Uninews TorVergata #attrazione

basa sulla ricompensa, ma sull’inganno. Alcune piante hanno sviluppato strategie che sfruttano il comportamento degli insetti in modo sorprendente, come accade nel genere Aristolochia . I fiori di Aristolochia non cercano di “piacere”: funzionano come trappole temporanee. Attirati da odori che ricordano la materia organica in decomposizione, piccoli insetti entrano nel fiore e restano intrappolati fino al completamento della fecondazione. Solo allora vengono rilasciati, carichi di polline. Un sistema efficace, che mostra come l’attrazione, nel mondo vegetale, sia soprattutto una questione di funzione. All’Orto Botanico questo dialogo tra attrazione, inganno e riproduzione non è solo oggetto di studio, ma esperienza diretta. In questo periodo sono infatti in fiore due specie particolarmente spettacolari: Aristolochia grandiflora Vahl e Aristolochia gigantea Mart. & Zucc. I loro fiori di grandi dimensioni, imponenti e per certi versi perturbanti, rappresentano un’occasione preziosa per osservare dal vivo come l’evoluzione abbia modellato strutture complesse non per aderire ai nostri canoni di bellezza, ma per rispondere a precise esigenze funzionali. Le ampie corolle, i colori intensi e gli odori marcati, sgradevoli all’olfatto umano, raccontano una storia di attrazioni mirate, di relazioni obbligate tra pianta e impollinatore, di una sessualità vegetale che si affida all’ingegno più che alla forza. Vederle fiorire contemporaneamente negli spazi dell’Orto Botanico significa offrire alla comunità accademica un esempio concreto di quanto il mondo delle piante

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