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In provincia e nel mondo

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L’Amico del Popolo 19 LUGLIO 2018 - N. 29

cortina d’ampezzo - È stato inaugurato in vetta il sentiero «Treviso» Sul Lagazuoi anche in carrozzina L’iniziativa è tra le celebrazioni per il centenario della fine della guerra

L’estate di celebrazioni nel centenario della fine del- la Prima guerra mondiale sulle Dolomiti d’Ampezzo ha vissuto le due giornate culminanti sabato 14 e do- menica 15 luglio. Sulla vetta del monte La- gazuoi, sopra il passo Fal- zarego, è stato inaugurato il sentiero Treviso, un per- corso agibile anche con le carrozzine. «Il sentiero è nato da un’i- dea che è venuta a noi Alpini della sezione Ana di Treviso che da vent’anni siamo qui per recuperare trincee, cam- minamenti, postazioni della Grande guerra», ha spiega- to Sergio Furlanetto. «Alla fine, fedeli al nostro motto, abbiamo pensato anche di realizzare questo sentiero, che non è nuovo, ma recupe- ra il percorso fatto dai Kai- serjaeger per salire dalla lo- ro cengia e portare quassù i materiali. Noi lo abbiamo sistemato e adattato per con- sentire anche alle carrozzine di arrivare sulla cima». La targa affissa alla roc- cia riporta il motto, in tre lingue, «Ricordare i mor- ti, aiutando i vivi». Hanno tagliato il nastro Lorenzo Cordiglia vice presidente nazionale Ana e Daniele De Michiel atleta paralimpico di Lorenzago di Cadore. Un altro atleta in carrozzina, sulla vetta del Lagazuoi, ha commentato: «Questa è un’immagine efficace: dimo- stra come la forza di volontà va oltre qualsiasi barriera, tanto da portare una carroz- zina a 2.800 metri. Con vo- lontà e iniziativa si possono superare tutte le barriere.

«Lì ha perso la vita il nostro giovane caporale maggiore scelto Maurizio Giordano. L’accostamento accomuna i destini di questi due soldati, seppure in contesti diversi. Questo dimostra che anche i giovani d’oggi sanno fare co- se grandi, se motivati». Ha poi aggiunto: «Siamo qui per ricordare i sacrifici estremi delle passate generazioni e prendere esempio da loro. Oggi nella nostra attività abbiamo migliaia di uomini impegnati per la sicurezza, nel territorio nazionale e fuori. Il loro lavoro si basa su quegli stessi valori e principi di allora». Nei diversi momenti della solenne cerimonia c’è stata la deposizione di una coro- na d’alloro nella chiesetta del passo Falzarego; la cele- brazione della messa è sta- ta affidata a don Giuseppe Pedandola della parrocchia di Cortina e al francescano Patrik Kulaga del santuario della Madonna della Difesa. Con l’impiego di fumogeni colorati, accesi sulle vette, è stato ricostruito il dispiega- mento delle forze, attorno al valico, fra il giugno 1915 e l’autunno 1917. Numerosi i figuranti in divisa d’epoca, con rievocatori storici italia- ni, austriaci, tedeschi, con divise ed equipaggiamenti di allora, per sottolineare la vicinanza, l’amicizia di og- gi, fra quelle nazioni che ora collaborano, mentre cent’an- ni fa si combattevano aspra- mente, nell’ambiente ostile di quelle montagne, ancora oggi vistosamente segnate dalla guerra di mine. Marco Dibona

Grazie agli Alpini e a tutte le persone che hanno lavorato per consentirci di salire sino quassù in vetta». Domenica le celebrazioni «1914-1918 – Le Dolomiti ricordano» hanno vissuto la cerimonia solenne, con una dozzina di sezioni, giunte da tutta Italia, e una cinquan- tina di gruppi, con il labaro nazionale, scortato dal pre- sidente Sebastiano Favero: «Ricordiamo i cent’anni tra- scorsi dalla fine di una guer- ra devastante, che coinvolse anche le popolazioni che erano su questi territori. Per noi oggi è imperativo non dimenticare, perché la pace non è dovuta, ma la dobbiamo conquistare e di- fendere, altrimenti siamo condannati a ripetere gli errori del passato». Favero ha sottolineato la necessità di educare all’impegno: «Non dobbiamo dimenticare quei ragazzi che, da una parte e dall’altra del fronte, fecero il loro dovere: è un insegna- mento che continua anche oggi». Sul sentiero in vetta al Lagazuoi ha aggiunto: «Il nuovo percorso che consen- te alle persone con disabi- lità motoria, in carrozzina, di muoversi sulla cima della montagna è il segno concreto di ciò che fa oggi l’Ana. Gli

