Uninews TorVergata #attrazione

intenso con una figura centrale, come un responsabile, un esperto riconosciuto o un leader informale. La forza del nodo comune genera una predisposizione positiva alla collaborazione, anche in assenza di interazioni dirette. L’affinità è latente, ma può trasformarsi rapidamente in relazione attiva. La terza forma è l’attrazione mediata da un intermediario . Qui l’attrazione potenziale si sviluppa lungo una catena di relazioni forti: A è collegato a B, e B è collegato a C. Anche se A e C non si conoscono, la presenza di B funge da ponte psicologico, sociale e informativo, rendendo plausibile la collaborazione. Questo meccanismo è tipico delle reti inter-organizzative, dove l’intermediazione è essenziale per collegare competenze e contesti diversi. Non tutte le relazioni indirette sono però sufficienti a generare collaborazione. Perché l’attrazione potenziale diventi reale è necessaria una certa intensità relazionale , legata alla continuità dei rapporti, alla qualità della comunicazione e alla rilevanza dei nodi coinvolti. Al di sotto di una soglia minima, l’attrazione resta inattiva. Queste dinamiche sono particolarmente evidenti nei processi di innovazione, nel knowledge sharing e nel project

management . Le idee non si diffondono solo per il loro valore intrinseco, ma perché esistono percorsi di attrazione che attraversano nodi centrali e intermedi affidabili. Lo stesso vale nelle reti esterne, come le filiere produttive e le collaborazioni università–impresa. L’attrazione, tuttavia, non è priva di rischi. Se si concentra eccessivamente su pochi nodi, la rete diventa fragile. Infatti, l’uscita di un nodo chiave può rallentare i processi o interrompere i flussi di informazioni. Se i gruppi sono troppo coesi, possono emergere fenomeni di chiusura e ridotta apertura all’innovazione. Governare l’attrazione significa quindi bilanciare densità e apertura. In conclusione, l’attrazione è una forza strutturante delle organizzazioni. Comprenderne le diverse forme, diretta, indotta e mediata, consente di leggere l’impresa come una rete viva, fatta di connessioni visibili e invisibili, di legami attivi e di potenzialità ancora inesplorate. È in questa rete che si costruiscono cooperazione, innovazione e crescita.

Fonti

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