BRICOMAGAZINE GENNAIO-FEBBRAIO 2026

RICERCHE

di Raffaella Pozzetti

Mercato brico-garden 2025: flessione a valore del 3,5% Il settore si polarizza: crescono i comparti legati a funzionalità e manutenzione, e arretrano quelli più orientati al rinnovo. Garden fra i best performer. I l mondo del fai da te e del garden italiano termina il 2025 con un fatturato complessivo di 6 miliardi

dispensabili o giudicati comunque procra- stinabili, come appunto quelli non food. Ne deriva un consumatore più prudente e meno impulsivo, che pianifica maggiormente gli acquisti e privilegia interventi mirati rispetto a progetti di ampio respiro. MERCATO SEGMENTATO Inutile nascondersi dietro a un dito: nel 2025 sono pochi i settori del brico garden in crescita, rispetto al 2024. Sicuramente è andato bene il mondo dei rivestimenti per pareti e pavimenti, che aumenta del 16%. Bene anche il settore del materiale elettrico (+11%), e ancora una volta, come già negli scorsi anni, il comparto dell’au- tomotive mette a segno numeri positivi: +8%. Il segmento del garden riesce a chiu- dere l’anno al +1%, confermando la vivacità del settore, anche a fronte di un contesto di crisi dei consumi piuttosto generalizzata. Si mantengono inoltre su valori positivi (entrambi al +1%) anche i comparti del building, da un lato, e degli utensili e macchinari dall’altro. Complessivamente, il quadro che emerge è quello di un mercato ‘a due velocità’, nel quale la crescita si concentra in pochi segmenti in grado di intercettare bisogni concreti e immediati, mentre le categorie più legate alla sostitu- zione o al rinnovo faticano maggiormente. CASALINGO IN DIFFICOLTÀ Non a caso, si riscontra una decrescita soprattutto dei comparti relativi alla sfera dell’abbellimento e della cura casa: dai

e 329 milioni di euro, per una decrescita del 3,5% rispetto all’anno precedente, quan- do aveva totalizzato 6 miliardi e 561 milioni. Sono, queste, le prime evidenze emerse dal rilevamento sul comparto (all’interno del canale Diy superstore) diffuso da NIQ, ed aggiornato alla fine di dicembre 2025. Il dato va letto all’interno di un quadro macroe- conomico complesso, nel quale la contra- zione dei consumi non appare legata a una perdita di interesse verso il canale o a una mancanza di dinami- smo degli operatori, bensì a una generale riallocazione delle priorità di spesa delle fa- miglie italiane. L’ATTENZIONE AL RISPARMIO Anche il II semestre 2025 è stato comples- sivamente sottotono: se confrontato con l’equivalente periodo 2024, la decrescita è del -5,9%, mentre il I semestre 2025 era terminato con un -0,9% rispetto allo stesso semestre 2024. Insomma appare chiaro che l’inflazione da un lato, e l’incertezza geo-politica dall’altro, abbiano portato gli italiani a investire soprattutto nei beni di prima necessità (come ovviamente il food), risparmiando sugli acquisti non ritenuti in-

Nel 2025 sono pochi i settori del brico garden in crescita, rispetto al 2024: rivestimenti per pareti e pavimenti, materiale elettrico, automotive. Il garden chiude l’anno a +1%.

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