Alpini ci sono, oggi come ie- ri: siamo solidali, capaci di condividere». Gianpietro Ghedina sin- daco di Cortina ha riletto alcune pagine di storia, nel suo discorso: «Il 29 maggio 1915 il capocomune Agostino Demai raccomandò la calma alla popolazione d’Ampezzo, quando arrivarono le truppe italiane, rassicurando i suoi cittadini che la guerra non li avrebbe coinvolti. Non fu così: ci furono morti, distru- zioni, deportazioni. Oggi, da cittadini d’Europa, condan- niamo quanti non seppero trovare soluzioni diverse alla guerra, per dirimere le questioni internazionali. Siamo grati agli Alpini in armi e dell’Ana e a tutti co- loro che hanno lavorato per salvare la memoria». La Re- gione Veneto era rappresen- tata dal consigliere Franco Gidoni, con il cappello alpino in testa: «Oggi la protezione civile nel Veneto è l’Asso- ciazione nazionale alpini, cuore, fulcro, da cui deriva il maggiore contributo. È per questo che siamo impegnati con il governo per ripristina- re un servizio civile obbliga- torio, per qualche mese, per i nostri ragazzi. Non per ob- CORTINA - In vetta al Lagazuoi è stato inaugurato il sentiero «Treviso».

bligarli ad allontanarsi da casa, ma per far capire ai ragazzi che cos’è il dovere, l’impegno nei confronti della propria comunità». Per il Comando truppe al- pine di Bolzano c’era il vice comandante, il generale di brigata Ornello Baron. Ha spiegato che dal mese di giu- gno, per alcune settimane, alcune squadre di militari hanno cercato sul Sas de Stria i resti del sottotenen- te Mario Fusetti, caduto nel 1915 nella conquista della ci- ma. Ha accostato quellamor- te alla recente tragedia sulle montagne del Karakorum:

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L’Amico del Popolo 19 luglio 2018 - N. 29

belluno  un convegno della consulta bioetica Salute e interculturalità La salute può essere meglio preservata con azioni e conoscenze interculturali

edito dalle associazioni di bolzano Coaching, un manuale che è nato a Belluno Il volontariato, nelle piccole attività quotidiane come nei tavoli di concertazione istituzionale, è una co- lonna sempre più portante della società. Proprio per aiutarla a sostenersi, la Federazione per il Sociale e la Sanità di Bolzano ha voluto realizzare un manuale, intitolato «Coaching nel volontariato», per affianca- re e supportare sempre meglio i volontari nella loro azione. Lo strumento è nato a seguito di un percorso di formazione e confronto durato mesi, anche con la partecipazione di alcuni operatori del Csv di Belluno. con cui è in corso una stretta e fattiva collaborazione. Il primo capitolo rintraccia spunti di integrazione tra funzioni di coordinamento e di coaching, il secondo capitolo prosegue considerando queste funzioni nel ciclo di gestione dei volontari, mentre in Appendice sono raccolte schede di auto/valutazione e tecniche di facilitazione. Destinatari sono chi ha già espe- rienza di coordinamento del volontariato, chi intende prepararsi a questo nuovo incarico, come pure chi presiede un’associazione e intende riorganizzare il suo gruppo volontari. Ha preso spunto dalla “Piccola guida per valorizzare i volontari” realizzata nel 2013 dalla Federazione con i Centri di Servizio per il volontariato di Belluno, Trento, Bergamo, Vicenza.

