REPORT DI SOSTENIBILITÀ 2019

Il primo raccolto REPORT DI SOSTENIBILITÀ 2019

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Care lettrici e cari lettori,

vi presentiamo con molta soddisfazione e una punta di orgoglio – che spero

ci sia concesso – i risultati del primo Report di Sostenibilità 2019 della Guido Berlucchi.

Il documento racconta e rappresenta anni di lavoro intenso, che non sarebbe mai stato possibile senza l’appassionato supporto dei nostri collaboratori, che condividono ogni giorno con noi l’idea di creare un sistema di sostenibilità aziendale che sia anche generatore di crescita sociale, professionale e personale. Questo Report cade in un anno straordinariamente complicato, che però ha anche permesso di capire il significato profondo di cosa voglia dire essere un’ azienda familiare di nuova generazione: un’entità coesa, condivisa e con un obiettivo che vada oltre il legittimo senso del profitto aziendale. Quello di renderla sempre più in armonia con un territorio, al quale restituire parte delle risorse, anche in forma di responsabilità sociale. La nostra generazione, che ha avuto il privilegio di ricevere da nostro padre Franco un’azienda a suo tempo così fortemente innovativa e identificata con la Franciacorta, ha oggi nuovi obiettivi e nuove responsabilità sociali, che vanno oltre il legittimo senso del profitto aziendale. Custodire la terra, sviluppare una viticoltura sostenibile e in equilibrio naturale - incentivando la ricerca delle metodologie più avanzate, sia in vigna che al suo interno - che le permettano di contrastare gli ormai evidenti cambiamenti climatici e migliorare sempre di più la qualità dei suoi vini. Abbiamo davanti un percorso non facile, ma estremamente stimolante che speriamo di poter perseguire e affinare con voi, che ci avete fino a oggi sostenuto e apprezzato.

Per questo, un grazie sentito a tutti voi.

Famiglia Ziliani

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Indice

Il primo raccolto

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Sostenibilità un’esigenza globale Guido Berlucchi in un grappolo

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01. CREATORI DI UNA STORIA 1.1 Chi siamo 1.2 Una terra, una visione, una storia

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1.3 I nostri valori

1.4 Una storia di famiglia 1.5 Il Franciacorta in bottiglia: le icone Berlucchi

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1.6 Luoghi che parlano di noi

02. RADICATI SUL TERRITORIO 2.1 La sostenibilità secondo Berlucchi

27 32 34 37

2.2 L’analisi della variabilità 2.3 Le nostre buone pratiche 2.4 Uno sguardo al futuro

03. FONDATORI DI UNA TRADIZIONE 3.1 Il ciclo produttivo: dalla vendemmia alla bottiglia

41 42 46 48

3.2 Le basi di un grande cuvée 3.3 Verso una cantina sostenibile

3.4 Il miglioramento continuo della qualità dei vini

04. COSTRUTTORI DEL DOMANI 4.1 Una grande famiglia

53 56 58 60 62

4.2 Alla scoperta dell’esperienza autentica del Franciacorta

4.3 Protagonisti del territorio 4.4 Eventi dedicati al vino 4.5 Comunicazione digitale

Informazioni integrative

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Il primo raccolto

COME LEGGERE QUESTO DOCUMENTO

UNO SGUARDO D’INSIEME

CONTENUTI CHIAVE

TEMI DI SOSTENIBILITÀ

Il Primo Raccolto è il primo Report di Sostenibilità della Guido Berlucchi & C. Spa. In questo documento, vogliamo raccontare il nostro ruolo nella creazione di una regione vitivinicola rico- nosciuta in tutto il mondo per la sua eccellenza, nonché il nostro contributo nella definizione di un modello di viticoltura sostenibile. Per noi, sostenibilità significa innanzitutto rispettare e tutelare le risorse naturali nel vigneto e nei processi di vinificazione, ricercando metodi agricoli e produttivi che evitano gli sprechi e proteggono il territorio e l’ambiente. La cura delle persone che collaborano con noi e l’educazione e la promozione verso una cultura di viticoltura sostenibile sono gli altri due elementi chiave della nostra visione di sostenibilità.

Il contesto e i numeri chiave del 2019

•Cambiamenti climatici

Guido Berlucchi in un grappolo

Le tecniche agronomiche specifiche impiegate nei vigneti, consolidate negli anni e oggetto di sperimentazione, sono descritte in funzione della capacità di contribuire a un modello di viticoltura sostenibile. Abbiamo avuto un ruolo fondamentale nella crescita della Franciacorta: lo raccontano la nostra storia, i nostri valori, i luoghi e le persone oggi alla guida dell’azienda.

•Crescita del territorio

Creatori di una storia

•Tecniche di viticoltura sostenibile •Biodiversità •Cambiamenti climatici •Sviluppo e diffusione di buone pratiche nella filiera

Radicati sul territorio

SOSTENIBILITÀ SIGNIFICA

•Emissioni di CO 2 e consumi di energia

Il protocollo di eccellenza che usiamo nel processo di vinificazione è descritto secondo una prospettiva di sostenibilità, rendicontando i principali impatti ambientali del processo.

Fondatori di una tradizione

•Consumi idrici •Scarichi idrici

Tutela delle risorse naturali

La fotografia delle persone che collaborano con noi è espressione della loro energia ed entusiasmo nel contribuire all’eccellenza della Franciacorta. Il coinvolgimento e l’educazione dei consumatori sui prodotti, sui metodi di produzione e sulle caratteristiche del territorio è parte di un ampio progetto con cui vogliamo promuovere un modello di viticoltura sostenibile.

•Occupazione di qualità •Salute e sicurezza

Costruttori del domani

•Qualità del vino •Educazione dei consumatori

Cura delle persone

Promozione di una viticoltura sostenibile

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I FATTORI ESTERNI CHE INFLUENZANO TUTTA LA PRODUZIONE VITIVINICOLA

Sostenibilità: un’esigenza globale…

Il settore agricolo è allo stesso tempo responsabile e vittima dei cambiamenti climatici.

