BRICOMAGAZINE GENNAIO-FEBBRAIO 2026

LA VIGILANZA SPETTA AL COMUNE C'è poi un altro aspetto che merita di essere evidenziato e che sottolinea anche il Consiglio di Stato, cioè la prevenzione delle condotte non corrette. «Giova in ultimo evidenziare che al Collegio non sfugge la ragione ultima della decisione del TAR, ossia la necessità di impedire o prevenire eventuali abusi ed elusioni della normativa, ma tale condivisibile preoccupazione non può per ciò solo portare all’annullamento degli atti impugnati. Ra- gionando diversamente vi sarebbe una so- vrapposizione tra il piano della legittimità dell’atto – da valutare alla stregua delle norme giuridiche esistenti al momento del- l’adozione dell’atto stesso nonché dei vizi di legittimità degli atti – e quello dell’utilizzo dell’atto che ne farà il destinatario dell’atto stesso dopo averlo ricevuto. Qualora il titolare di un atto ampliativo, come nel caso di specie, dovesse farne un utilizzo non con- forme a legge, spetterà all’amministrazione, nel doveroso esercizio dei suoi poteri di controllo, accertare le violazioni e sanzionarle ma ciò evidentemente deve avvenire seguendo regole diverse da quelle volte ad accertare la legittimità degli atti stessi. In altri termini, al fine di neutralizzare i rischi che paventa il TAR, è necessario che il Comune, nel- l’ambito dei poteri di vigilanza di cui è titolare, sottoponga l’attività in questione a controlli seri ed effettivi, al fine di verificare se l’area realmente destinata alla vendita corrisponda a quella autorizzata come da progetto». LE CONSEGUENZE DELLA SENTENZA Per capire quali conseguenze potrà avere questa sentenza su future richieste autoriz- zative nel retail, occorre inquadrare il punto vendita in questione. Pur non avendo dati certi, visto che né Tecnomat né il Comune di Olbia hanno mai fornito dettagli sulla mi- sura della superficie di vendita, il negozio di Olbia appare effettivamente più piccolo rispetto allo standard dell'insegna che ad oggi parte da 7.000 mq circa. Ma non è un

format compatto nel senso classico, assorti- mento e servizi hanno una estensione grosso modo analoga a quella degli altri centri della rete Tecnomat. Va detto che la confi- gurazione dei negozi Tecnomat si presta me- glio di altri format all'interpretazione sostenuta

dal retailer francese, visto che ogni store è composto da due zone con layout fortemente diversi e chiaramente identificabili anche dall'esterno. Ricordiamo, inoltre, che lo scorso anno si presentò un caso simile a Rimini, dove Brico io ricorse prima al TAR, poi al Consiglio di Stato

Se questa soluzione è ritenuta valida dalla giustizia amministrativa si aprono interessanti possibilità di sviluppo per Tecnomat, specialmente al Sud e nei bacini d'utenza più piccoli.

contro l'apertura di un Tecnomat che, in quel caso, aveva ottenuto le autorizzazioni per aprire due "medie superfici di vendita" confinanti. In quel caso, entrambi gli organi della giustizia amministrativa accettarono la tesi di Tecnomat che considerava corte edile e area coperta due negozi distinti. Insomma, se, come appare evidente, la soluzione del negozio più magazzino al- l'ingrosso o dei due negozi adiacenti è ri- tenuta valida dalla giustizia amministrativa - che in Italia ha diritto di vita e di morte sulle attività commerciali - si aprono inte- ressanti possibilità di sviluppo per l'insegna brico-professionale, specialmente al Sud e nei bacini d'utenza più piccoli. n

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