Speciale Meccanizzazione per il Vigneto 2026

SPECIALE MECCANIZZAZIONE PER IL VIGNETO 2026

vegetazione.) a un braccio robotico da potatura ingegnerizzato sempre dall’IIT. Il braccio antropomorfo scansiona la struttura geometrica ramificata della vite durante il riposo vegetativo, riconosce il legno vecchio da quello giovane e calcola l’angolo e il punto esatto in cui effettuare il taglio della potatura secca, riducendo drasticamente i tempi delle operazioni invernali. La tecnologia di VineRobotiqs : questa realtà internazionale si è specializzata nella gestione completa del ciclo estivo della vite, in particolare per l’uva da tavola e i vitigni di pregio. Il loro sistema a bracci antropomorfi esegue in autonomia operazioni chirurgiche difficilmente meccanizzabili con i sistemi tradizio- nali: la defogliazione selettiva per creare “finestre di luce” at- torno al grappolo, il diradamento millimetrico dei germogli in eccesso e, infine, il picking (la raccolta), dove il braccio afferra il peduncolo, lo recide e deposita il grappolo nella cassetta con una delicatezza speculare a quella del personale umano. LA FRONTIERA ENERGETICA: L’IDROGENO OLTRE IL LITIO Se la logistica a sciame e la Niche Automation ridefiniscono il modo in cui il robot interagisce con il filare e con la pianta, il terzo grande trend della robotica viticola affronta la sfida più complessa: l’autonomia energetica. Fino ad oggi, la diffusione di robot compatti e leggeri su grandi estensioni è stata frena- ta dai limiti intrinseci delle batterie al litio tradizionali, che co- stringono le macchine a lunghe soste per la ricarica elettrica (spesso dalle 4 alle 8 ore) proprio nei periodi dell’anno in cui le finestre di intervento agronomico sono più strette. Nel 2026, la risposta a questo limite logistico arriva dall’impiego dell’idro- geno come vettore energetico alternativo. IL CASO DI RIFERIMENTO: TRAXX CONCEPT H2 DI EXXACT ROBOTICS Sviluppato da Exxact Robotics (brand del gruppo francese Excel Industries, specializzato in tecnologie per la protezione

FRASKY

PROGETTO RAISE

si gioca all’interno della chioma della pianta. È qui che entra in gioco la ro- botica antropomorfa, ovvero l’integrazione di bracci meccanici multi-asse dotati di sistemi di Deep Learning e organi di presa flessibili (Soft Roboti- cs). L’obiettivo è automatizzare le operazioni “nobili” e manuali del vigneto – come la potatura secca invernale, il diradamento dei germogli e la raccolta selettiva dei grappoli – che fino a ieri richiedevano esclusivamente l’occhio e la manualità dell’uomo. Oggi questo filone di ricerca e sviluppo vanta esempi di assoluto rilievo sul panorama internazionale e nazionale. Il progetto italiano “Frasky” (IIT & JOiiNT Lab) : presentato in anteprima nei contesti fieristici più innovativi, Frasky è il robot viticoltore nato dalla collaborazione tra l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), il consorzio Intellime- ch e l’Università di Bergamo. Montato su una base mobile outdoor, Frasky è dotato di un braccio robotico antropomorfo e di un end-effector (la mano robotica) di tipo “soft”, progettato per manipolare con estrema delicatezza i tessuti vegetali e i frutti senza danneggiarli. Il suo modulo di percezione avanzato non solo identifica i grappoli d’uva tridimensionalmente tra le fo- glie, ma permette al robot di eseguire ispezioni visive millimetriche, map- pare le rese o azionare ugelli sulla mano per micro-trattamenti mirati chic- co per chicco ( vedi pag. 44 ss. ). Info Solution & IIT (Il robot per la potatura invernale): sviluppata nell’am- bito dell’ecosistema PNRR “RAISE”, questa piattaforma unisce un rover svi- luppato da Info Solution in grado di muoversi autonomamente tra i filari (senza mappe predefinite, grazie a sensori LiDAR e algoritmi di percezione in tempo reale che permettono al robot di riconoscere i filari e di mantenere la traiettoria adattandosi alla geometria delle piante e alla variabilità della

T orna al sommario

ROBOTICA

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