FATTORI AVVERSI

LE NOSTRE STRATEGIE

IMPOVERIMENTO DEL SUOLO

Secondo l’ONU, già nel 2030 la temperatura media globale potrebbe crescere di 1,5 °C.

Se la temperatura aumentasse di 2 gradi entro il 2050, potrebbe sparire il 56% delle attuali regioni vitivinicole*.

14 specie erbacee impiegate per il sovescio

Il depauperamento del suolo è dovuto anche all’uso di fertilizzanti e altri prodotti chimici. Ridurli significa rispettare il terreno ed evitare l’emissione di CO 2 necessaria alla loro produzione.

Viticoltura sostenibile Mappe di vigoria Test su nuovi composti a basso impatto

SCARSA DISPONIBILITÀ IDRICA

2,8 litri di acqua impiegati per ogni litro di Berlucchi

+1,5°C

+2°C

-56%

Niente acqua per l’irrigazione Attenzione al consumo idrico nella produzione

Con la riduzione delle piogge e la desertifica- zione si riducono anche le attività metaboliche e fisiologiche delle piante. È quindi fondamen- tale utilizzare con attenzione le risorse idriche e aumentare la resilienza delle piante con tecniche agronomiche adatte.

*Fonte: Institut National de la Recherche Agronomique (Inra)

PERDITA DI BIODIVERSITÀ

…e una risposta ai consumatori più consapevoli

+5% sostanza organica nel suolo vitato

I cambiamenti climatici causano una riduzione della biodiversità che va ripristinata per pro- teggere le caratteristiche chimico-fisiche del terreno.

Pratiche sostenibili, inerbimento e sovescio Progetto LifeVitisom (distribuzione innovativa di concimi organici) Progetto Biopass (monitoraggio della ‘bontà’ dei terreni)

La richiesta di vini sostenibili da parte del consumatore è in crescita, in particolare nelle fasce più giovani.

EFFETTO SERRA E FENOMENI CLIMATICI VIOLENTI

QUANTI SANNO COSA SIGNIFICA ‘ALIMENTAZIONE SOSTENIBILE’?

900 MWh prodotti da fotovoltaico

Le emissioni di CO 2 e altri gas serra sono la prima causa del riscaldamento globale. La loro riduzione è possibile tramite misure di efficienza energetica e di utilizzo di energia da fonti rinno- vabili.

Adesione al progetto Ita.Ca ® Impianto fotovoltaico Progetto Treedom

% piena conoscenza**

51% ITALIANI

60% GENERAZIONE Z (18-24 anni)

**Fonte: 6° Osservatorio LifeGate sullo stile di vita sostenibile

RISCALDAMENTO GLOBALE

3 ettari dedicati alla varietà Erbamat

Un clima più caldo richiede varietà più resistenti e che consentono di allungare il periodo di vendemmia.

Inserimento in Disciplinare della varietà Erbamat Ricerca di nuovi approcci enologici

La sostenibilità è la nuova frontiera della viticoltura. Per rispondere alle sfide dei cambiamenti climatici e alle richieste del mercato, stiamo creando un modello produttivo che unisce le buone pratiche della tradizione all’innovazione tecnologica.

Per assicurare la qualità costante del nostro Franciacorta, mettiamo in campo tutte le conoscenze che ci derivano dalla nostra esperienza enologica. Perché in Franciacorta la vite si coltiva dall’anno 1000 e per continuare a farlo vogliamo impegnarci a preservare le risorse di questa terra.

CONSUMO DI RISORSE

70 % rifiuti destinati al riciclo

Limitare il consumo di risorse e materiali vergini è importante. Per farlo, il settore vitivinicolo ha elaborato da tempo pratiche di recupero e riciclo dei materiali/scarti di produzione.

Riduzione del peso e uso di vetro riciclato nelle bottiglie Efficientamento energetico

LEGENDA

tradizione

innovazione

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Guido Berlucchi in un grappolo

La nostra filosofia produttiva è indirizzata verso una viticoltura di qualità, che sia sostenibile in termini di salvaguardia dell’ambiente, ma anche economici.

PERSONE

101 dipendenti

54 lavoratori stagionali

35 paesi serviti

46 riconoscimenti e premi

633 ore di formazione

43 milioni di euro di ricavi + 3 %

96 % in aula

PRODUZIONE

85 ettari di proprietà

450 ettari di viticoltori partner

2.798 MWh energia elettrica

1.082 t emissioni di CO 2

700 kg di prodotti per la lotta integrata

20 % dell’energia totale

pari all’assorbimento

560 MWh consumati sono prodotti dall’impianto fotovoltaico

470 t CO 2 evitate con l’energia fotovoltaica

di 350 mila mq di foreste

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01 Creatori di una storia

Il maggiordomo mi scortò nel salotto di Palazzo Lana Berlucchi. Le note di “Georgia on my mind” vibravano nell’aria: Guido Berlucchi era al pianoforte. (...) Tutto emanava raffinatezza non ostentata. Il conte richiuse il piano, mi salutò con calore e iniziò a interrogare me, giovane enologo, sugli accorgimenti per migliorare quel suo vino bianco poco stabile. Risposi senza esitazione alle sue domande, e nel salutarlo osai: “E se facessimo uno spumante alla maniera dei francesi?

