inserisce la voce di Sofia, studentessa di Medicina Veterinaria, che ha sottolineato come il nuovo polo sia stata la risposta concreta alla sfida One Health , un modello che integra salute animale, umana e ambientale in un’unica visione sistemica. L’innovazione tecnica e il dialogo con il mondo globale definiscono l’esperienza di altri giovani talenti. Francesco, futuro ingegnere della Macroarea di Ingegneria, ha descritto l’ateneo come un hub tecnologico privilegiato grazie alla vicinanza con istituti come l’INFN e il CNR, mentre Martina, studentessa di Giurisprudenza, ha evidenziato la capacità della sua facoltà di rinnovare la tradizione forense attraverso lo studio delle nuove tecnologie. Allo stesso modo, Matteo, iscritto alla Facoltà di Economia, vede nei programmi internazionali e nei doppi titoli dei passaporti per il mondo, strumenti indispensabili per navigare i mercati moderni. Infine, Elena, studentessa di Lettere e Filosofia, ci ha ricordato quanto la dimensione umana sia fondamentale: in una metropoli dispersiva, il nostro campus offre spazi verdi e un rapporto diretto con i/le docenti capace di trasformare
l’esperienza formativa in un confronto culturale profondo.
Ma cosa si aspettano? Sostanzialmente chiedono un’università dove la cross- fertilization tra saperi diventi la norma. Non basta più la competenza settoriale ma un luogo dove l’ingegnere possieda strumenti etici, il giurista governi i codici tecnologici e il medico dialoghi con le scienze ambientali. In tutti loro abbiamo, con gioia, riscontrato la consapevolezza di trovarsi in un luogo che, pur essendo orgogliosamente parte di una grande tradizione accademica, è già proiettato verso le dinamiche della cittadinanza globale.
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