«Non si capisce perché dobbiamo dimenticare o far saltare in aria le beneme- renze e le soluzioni origina- li trovate e applicate finora dall’Italia circa l’immigra- zione, tra cui le applicazio- ni bioetiche nella quotidia- nità». Parole di Antonio Da Re, ordinario di filosofia morale all’Università di Padova, nella sala Dal Pont - Bianchi gremita di persone interessate. Tutto ciò che riguarda l’immigrazione va affronta- to in prospettiva multicultu- rale, comprese tutte le pro- cedure e gli interventi che riguardano la salute. L’incontro, il secondo pa- trocinato dall’Asl 1 insieme al Comune di Belluno dalla Consulta di Bioetica bellu- nese, ha fatto luce soprat- tutto sulle cifre, presentate da Umberto Rossa. Su oltre 5 milioni di stranieri resi- denti oggi in Italia (8,3%) su una popolazione di 60,5 milioni, il gruppo più nu- meroso proviene dalla Ro- mania (23%), paese che fa parte dell’Unione Europea; seguono albanesi col 9% alla pari con i marocchini, cinesi 5,4% e ucraini 4,6%. Altro dato: il 53,8% sono di religione cristiana, mentre gli islamici sono al 32,4%. Dagli sbarchi irregolari da agosto 2015 ad agosto 2017 le persone arrivate in Italia erano appena oltre 431 mi- la, mentre in Grecia erano oltre 1 milione. Nel primo semestre 2018 erano cala- te a 16.300 in Italia. Dal 2014 al 2017 le domande di asilo presentate sono state 430mila circa. Tra gli immi- grati il 14% sono minori non accompagnati, di cui il 56% di circa 17 anni. Su queste cifre ha fatto chiarezza, secondo diritto e diritti, la giurista Lucia Bu- satta, che ha elencato tutti i termini errati che sono in circolazione e che aumenta- no una indicibile confusione. Per cui va tenuta presente, nella pratica, solo la distin- zione regolari (titolari di un permesso di soggiorno) e ir- regolari (che ne sono privi) ma possono avere fatto do- manda e avviato il percorso per ottenerlo a vario titolo, quindi diventano in certo senso regolari. L’ostetrica Michela Ca- sagrande di Feltre ha rac- contato due storie di gravi- danza, di cui una per una giovanissima madre su violenza, e l’impatto umano che esse hanno avuto sulla sua persona, tanto da com- muovere i presenti. Aspet- to umano continuamente richiamato dal moderatore Ermenegildo Francavilla, presidente dei Comitato Eti- co di Belluno, che ha spiega- to come facilmente l’«ospite» possa diventare «ostile», anzi nemico, se non si tiene fermo che l’umanità è unica. Eppure, non ostante trattati e accordi, anche in Europa, sotto il profilo pratico, non è facile far accedere ai servizi sanitari per tutte le persone

(europei compresi), come ha richiamato Giampietro Ru- polo della Croce Rossa, che ha sottolineato l’inimmagi- nabile di un campo profu- ghi, di 750mila persone, al confine tra Siria e Giorda- nia, allestito in una petraia senza acqua e senza alcun servizio. Il bilancio lo ha ancora

fatto l’intervento del pro- fessor Da Re. «Non bisogna andare avanti con i pregiu- dizi, che sono smentiti, per esempio in ginecologia, con le donne. In una ricerca è emerso che le donne prefe- riscono farsi visitare da una donna medico non islamica, piuttosto che da un medico islamico, ovviamente meglio

se la donna è esperta e pure islamica». L’indirizzo nella bioetica della quotidianità è il se- guente: procedere con dati empirici, quindi dalla pra- tica ben osservata; le tutele della salute per immigrati ci devono essere tutte, come diritto/dovere, il dovere di salvaguardare la salute di tutti; bisogna tenere conto delle ferite invisibili, quelle psichiatriche, tra coloro che hanno subito traumi, e che emergono pure dopo vario tempo; serve la bioetica in- terculturale per riconosce- re le differenze (altrimenti non c’è cultura), condividerle per tenerne conto (non per costringere l’altro); puntare sull’autonomia individuale, senza negare l’importanza della famiglia e dei gruppi

di appartenenza. BELLUNO - Relatori e partecipanti al convegno in Sala Bianchi. Nove posti per un corso europeo di educazione ai media in Polonia

L’educazione ai media e al pensiero critico al cento del nuovo scambio europeo

dell’associazione Comitato d’Intesa di Belluno. Come di consueto si tratta di un

progetto Erasmus+ per cui si cerca un ampio gruppo di partecipanti ovvero 9 giova-

ni, di età compresa tra 18 e 25 anni, pronti a partire per il nord della Polonia dal 24 al 30 ottobre 2018. Il progetto sarà uno scam- bio giovanile che avrà come titolo “Critical Thinking the media filter”, si svolgerà a Puck, località sul mar Bal- tico ed è promosso dall’orga- nizzazione Instytut Wspol- pracy Regionalnej. Obiettivo è quello di imparare nuovi strumenti per sviluppare il pensiero critico, stimolare la creatività ed acquisire competenze che possano essere utili nel campo della comunicazione ed educazio- ne ai media. I partecipanti potranno essere così citta- dini attivi e usare la loro creatività attraverso una serie di attività non formali. Protagonisti saranno 42 gio- vani provenienti da Polonia, Spagna, Lituania ed Italia.