Franco Ziliani, Presidente della Guido Berlucchi

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CREATORI DI UNA STORIA RADICATI SUL TERRITORIO FONDATORI DI UNA TRADIZIONE

COSTRUTTORI DEL DOMANI

1.1 Chi siamo

SINONIMO DI FRANCIACORTA Per noi creare cultura della sostenibilità vuol dire anche valorizzare la Franciacorta. Attraverso iniziative culturali e di promozione enogastro- nomica vogliamo far conoscere la bellezza del nostro terri- torio, senza il quale la nostra storia non sarebbe la stessa. Il Consorzio per la Tutela del Franciacorta, di cui siamo soci, nasce il 5 marzo 1990 per garantire e supervisio- nare il rispetto del Disciplinare di produzione del vino Franciacorta, oltre a promuovere la conoscenza dei vini e del territorio in cui sono prodotti.

Nel 1995 il Franciacorta è il primo Metodo Classico a ottenere la Denominazione di origine controllata e garantita (DOCG): un fenomeno enologico che ha tra i suoi elementi cardine il relativo Disciplinare di produzio- ne, uno dei più severi al mondo per rese produttive e mesi di affinamento .

La nostra è un’azienda vitivinicola familiare fondata nel 1955 da Guido Berlucchi, Franco Ziliani e Giorgio Lanciani. Il loro incontro ha cambiato le sorti di un’intera regione, rendendola una delle zone italiane più prestigiose per i vini spumanti. Sinonimo di qualità pregiata nel settore delle bollicine, la Franciacorta vede la sua rinascita con la prima bottiglia di

Metodo Classico della cantina Guido Berlucchi nel 1961. Berlucchi ha portato e diffuso un know how prima non esistente in Franciacorta, stimolando tanti altri produttori appassionati e lungimiranti che, insieme, hanno reso questo territorio una perla dell’enologia italiana. La nostra tenuta si trova nel piccolo villaggio di Borgonato e genera ancora oggi crescita per il territorio di origine.

259 kmq estensione totale

3.229 ettari vitati

19 comuni

35 PAESI SERVITI

46 RICONOSCIMENTI E PREMI

43 milioni di euro RICAVI 2019

FRANCIACORTA

450 ETTARI DI VITICOLTORI PARTNER

85% FORNITORI LOMBARDI PER IMBALLAGGI E HOSPITALITY

98% FORNITORI DELLA PROVINCIA DI BRESCIA PER HOSPITALITY

85 ETTARI DI PROPRIETÀ

I VITIGNI COLTIVATI IN FRANCIACORTA

80% Chardonnay 15% Pinot Nero 5% Pinot Bianco 0,1% Erbamat*

*Antica varietà autoctona che risponde meglio ai cambiamenti climatici

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CREATORI DI UNA STORIA RADICATI SUL TERRITORIO FONDATORI DI UNA TRADIZIONE

COSTRUTTORI DEL DOMANI

1.2 Una terra, una visione, una storia

Il rispetto della tradizione e della qualità è per noi un valore imprescindibile, grazie alla lunga esperienza enologica che ci accompagna.

ieri La storia della nostra azienda nasce da un incontro che ha cambiato il destino di un’intera regione, la Franciacorta, rendendola una delle zone italiane più pregiate per i vini spumanti.

oggi Negli anni, abbiamo

1967

1879

Nasce la DOC Franciacorta La Franciacorta viene dichiarata zona a Denominazione d’Origine Controllata, grazie alla sua piccola produzione di qualità.

È datato 1879 il registro vitivinicolo della Famiglia Berlucchi che conserviamo tra i documenti storici della famiglia Guido Berlucchi, discendente dei Lana de’ Terzi, nobile famiglia insediatasi in Franciacorta dalla fine del 1400, fonda nel 1950 l’omonima azienda vitivinicola.

continuato a sviluppare soluzioni all’avanguardia in campo enologico per coniugare la tradizione alle moderne conoscenze di tutela delle risorse naturali.

1990

Nasce il Consorzio Franciacorta Il Consorzio Franciacorta nasce il 5 marzo 1990 a Corte Franca per garantire e controllare il rispetto della disciplina di produzione del Franciacorta, che indica un vino prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia. Il Franciacorta diventa DOCG Il Franciacorta è il primo vino spumante italiano metodo classico a fregiarsi della DOCG, con uno dei disciplinari più severi al mondo.

1955

È l’anno in cui Guido Berlucchi e Franco Ziliani si incontrano Guido Berlucchi, produttore del Pinot del Castello, un vino bianco fermo, incontra il giovane e brillante enologo Franco Ziliani per una consulenza tecnica. Ziliani vede nel terreno morenico e nel particolare microclima della Franciacorta le giuste basi per dare vita al suo sogno: creare un Metodo Classico nella sua terra natale.

1995

1961

1999

Nasce il Pinot di Franciacorta Metodo Classico (allora denominato metodo Champenoise), capostipite dell’attuale Franciacorta L’unione tra lo spirito imprenditoriale, il coraggio e la passione di Franco Ziliani e l’heritage e le importanti relazioni di Guido Berlucchi ha vinto una sfida che negli anni ‘60 pareva quasi impossibile: creare una versione tutta italiana di vini spumanti Metodo Classico. Nascono le prime 3.000 bottiglie di “Pinot di Franciacorta”, il Metodo Classico capostipite dell’attuale Franciacorta. Per la prima volta il nome della zona “Franciacorta” appare su un’etichetta di vino spumante.

Rinnovo dei vigneti Prende avvio il progetto di rinnovo dei vigneti Berlucchi secondo le moderne tecniche di viticoltura.

2007

Viticoltura secondo i principi del biologico e della sostenibilità.

2016

1962

Viticoltura sostenibile Dopo 3 anni di conversione, gli 85 ettari di vigneti Berlucchi ottengono la certificazione biologica.

Nasce il primo Metodo Classico Rosè: Berlucchi Max Rosè Nel 1962 la produzione si espande con il Max Rosé, il primo metodo classico rosé d’Italia, il cui nome Max ricorda un grande amico di Guido, Max Imbert appassionato di Champagne Rosè, che ha suggerito la produzione.

