RivistAmica_N10

Territorio e divertimento

chi traffici più o meno leciti, nelle fortificazioni militari della Linea Cadorna, nell’animo dei suoi abitanti. Ed è così fin dal 1515, quando durante le Guerre d’Ita- lia dal San Gottardo calarono i picchieri svizzeri, che tolsero l’odierno Canton Ticino al Ducato di Milano e si arrestarono solo con la sconfitta di Marignano ad opera dei francesi. La Chiesa di San Zenone Il borgo un tempo si raccoglieva attorno alla Chiesa di San Zenone e alle località che formavano Monte Olim- pino: Bignanico, Canova, Cardano, Cardina, Carnasi- no, Interlegno, Padula e Soldo. La chiesa venne eretta nel 1865 su progetto di Giacomo Moraglia (1791- 1860), uno dei maggiori esponenti del neoclassicismo lombardo, che realizzò tra l’altro l’arco di Porta Co- masina a Milano in piazza XXV Aprile. L’aspetto ester- no semplice e lineare lascia posto, all’interno, ai gra- ziosi affreschi di Luigi Tagliaferro, pittore di Mandello del Lario, risalenti al 1903. Il campanile, come l’altare maggiore, è invece opera di Pietro Moraglia, figlio di Giacomo: è stato eretto al posto della vecchia chiesa di San Zenone, documentata già nel XVI secolo. Quel baco che portava ricchezza Tra i simboli di questo territorio rientra Villa Pisani Dossi (privata), costruita tra il 1897 e il 1910. Si trat- ta dell’abitazione dello scrittore Carlo Dossi (1849- 1910), protagonista della Scapigliatura milanese. E poi c’è Castel Carnasino (via Castel Carnasino), villa settecentesca costruita su un nucleo medievale. Bor- go laborioso e in continua crescita, Monte Olimpino: così risulta anche da un documento del 1885 citato dallo storico locale Primo Porta. “La bachicoltura rap- presenta una delle principalissime rendite agrarie; tale industria viene praticata da pressoché tutte le famiglie coloniche: senza essere di nocumento alla pubblica igiene, tale attività si dimostrò favorevole ad apporta- re migliorie alle abitazioni dei contadini”. L’allevamento del baco da seta, appreso dai cinesi nel Medioevo, fece la fortuna dell’economia lombarda dal XII al XVII secolo, giungendo fino alla metà del ‘900. A Cardina visse anche Guido Ravasi (1877-1946), il “Signore della seta” di inizio secolo. Ben poco rimane oggi di questo splendore, tranne l’ottocentesca Cascina Mira- bello di Cardina. Nell’Ottocento però l’allevamento del baco da seta era già in decadenza e l’incremento della popolazione era trainato da attività artigianali importa- te dalla vicina Svizzera, come il montaggio di orologi e termometri.

Bruno Munari e la Collina del cinema Bruno Munari (1907-1998) è stato un protagonista dell’arte e del design del XX secolo. Assieme a Mar- cello Piccardo fra il 1962 e il 1972 creò a Cardina la “Collina del cinema”, punto di riferimento per la spe- rimentazione cinematografica in Italia. Qui nacque- ro cortometraggi come “Sulle scale mobili” e spot come quello della Fiat 600 che gettarono le basi per un cambio epocale nel linguaggio cinematografico e pubblicitario. Negli spazi di Munari e Piccardo, in via Conconi, ha oggi sede l’Associazione Cardina.

Come arrivare Monte Olimpino si raggiunge facilmente dall’auto- strada A9 Milano-Como-Chiasso prendendo l’uscita Como-Monte Olimpino, la penultima prima del con- fine svizzero. Una volta usciti dall’autostrada ci si tro- va subito in via Bellinzona, cuore di Monte Olimpino: percorrendola in direzione del centro di Como, alla seconda rotonda (intersezione con via Camozzi), sul- la destra si trova il nuovo punto vendita Iperal. Poco prima, sulla sinistra, si accede invece alla collina di Cardina.

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