. Lo sci alpinismo è stato un modo per tener vivo un legame con suo padre e suo fratello deceduti in montagna rispettivamente nel 2016 e nel 2021? Ho perso mio padre e poi mio fratello dopo aver debuttato nella disciplina ed è possibile che in seguito questi eventi mi abbiano aiutata a proseguire in questo percorso fuori dall’ordinario. Questo mi spinge ad essere ancora più attenta e coscienziosa quando si tratta di fare delle scelte in montagna. Ma bisogna anche fare attenzione a non trasformare la prudenza in paura.

Ai vertici, il livello è così alto che ogni elemento è importante e può determinare l’esito della gara. – Caroline Ulrich Sciatrice alpinista svizzera e ambasciatrice Elite

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