2020

Il primo raccolto Berlucchi pubblica il primo Report di sostenibilità , relativo al 2019.

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CREATORI DI UNA STORIA RADICATI SUL TERRITORIO FONDATORI DI UNA TRADIZIONE

COSTRUTTORI DEL DOMANI

1.3 I nostri valori

Le radici nel passato, lo sguardo rivolto al futuro: è questo il fondamento alla base del nostro lavoro, che si traduce nell’impegno verso l’ambiente, nella tutela delle persone coinvolte, nella qualità delle nostre bottiglie e nella cura e valorizzazione del territorio.

VALORE STORICO E INNOVAZIONE Ricerchiamo costantemente metodi agricoli sostenibili che permettono di evitare gli sprechi: oggi tutti i vigneti a conduzione diretta e la maggior parte di quelli dei viticoltori partner seguono pratiche agricole orientate alla tutela ambientale.

PASSIONE PER L’ECCELLENZA Ci impegniamo per ottenere l’eccellenza in ogni raccolto, per soddisfare la crescente esigenza di qualità di tutti i consumatori, selezionando accuratamente i nostri vigneti e destinandoli a prodotti diversi per caratteristiche organolettiche.

VALORE STORICO E INNOVAZIONE Vogliamo custodire orgogliosamente lo spirito pionieristico del fondatore, Franco Ziliani, considerato padre del Franciacorta. Siamo aperti all’innovazione per migliorare le tecniche di coltivazione e di produzione, nel rispetto della tradizione.

AMBASCIATORI DEL TERRITORIO Vogliamo educare i consumatori diffon- dendo la conoscenza sui nostri prodotti e sul metodo di produzione del Franciacorta, coinvolgendoli in attività che valorizzano il patrimonio e il territorio.

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CREATORI DI UNA STORIA RADICATI SUL TERRITORIO FONDATORI DI UNA TRADIZIONE

COSTRUTTORI DEL DOMANI

1.4 Una storia di famiglia

1.5 Il Franciacorta in bottiglia: le icone Berlucchi

LA RISERVA - PALAZZO LANA EXTRÊME

Dopo quasi 60 anni di successo alla guida dell’azienda, Franco Ziliani ha passato la tradizione e il sapere nelle mani della nuova generazione. I suoi figli Cristina, Arturo e Paolo sono da vent’anni membri del Consiglio di Amministrazione e conducono l’azienda in modo collegiale.

Palazzo Lana Extrême rappresenta un prodotto iconico, il più importante della produzione Berlucchi, sintesi di quasi 60 anni di storia e tecnica enologica del Franciacorta. Riserva creata esclusivamente con il fiore del mosto e prodotta con uve selezionate dai vigneti di proprietà, si affina sui lieviti per almeno 9 anni. Questa bottiglia viene proposta esclusivamente nei luo- ghi dell’alta gastronomia, della più elegante ospitalità e della ristorazione d’eccellenza.

Franco Ziliani Presidente e fondatore.

Palazzo Lana Extreme

C

Arturo Ziliani Amministratore Delegato e Responsabile della divisione Produzione, con la respon- sabilità del delicato processo di creazione delle bottiglie Berlucchi lungo tutte le fasi del ciclo produttivo.

I MILLESIMATI - BERLUCCHI ‘61 NATURE

La linea Berlucchi ‘61 Nature nasce dalle uve dei migliori vigneti di proprietà e affina almeno 5 anni in bottiglia. La linea di prodotto più recente di casa Berlucchi è de- dicata agli estimatori più attenti, capaci di apprezzare le sfumature del gusto puro del Franciacorta senza aggiun- ta di sciroppo di dosaggio.

Paolo Ziliani Vicepresidente ed Export Director, responsabile dello sviluppo e della promozione delle bottiglie Guido Berlucchi nei mercati di tutto il mondo.

‘61 Nature Rosé

‘61 Nature Blanc de Blancs

‘61 Nature Brut

I MODERNI - BERLUCCHI ‘61

La linea Berlucchi ‘61 celebra nel nome la primogenitura del Franciacorta. La complessità ottenuta dai 24 mesi minimi di affina- mento in bottiglia risponde alle esigenze di pubblici sem- pre più educati alla ricerca della qualità nei Franciacorta.

Cristina Ziliani Responsabile Marketing, incaricata della Comunicazione e delle Relazioni esterne, si occupa di consolidare il Family Brand tra i leader del mercato.

‘61 Nature Satèn

‘61 Nature Rosé

‘61 Nature Brut

Roberto Sciolli Consigliere esterno, presidia gli aspetti economico-finanziari della società, la gestione amministrativa dei fornitori e del personale della Guido Berlucchi.

I CLASSICI - CUVÉE IMPERIALE

La linea Cuvée Imperiale rappresenta il Franciacorta più noto, che impersona lo stile di vita italiano da oltre mez- zo secolo. Una gamma di ingresso al mondo del Franciacorta, estremamente versatile, per soddisfare i gusti e le esigen- ze di ogni consumatore.

Cuvée Imperiale Dosaggio Zero

Cuvée Imperiale Vintage

Cuvée Imperiale Max Rosé

Cuvée Imperiale Demi Sec

Cuvée Imperiale Brut

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CREATORI DI UNA STORIA RADICATI SUL TERRITORIO FONDATORI DI UNA TRADIZIONE

COSTRUTTORI DEL DOMANI

1.6 Luoghi che parlano di noi

LA CANTINA STORICA: “SALOTTO” ITALIANO DI AFFINAMENTO DALLO STILE UNICO

Costruita nel 1680 conserva la prima storica bottiglia dell’annata 1961.

I VIGNETI STORICI DEL FRANCIACORTA

Brolo e Castello, i vigneti simbolo dell’azienda.

