Dossier rapporto lavoro dirigenziale

stessa, inabile alla creazione di alcuna novità legislativa, pur potendo, almeno in tema di lavoro ricorrere ad interpretazioni analogiche (o almeno estensive), si esime dal farlo, avvalendosi di pochi e ripetitivi strumenti del tutto inadatti a risolvere talune delle questioni sottopostegli. L’odierno impianto del diritto del lavoro sedimentato sulla omologazione della società con i suoi orari (quasi uguali per tutti, come nell’era fordista) e con la sua concentrazione dei lavoratori in fabbriche e uffici, la contrattazione collettiva e le lotte dei sindacalisti, appaiono navigare un fiume investito da una corrente opposta a quella inseguita dagli operatori del diritto e dei diritti. Altro tema da cui emerge con dirompente evidenza l’inadeguatezza della summa divisio novecentesca tra lavoro subordinato e lavoro autonomo nel diritto del lavoro italiano (e non solo) è quello dello “smart working” che, indipendentemente dalla caratterizzazione del lavoro come più o meno “personale”, più o meno fungibile, scardina alcuni dei dogmi del lavoro subordinato, come l’orario di lavoro e il luogo di lavoro. Si tratta di un approccio al lavoro già abbozzato in tempi precedenti alla pandemia di Covid – 19, che risponde tanto alle esigenze individuali del lavoratore, quanto a quelle dell’im- presa, anche attraverso la responsabilizzazione del lavoratore che, a fronte di un’autono- mia gestionale (di spazi, orari e strumenti da utilizzare) deve conseguire un risultato utile all’organizzazione del lavoro. Viene meno, infatti, la possibilità di misurare la quantità del lavoro sulla base della sua estensione temporale: il creditore della prestazione può osservarne solo il risultato imme- diato, e di questo tenere responsabile il lavoratore. Quanto più la persona che lavora è responsabilizzata sul risultato, tanto più il rischio che il risultato non venga raggiunto, anche per cause esterne, ricade su di lei. Insomma, il la- voro dipendente finisce con l’assomigliare molto al lavoro autonomo 5 . E questa descrizio- ne, questa problematica, seppur “calata” nella concreta situazione dell’adattamento alle nuove forme di esecuzione del lavoro, risulta del tutto sovrapponibile alla posizione e alle peculiarità proprie del lavoro dirigenziale. È chiaro ed evidente che la pandemia ha determinato una necessaria accelerazione delle implementazioni di questo sistema di lavoro. Tuttavia, è necessario qui ribadire come le medesime esigenze fossero in realtà già state affrontate con riguardo a singole figure di lavoratori quali i giornalisti, o, in maniera più generale, con riguardo alla figura del diri- gente. Sono infatti le figure dirigenziali che per prime – e da tempi più remoti – proprio

5 P. Ichino, Lo smart working e il tramonto della summa divisio tra lavoro subordinato e autonomo, in Riv. Lav. Dit. Eu., 2021.

10

Made with FlippingBook Online newsletter maker