SPECIALE MECCANIZZAZIONE PER IL VIGNETO 2026
LO “SCIAME” E I COBOT: L’AUTOMAZIONE COLLABORATIVA La prima direttrice segna il superamento del concetto di un’unica macchi- na imponente, pesante e costosa a favore della “robotica a sciame” (Swarm Robotics). Come emerso chiaramente anche dai dibattiti tecnici e dai panel delle ultime edizioni del World FIRA (il salone internazionale di riferimento per la robotica agricola), il nuovo paradigma industriale privilegia l’adozio- ne di unità agili, snelle, ad alta adattabilità ed economicamente accessibili, progettate per cooperare e coordinarsi in tempo reale nello stesso appez- zamento. In questo scenario, il trend si divide in due applicazioni operative molto con- crete: i Cobot logistici e gli SwarmBots. I COBOT LOGISTICI E IL FENOMENO BURRO Il punto di riferimento globale della robotica collaborativa in viticoltura è oggi rappresentato da Burro. Non si tratta di un robot che lavora in isola- mento, ma di un vero e proprio assistente dell’operatore (Cobot, ovvero ro- bot collaborativo). Utilizzando la visione artificiale assistita dall’Intelligenza Artificiale e una rete di telecamere, Burro “impara” a conoscere l’ambiente circostante senza bisogno di pre-mappature GPS complesse. È in grado di seguire autonoma- mente, passo dopo passo, un operatore durante le delicate fasi della pota- tura verde o della raccolta manuale, fungendo da portacarichi intelligente. La logistica a sciame si attiva quando più unità Burro lavorano in flotta: un robot raccoglie le cassette cariche e si dirige in totale autonomia al punto di scarico aziendale, mentre un secondo Burro, già vuoto, subentra automati-
camente nel filare per non interrompere il flusso di lavoro dell’uomo. LE FLOTTE COORDINATE E LA FILOSOFIA DEGLI SWARMBOTS Parallelamente ai sistemi di puro trasporto, il con- cetto di sciame si applica alle lavorazioni interfila- ri come lo sfalcio dell’erba e il diserbo meccanico. Piattaforme leggere operano in gruppo distri- buendo i compiti lungo i diversi filari dell’azien- da. Il vantaggio agronomico di questa soluzione, fortemente evidenziato dagli esperti del settore, è duplice: da un lato il peso ridotto di queste unità cancella il problema del compattamento del suo- lo in prossimità delle radici della vite; dall’altro, lo sciame garantisce la continuità operativa. Se un grande trattore autonomo tradizionale subisce un guasto, l’intero cantiere di lavoro si ferma; se si arresta un singolo elemento dello sciame, il resto della flotta ne assorbe le mansioni senza bloccare
correva il mito del robot polivalente e universale, l’ingegneria agraria ha invertito la rotta, focaliz- zandosi sullo sviluppo di macchine iper-specia- lizzate. L’obiettivo non è più disporre di una piat- taforma flessibile che sappia fare tutto in modo discreto, ma ingegnerizzare robot “specialisti” nati per compiere un’unica, complessa missione agronomica secondo l’approccio della Plant-Cen- tric Robotics. In questo scenario, l’automazione abbandona la logica del lavoro standardizzato sull’intero appez- zamento per concentrarsi sul trattamento mirato e “chirurgico” della singola pianta. Questa evolu- zione si sta concretizzando lungo due linee di svi- luppo tecnologiche complementari e rivoluziona- rie: da un lato, l’impiego della lotta fisica e pulita ai patogeni fungini attraverso la luce; dall’altro, l’introduzione di bracci meccanici intelligenti ca- paci di replicare e perfezionare la destrezza e la capacità decisionale dell’operatore umano nelle
l’attività aziendale. NICHE AUTOMATION: LA SVOLTA DEI ROBOT “SPECIALISTI”
lavorazioni sotto-chioma. LA LOTTA FISICA CON RAGGI UV-C
La lotta fisica ai patogeni fungini (come oidio, pe- ronospora e botrite) tramite l’irraggiamento di raggi UV-C è una tecnologia che distrugge il DNA dei microrganismi e stimola le difese immunita- rie della pianta senza l’impiego di chimica e sen-
Se la gestione dello sciame ridefinisce la logistica e la movimentazione tra i filari, la seconda grande macro-tendenza della robotica viticola 2026 risie- de nella cosiddetta Niche Automation. Superata la prima fase pionieristica in cui si rin-
T orna al sommario
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