La cantina storica, realizzata nel 1680 dagli antenati di Guido Berlucchi, i Conti Lana de’ Terzi, per far riposare i vini fermi da loro prodotti, è per tutta la Franciacorta un luogo simbolico: tra le mura di pietra originali, si trova la nicchia dove è conservata la prima bottiglia dell’annata 1961. Nei decenni successivi, la cantina venne ampliata e si estende oggi per circa 15.000 mq sotterranei, dedicati all’affinamento dei Franciacorta Berlucchi.

VIGNETO BROLO Il vigneto Brolo riveste per l’azienda una particolare impor- tanza: situato di fronte a Palazzo Lana Berlucchi, rappre- senta la storia dell’architettura rurale della Franciacorta. Nei broli, cinti da muri di pietra, venivano messe a dimo- ra le colture più pregiate. Il suo terreno è particolarmente adatto per produrre Pinot Nero e con buona acidità. Qui le viti sono coltivate ad alta densità: 10.000 piante per ettaro, con rese estremamente contenute per assicurare un’elevatissima qualità delle uve. VIGNETO CASTELLO Il Vigneto Castello ha permesso la realizzazione del so- gno di Franco Ziliani e Guido Berlucchi. Dalle sue uve, infatti, nel 1961 nacque il primo Pinot di Franciacorta. Questa vigna, di circa 2 ettari, sorge su una dolce altura ai piedi del Castello di Borgonato. Nel 2018, è stato eseguito il sovrainnesto con la varietà Erbamat, antica varietà autoctona da poco recuperata. Il vitigno Erbamat, estremamente vigoroso, trova qui le condizioni ideali, grazie al terreno morenico e all’esposi- zione favorevole e soleggiata.

PALAZZO LANA: RESIDENZA STORICA E LUOGO DI INCONTRI

Sede prestigiosa, simbolo dell’imprenditoria franciacortina.

Palazzo Lana Berlucchi fu acquisito alla fine del 1400 e ampliato nel corso dei secoli dalla famiglia Lana de’ Ter- zi. È il luogo simbolo dell’imprenditoria franciacortina: le sue sale sono testimoni della nascita delle prime bottiglie di Franciacorta. Residenza di Guido Berlucchi fino alla sua scomparsa, ospita incontri culturali ed è meta di appassionati della storia di questa terra e del suo vino. Grazie a tecnologie all’avanguardia, nella cantina di vini- ficazione ricerchiamo e sperimentiamo soluzioni per ren- dere le pratiche in cantina sempre più sostenibili, rispetto- se dell’ambiente e orientate alla riduzione degli sprechi. È qui che le uve diventano un Franciacorta, seguendo protocolli che garantiscono altissimi livelli qualitativi in ogni passaggio. Con la continua sperimentazione e innovazione, rappresenta lo sguardo dell’azienda verso il futuro.

IL POLO LOGISTICO: NON SOLO EFFICIENZA, MA TUTELA DEL BORGO MEDIEVALE

Qui le bottiglie vengono preparate per la spedizione in Italia e nel mondo.

LA CANTINA DI VINIFICAZIONE: IL CUORE DELLA PRODUZIONE

Nel magazzino, situato a Provaglio, a pochi chilo- metri dalla nostra sede centrale, inizia il viaggio del Franciacorta Berlucchi. È qui che vengono portate le bottiglie finite, per essere di- vise in base agli ordini e spedite ai clienti in tutto il mondo. La presenza del magazzino permette di evitare il traffico di mezzi nel piccolo borgo di Borgonato e preservarne così la bellezza e le abitazioni storiche.

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02 Radicati sul territorio

Ogni scelta agronomica è ponderata: non utilizziamo modelli e schemi rigidi imposti, ma valutiamo razionalmente ogni singolo aspetto, modulandolo e plasmandolo in maniera ottimale, in funzione del contesto climatico e agronomico in cui ci troviamo.

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CREATORI DI UNA STORIA RADICATI SUL TERRITORIO FONDATORI DI UNA TRADIZIONE

COSTRUTTORI DEL DOMANI

La coltivazione della vite

2.1

La sostenibilità secondo Berlucchi

La sostenibilità e la qualità sono i valori cardine che guidano la nostra attività fin dalla primissima fase della catena del valore: la coltivazione della vite.

Curiamo i vigneti con tecniche agronomiche orientate alla sostenibilità e all’innovazione, grazie alla ricerca e alla partecipazione a progetti lungimiranti e all’avanguardia.

100% uva raccolta manualmente

14 specie erbacee impiegate per l’inerbimento

L’OBIETTIVO

2007

MILLE1VIGNA iniziativa di zonazione per rilevare le caratteristiche dei singoli vigneti e ottenere una loro ‘carta di identità’.

Dal 2010

Ita.Ca ® Misurazione annuale delle emissioni di gas serra e identificazione delle aree di miglioramento.

assicurare una gestione sostenibile delle risorse

rispettare l’ambiente

ridurre gli sprechi

Dal 2014

Non ci limitiamo ad applicare questi criteri di sostenibilità ai vigneti a conduzione diretta, ma invitiamo anche i nostri viticoltori partner a rispettare le tecniche agro- nomiche sostenibili condividendo il ‘ Protocollo di Ges- tione del Vigneto ’, frutto dell’esperienza maturata in oltre 50 anni di attività.

La gestione dei vigneti risponde al Disciplinare per la Tutela del Franciacorta DOCG , al codice vitivinicolo e alla normativa in materia ambientale. Seguiamo in- oltre pratiche di sostenibilità distintive che esprimono il nostro impegno specifico attraverso continue attenzioni alla salute dei consumatori e dei collaboratori.

BIOPASS Progetto di monitoraggio della “bontà” dei terreni.

2016-2019

LIFE VITISOM Progetto per la distribuzione innovativa di concimi organici.