Per candidarsi è richie- sta una discreta conoscen- za della lingua inglese e la disponibilità a partecipare ad un incontro formativo prima della partenza. Si accetteranno solamente le candidature di giovani re- sidenti o domiciliati nella re- gione Veneto, con particola- re preferenza alla provincia di Belluno. Ai partecipanti verrà solamente richiesta una quota di partecipazione pari a 80 euro. Tutti gli interessati do- vranno inviare il proprio curriculum vitae via mail al Centro Studi Ricerca e pro- gettazione del Csv Belluno all’indirizzo centrostudiri- cerca@csvbelluno.it entro le ore 14 di mercoledì 1 agosto 2018. I colloqui di selezione si svolgeranno poi a Belluno nella giornata di venerdì 3 agosto 2018.

TURCHIA - C’era anche il Csv di Belluno all’ultimo seminario del progetto Erasmus +. Assi e Vigili del Fuoco insieme per il progetto «Mura solidali» a Feltre

L’11 luglio a Belluno, nel- la sede della Provincia, Gian Pietro Slongo per l’Associa- zione Giro delle Mura, il co- mandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Girolamo Fiandra Bentivoglio, insie- me a Franco Magrin per il Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco e a Davide Gioz- zet in rappresentanza della Sport Assi hanno presentato l’iniziativa “Mura Solidali”. Alla presentazione hanno salutato gli ospiti presenti, il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin, il presidente pro- vinciale del Coni, Luciano Trevisson, Enrico De Bona del Comune di Ponte nelle Alpi e l’assessore del Comu- ne di Lamon, Mariuccia Re- sentera. L’iniziativa nata nel 2017 per supportare le realtà spor- tive di Amatrice, all’indoma- ni del terremoto, quest’anno sarà a favore di “Dolomiti Orizzonte Paralimpico”.

L’Associazione Giro delle Mura e i Vigili del Fuoco so- no da sempre molto vicini al mondo del volontariato, an- che in occasione della trente- sima edizione, i ricavati della cena che venerdì sera anti- ciperà il via del Giro delle Mura del giorno successivo, saranno devoluti per sup- portare il progetto “Dolomiti Orizzonte Paralimpico”. Il progetto, fortemente vo- luto da Oscar De Pellegrin, ideato dall’Assi Onlus (As- sociazione Sociale Sportiva Invalidi) e dalla Sport AS- SI, ha lo scopo di rendere lo sport paralimpico un’oppor- tunità reale, concreta, diffu- sa e partecipata nell’intera provincia. Il traguardo da raggiunge- re è ben definito e orientato alla partecipazione di alme- no un atleta bellunese alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. Sì, un traguardo am- bizioso, ma tutt’altro che

utopistico. Specialmente se rafforzato dal binomio con il Giro delle Mura, in un ideale filo rosso che lega il mondo del podismo a quello para- limpico. Per dare forma e sostan- za al progetto, è necessario individuare e puntare su al- cune discipline mirate, già concretamente praticabili o adatte per essere svilup- pate sul nostro territorio. Andranno poi potenziate le collaborazioni con gli istituti scolastici, l’Unità Operativa di Fisiatria e Riabilitazione dell’ULSS 1 Dolomiti e il Centro di riabilitazione di Lamon. Ma l’elemento forte e centrale riguarda la crea- zione di un Centro di riferi- mento per l’avvio all’attività sportiva paralimpica, creato ad hoc con lo scopo di coinvol- gere a 360 gradi la persona con disabilità nel percorso di avvicinamento allo sport. In concreto, il Centro si

occuperà di capire le reali possibilità dell’atleta e quali discipline sono effettivamen- te praticabili. Fornirà poi un concreto supporto allo svol- gimento dell’attività, grazie a una serie di contatti con le altre realtà presenti sul territorio. E si occuperà di individuare gli ausili adatti, oltre a organizzare prove e test pratici, con tecnici spe- cializzati e in collaborazione con le Federazioni. Non man- cherà, infine, il sostegno e l’affiancamento costante da parte di uno psicologo e di allenatori specializzati. SPAZZACAMINO FENT FABRIZIO

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