Dossier rapporto lavoro dirigenziale

I quadri, infatti, sono intesi come una categoria intermedia tra i dirigenti e gli impiegati: dei prestatori di lavoro, dunque, con un grado di autonomia d’iniziativa e decisionale supe- riore a quella del gruppo impiegatizio 92 , ma pur sempre assoggettato al controllo dell’im- prenditore o di un dirigente, con poteri di iniziativa circoscritti e con corrispondente limi- tazione di responsabilità 93 . Di contro, elementi come l’autonomia nel controllo delle funzioni, la gestione diretta dei rapporti con i terzi e la capacità di impegnare direttamente l’azienda sono requisiti tipi- ci della figura del dirigente 94 ; quest’ultimo, infatti, come “alter ego” dell’imprenditore, è preposto alla direzione dell’intera organizzazione aziendale ovvero ad una branca o ad un settore autonomo di essa, ed è investito di attribuzioni che, per la loro ampiezza e per i poteri di iniziativa e di discrezionalità che comportano, gli consentono, sia pure nell’osser- vanza delle direttive programmatiche del datore di lavoro, di imprimere un indirizzo ed un orientamento al governo complessivo dell’azienda, assumendo la corrispondente respon- sabilità ad alto livello 95 . Tuttavia – per quanto la figura del dirigente “alter ego” dell’imprenditore sia ancora tut- tora presente, soprattutto all’interno di aziende di dimensioni ridotte la cui direzione è affidata a lui soltanto dall’imprenditore - la crescente diffusione di realtà aziendali carat- terizzate da strutture organizzative maggiormente articolate e decentrate ha ingenerato il riconoscimento di figure dirigenziali, non collocate ai vertici aziendali, dotate di autono- mia e potere discrezionale di minor portata rispetto all’alta dirigenza, fungendo da colle- gamento tra questa e gli altri dipendenti. Sebbene tali lavoratori siano altamente qualificati (in quanto in grado di offrire prestazio- ni di elevata competenza), l’assenza di una predisposizione gerarchica ad un determinato ramo o servizio, con graduazione di compiti e di responsabilità, comporta il riconoscimen- to di un vasto potere decisionale che trova il proprio limite non nelle direttive impartite direttamente dall’imprenditore, ma in quelle del dirigente di livello superiore. I dirigenti intermedi, inoltre, si differenziano da quelli apicali per l’assenza di un potere tale da indirizzare il governo dell’azienda, influenzandone l’andamento, nonché – secon- do un orientamento giurisprudenziale minoritario maggiormente restrittivo - per la to- tale esclusione dalle scelte strategiche e di indirizzo; inoltre, per i dirigenti subordinati a dirigenti di livello superiore, mancherebbe del tutto il riconoscimento di una porzione del

92 Cass. civ., sez. lav., 2 dicembre 1998, n. 12214 93 Cass. Civ., sez. lav., ordinanza 1° ottobre 2019, n. 24484 94 Cass. civ., sez. lav., 9 ottobre 2006, n. 21652 95 Cass. Civ., sez. lav., ordinanza 1° ottobre 2019, n. 24484

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