FRANCIACORTA: UNO DEI DISCIPLINARI PIÙ SEVERI AL MONDO

DENOMINAZIONE

VITIGNI

MASSIMA RESA IN UVA (TON/HA)

PERIODO MINIMO DI MATURAZIONE 18 mesi Satèn/Rosé: 24 mesi Millesimati: 30 mesi Riserve: 60 mesi

MASSIMA RESA IN BOTTIGLIE PER HA

Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco (max 50%), Ermabat (max 10%)

Franciacorta DOCG

12 tonnellate

I RISULTATI ATTESI DI LIFE VITISOM

8.600

Pinot Noir, Meunier, Chardonnay Arbanne, Petit Meslier, Pinot Blanc, Pinot Gris

tra 10,5 e 15,5 tonnellate

Champagne AOC

15 mesi Millesimati: 36 mesi

10.400

Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco, Meunier

15 mesi Millesimati: 24 mesi Riserve: 36 mesi

15 tonnellate

Trento DOC

14.000

+5% sostanza organica nel suolo vitato

+5% livello di biodiversità del suolo

-10% emissioni di CO 2 equivalenti per il ridotto utilizzo di fertilizzanti chimici

-20% costi legati alla distribuzione del concime organico

85% Glera, 15% Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero

Prosecco DOC

18 tonnellate

1 mese Rosé: 2 mesi

18.000

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CREATORI DI UNA STORIA

RADICATI SUL TERRITORIO FONDATORI DI UNA TRADIZIONE

COSTRUTTORI DEL DOMANI

REQUISITI PIÙ STRINGENTI DELLE NORMATIVE

1

Anni Sessanta e Settanta: disciplinare per la tutela del Franciacorta. Protocollo di gestione dei vigneti Berlucchi.

Protocollo Berlucchi di Gestione del Vigneto Sviluppato in oltre 50 anni di attività, prevede tecniche agronomiche sostenibili per i vigneti a conduzione diretta,

I NOSTRI STRUMENTI

2

Anni Novanta: esperienze di ricerca in campo e studio delle caratteristiche del suolo. Messa a punto di un sistema di lettura dell’attività della pianta.

condivise anche con i viticoltori partner.

Disciplinare per la Tutela del Franciacorta DOCG uno dei più severi al mondo per rese produttive e mesi di affinamento.

3

Anni Duemila: adesione a progetti strutturati che apportano qualità e valore aggiunto al sistema.

Codice vitivinicolo e normativa in materia ambientale sono i testi di riferimento legislativo.

IL PROGETTO MILLE1VIGNA

Ogni pianta è diversa e necessita di attenzioni e cure differenti.

In aggiunta a quanto previsto dal Disciplinare per la Tutela del Franciacorta, abbiamo un nostro protocollo nella gestione dei vigneti per garantire la sostenibilità delle risorse impiegate. Per questo motivo sono state approntate nel corso degli anni diverse esperienze di ricerca in campo , che, nel tempo, sono divenute oggi buone pratiche di viticoltura. Già a partire dalla fine degli anni Novanta abbiamo vo- luto approfondire l’approccio con le risorse naturali. Il primo passo fu di studiare al meglio le diverse carat-

teristiche del suolo. Successivamente, attraverso tecniche di viticoltura di precisione, è stato messo a punto un si- stema di lettura dell’attività della pianta , capace di identificare con esattezza le risorse necessarie al suo sviluppo vegetativo. Con queste esperienze di ricerca sul suolo e sulla pianta, abbiamo posto le basi per la partecipazione a proget- ti strutturati , tra cui Biopass, LIFE Vitisom e Ita.Ca ® , che da punti di vista differenti apportano oggi qualità e valore aggiunto al sistema vitivinicolo e al prodotto finale, ga- rantendo l’adeguatezza della gestione delle risorse in uso.

Negli anni Duemila, abbiamo avviato il progetto Mille1Vigna - a continuazione dell’iniziativa di zonazione portata avanti dal Consorzio per la Tutela del Franciacorta - per rilevare le caratteristiche dei vigneti e ottenere una loro ‘carta di identità’. Abbiamo così potuto implementare tecniche di agricoltura di precisione, ovvero di gestione agronomica dei singoli appezzamenti. La conoscenza profonda di ogni singolo vigneto consente non solo di sapere esattamente quali uve vengono utilizzate per ogni tipo di Franciacorta Berlucchi, ma permette anche di effettuare una gestione più so- stenibile del vigneto in relazione alla variabilità del terreno e del microclima.

La divisione dei vigneti per aree omogenee in base alle caratteristiche dei suoli e al paesaggio ha permesso di iden- tificare le aree maggiormente vocate agli standard qualitativi del Franciacorta.

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LA VITICOLTURA DI PRECISIONE

Anche in ambito agrario le tecnologie hanno permesso di raggiungere traguardi altrimenti difficilmente immagi- nabili: tra queste, l’utilizzo di “mappe di vigore”. Questi strumenti, creati periodicamente grazie a imma- gini satellitari realizzate con una speciale fotocamera multispettrale , permettono di comprendere la reale at- tività fotosintetica della pianta e, quindi, il suo stato di benessere . I risultati delle mappe consentono così di conoscere e lavorare i terreni con diverse caratteristiche in funzione delle loro precise necessità. Questa mappa- tura consente così un risparmio di prodotto, l’ ottimiz- zazione dell’impiego delle macchine in vigneto con conseguente riduzione di emissioni di gas a effetto serra e un minor compattamento del terreno, a benefi- cio della biodiversità e della vitalità del suolo.

Mettere in atto azioni derivanti dallo studio delle condizioni in campo è un processo operativo complesso e la par- tecipazione a progetti che mettono alla prova le tecniche di viticoltura di precisione ha permesso di sperimentare in campo pratico questa frontiera della coltura della vite. Tra queste sperimentazioni, i progetti maggiormente significativi sono LIFE Vitisom, Biopass e Ita.Ca ® , che indagano il sistema agrario su fronti differenti e si traducono in azioni attive e passive utili a comprendere l’intricato processo di relazioni tra clima, terreno e vitigno.

