L’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale, tuttavia, ritiene che tale diritto non sia riconosciuto in re ipsa al dirigente assunto con sistema di retribuzione variabile, dovendo il prestatore di lavoro ottemperare ad un rigoroso e preciso onere probatorio con riferimento sia ai contenuti del sistema di incentivazione adottato dall’azienda sia ai parametri oggettivi che confermerebbero il raggiungimento degli ipotetici risultati da parte del lavoratore in caso di corretta assegnazione di obiettivi aziendali coerenti con tale sistema di incentivazione 50 . La legittimità del sistema di retribuzione incentivante discende, dunque, dalla sussistenza di una serie di requisiti imprescindibili quali: • la negoziazione o condivisione preventiva degli obiettivi aziendali da raggiungere; • la portata temporale degli obiettivi assegnati al lavoratore; • la realizzabilità degli obiettivi secondo un criterio di normale prevedibilità; • la connessione tra la prestazione del lavoratore e il raggiungimento del risultato socie- tario prefissato; • il riconoscimento di somme in misura percentuale apprezzabile rispetto alla retribu- zione annua lorda. In tale ottica, dunque, la giurisprudenza ha confermato a più riprese la necessità di redi- gere puntuali piani di incentivazione (caratterizzati dalla chiara e dettagliata previsione degli obiettivi aziendali e dei criteri di misurazione della performance), tali da garantire il coinvolgimento informato dei lavoratori interessati e, al tempo stesso, prevenire l’e- ventuale nascita di controversie aventi ad oggetto possibili rivendicazioni in merito alla corresponsione totale o parziale del premio produttività e fondate sul presupposto della violazione dell’obbligo di correttezza e buona fede (anche per l’assegnazione di obiettivi irraggiungibili). Inoltre, una corretta e precisa compilazione degli accordi di incentivazione consente altresì di comprendere se le parti del contratto di lavoro abbiano convenuto che i compensi varia- bili debbano incidere sul TFR e sugli altri istituti di remunerazione indiretta o differita op- pure, nella loro valorizzazione economica quale incentivazione “omnicomprensiva” siano già state incluse tali incidenze. Infatti, quale forma di arricchimento del prestatore di lavoro con speculare depaupera- mento del datore, il trattamento retributivo variabile riservato al dirigente (sia con riferi- mento al trattamento in natura che alla retribuzione variabile incentivante), è riconducibile
50 ex multis Cass. Civ., Sez. Lav., 28 settembre 2018, n. 23607; Cass. Civ., Sez. Lav., 12 marzo 2021, n. 7067
57
Made with FlippingBook Online newsletter maker