BIOPASS

Ita.Ca ®

Il progetto Biopass è nato con il coinvolgimento di Università degli Studi di Milano, studi agronomici e aziende del settore * , con l’obiettivo di misurare e salva- guardare la biodiversità in viticoltura. Iniziata nel 2014, l’indagine ha osservato l’evoluzio- ne della sostanza organica nel terreno in relazione alle pratiche agronomiche adottate nei campi da ogni azienda per più anni consecutivi, con l’obiettivo di iden- tificare soluzioni sempre più mirate per la crescita di una vite sana e con uve di grande qualità. Il progetto usa un metodo di valutazione che fornisce un quadro dettagliato della situazione, in particolare della biodiversità e vitalità del suolo.

La vigoria della vegetazione fornisce informazioni sullo stato nutrizionale dei suoli e sull’attività fisiologica della pianta.

Dal 2010, aderiamo a Ita.Ca ® , progetto nato nel 2009 dallo Studio Agronomico Sata come primo calcolatore italiano per le emis- sioni di gas a effetto serra nel settore vitivini- colo, adattando l’International Wine Carbon Calculator alla realtà produttiva italiana. Il progetto Ita.Ca ® ci ha permesso di misurare e comprendere il nostro impatto ambientale lungo la filiera vitivinicola e di identificare le aree di miglioramento a favore della soste- nibilità del settore e della tutela delle risorse naturali.

LIFE VITISOM

È un progetto che nasce dalla partnership tra l’Università Statale di Milano e lo studio agronomico SATA, nell’am- bito del programma LIFE: lo strumento di finanziamento dell’Unione Europea per l’ambiente e il clima finalizza- to allo sviluppo di una politica ambientale e climatica comunitaria mediante il co-finanziamento di progetti di interesse europeo. Il progetto, iniziato nel 2016 e conclusosi nel 2019, ha previsto la sperimentazione di uno spandiconcime a ra- teo variabile . Attraverso un sistema GPS allineato alle mappe di vigoria, razionalizza la concimazione organica in funzione dell’effettivo vigore del vigneto. Oltre a consentire un risparmio di prodotto, questa pra- tica ottimizza l’impiego delle macchine in vigneto: un minor numero di passaggi minimizza la generazione di emissioni di gas a effetto serra e allo stesso tempo con- sente un minor compattamento del terreno, a beneficio della biodiversità e della vitalità del suolo.

I benefici attesi della viticoltura di precisione: i risultati di Life Vitisom.

AUMENTO • dell’omogeneizzazione del vigore dei vigneti • del 5% di sostanza organica nel suolo vitato • del 5% del livello di biodiversità

* Studio Agronomico Sata, Fonfazione Edmund Mach, Disaa UniMI, AgriFoodLab UniBS

I BIOINDICATORI Per misurare le condizioni vitali del suolo e la biodiversità.

RIDUZIONE • degli sprechi di materia organica

• del 10% delle emissioni di CO 2 equivalenti per il ridotto utilizzo di fertilizzanti chimici • del 10% degli odori derivanti dalla distribuzione di fertilizzanti organici • del 20% dei costi di concime

vita microbica

compattamento del suolo

contenuto in sostanza organica

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CREATORI DI UNA STORIA

RADICATI SUL TERRITORIO FONDATORI DI UNA TRADIZIONE

COSTRUTTORI DEL DOMANI

2.2 L’analisi della variabilità

La riscoperta di una varietà autoctona, l’Erbamat

Con coraggio e senso di imprenditorialità, siamo stati capofila della riscoperta dell’Erbamat. Abbiamo intrapre- so infatti la sperimentazione di quest’antica varietà autoctona, che si contraddistingue per una maturazione tardiva . Questa caratteristica le permette di affrontare gli effetti del cambiamento climatico e le conferisce note di acidità molto apprezzate in cantina. Dal 2017, quest’antica varietà è entrata a far parte del Disciplinare Franciacorta.

L’analisi e la conoscenza della variabilità dell’ecosistema viticolo ci guida nella gestione dei vigneti.

Il complesso ecosistema viticolo - che vede in relazione cli- ma, terreno e vitigno - definisce una situazione unica, che deve essere attentamente valutata per identificare e per ap- plicare nel tempo la migliore tecnica colturale possibile. Lo studio di queste condizioni permette di raggiungere l’obiettivo di governare in equilibrio la crescita dell’appa-

rato vegetativo. Per questo motivo, adottiamo una serie di azioni mirate a studiare la variabilità che sono sia diret- te, frutto di rilevazioni in campo (quali analisi climatiche, del terreno, ecc.) sia indirette (per esempio valutazioni di modelli) che permettono di definire l’approccio agrono- mico da attuare.

LA BUONA GESTIONE DEL VIGNETO

La buona gestione del vigneto è basata su un approccio scientifico che pone in correlazione le risorse naturali. Lo studio della variabilità è il primo passo per mettere in atto un insieme di azioni, che si coordinano attraverso un protocollo di gestione del vigneto capace di determinare degli approcci dinamici: capaci cioè di mutare alle esigenze differenti di ogni annata.

Grazie al progetto Mille1Vigna, è oggi possibile fertilizzare in modo diversificato differenti porzioni di uno stesso vigneto a seconda

del fabbisogno, ottimizzando così le risorse e migliorando le caratteristiche del suolo.

Per verificare le condizioni agro-climatiche dell’ambiente e definire azioni di intervento in funzione delle necessità delle piante disponiamo anche di una rete di stazioni meteo nelle aree vitate.

Secondo il rigido Disciplinare Franciacorta, l’irrigazione dei vigneti è consentita solo per emergenza. Noi evitiamo anche questa eventualità, per preservare la qualità dei vigneti stessi , costringendo la vite a reperire le risorse idriche di cui necessita nelle profondità del suolo dove sono presenti le sostanze minerali che assicurano al vino caratteristiche organolettiche uniche.

TERRENO

3 variabili

CLIMA

VITIGNO

La rete di sensori diffusi nelle aree vitate permette di verificare le condizioni agroclimatiche dell’ambiente e anticipare e definire azioni di intervento georeferenziato in funzione delle necessità delle piante.

Chardonnay, Pinot nero, Pinot bianco ed Erbamat sono le varietà per ottenere il Franciacorta.

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CREATORI DI UNA STORIA

RADICATI SUL TERRITORIO FONDATORI DI UNA TRADIZIONE

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2.3 Le nostre buone pratiche

IL SOVESCIO

La pratica del sovescio è un’ antica tecnica per mantenere e aumentare la fertilità del terreno in modo naturale ; interrando in tutto o in parte specifiche specie erbacee, se ne sfrutta la capacità di cedere al terreno sostanze nutritive. L’utilizzo del sovescio migliora inoltre la struttura del terreno. In seguito a una valutazione attenta della tipologia di suolo, gli agronomi della Guido Berlucchi uti- lizzano varie combinazioni di semenza per sovescio.

Alcune pratiche distintive, messe a punto negli anni grazie a continue sperimentazioni, sono diventate pratiche con- solidate nella gestione sostenibile del vigneto.

LA CONCIMAZIONE ORGANICA

ALCUNE DELLE SPECIE ERBACEE IMPIEGATE Veccia, pisello proteico, pisello foraggero, favino, trifoglio alessandrino, trifoglio squarroso, segale, avena rossa chiara, triticale, colza, trifoglio subterraneo, senape bianca, facelia, orzo.

L’utilizzo di letame, compost e i residui della potatura invernale (sarmenti) che vengono lasciati sul terreno, sono pratiche agricole che aumentano la presenza di sostanze organiche nel terreno - come emerso dal progetto Biopass - le quali consentono alla pianta di crescere sana e vigorosa.

1.037 t letame utilizzato nel 2019

Non usiamo concimi chimici di sintesi, in linea con i principi della viticoltura sostenibile.

L’INERBIMENTO

L’inerbimento naturale è una tecnica colturale di gestione del suolo a basso impatto ambientale che comporta significativi miglioramenti dal punto di vista del microclima in vigneto , influisce sulla minor evotraspirazione dell’acqua dal terreno, garantendone così le disponibilità per la pianta, ne consolida la struttura limitando fenomeni erosivi e fissa elementi nutritivi per la vite.

L’inerbimento influisce positivamente sulla biodiversità in vigneto, limitando il propagarsi di varietà infestanti, proteggendo la fertilità del suolo, stimolando l’attività biologica e favorendo il ripopolamento del vigneto con specie importanti per l’ecosistema, come le api.

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Uno sguardo al futuro

LA DIFESA DELLA PIANTA E LA LOTTA INTEGRATA

La lotta integrata è una pratica di difesa delle colture che fa parte di un rinnovamento culturale in ambito agrario iniziato alla fine del XX secolo. Oggi si concretizza in una pratica di miglioramento dell’equilibrio ecologico del sistema vigneto-terreno-clima. In funzione delle necessità, vengono utilizzati interventi fitosa- nitari mirati basati su principi attivi a basso impatto per l’ambiente, il consumatore e l’operatore agricolo , rispettando le buone pratiche di sostenibilità in cui crediamo. Per definire la strategia di difesa, effettuiamo monitoraggi in vigneto con trappole cromotropiche e trappole a feromoni, per qualificare e quantificare le popolazioni di insetti presenti e valutare interventi di controllo. Per esempio, tra le sperimentazioni in atto, assume un ruolo fondamentale la confusione sessuale contro la tignoletta ( lobesia botrana ) che prevede la diffusione di feromoni femminili attraverso appositi diffusori installati in vigneto, per confondere il maschio e non permettergli di localizzare la femmina. Questa tecnica determina la riduzione della diffusione della specie nel vigneto, con la conseguente limitazio- ne dei danni alle uve. Altra specie allo studio è la cicalina del legno nero (Hyalesthes obsoletus) , responsabile della trasmissio- ne di alcune virosi della vite, la quale viene indotta, a seconda della stagionalità e della fase di sviluppo, a restare ai margini dei vigneti, tramite una complessa gestione dei piani di inerbimento e di taglio, così da contenere le virosi sulla vite , oggi difficilmente gestibili.

Confermando il nostro spirito pionieristico, abbiamo aderito a numerosi progetti di ricerca, così da mettere a di- sposizione le nostre risorse e il nostro avanzato know-how per la viticoltura del domani . Abbiamo definito un insieme di azioni per continuare il nostro percorso di sostenibilità:

Protocollo viticolo condiviso: elaborazione articolata

Aumento della biodiversità e migliori condizioni ecologiche del vigneto: predisposizione di programmi e interventi costanti nell’anno agrario.

di un protocollo di viticoltura sostenibile che “supera” il bio, introducendo regole adeguate all’ambiente, al territorio e al suo clima.

QUALI PRODOTTI FITOSANITARI UTILIZZIAMO

Impegno per il territorio: vogliamo coinvolgere tutti gli attori della filiera nelle pratiche sostenibili più

Risparmio di risorse, tutela del terreno: ricerca di nuovi approcci enologici, vini capaci di interpretare il forte legame con il territorio limitando l’impoverimento delle risorse nell’equilibrio compositivo della cuvée.

Presidi fitosanitari a basso impatto: usati contro i principali funghi patogeni della vite e per il contenimento di insetti dannosi. Induttori di resistenza ed equilibratori fisiologici: utilizzati per sviluppare le autodifese proprie della vite.

avanzate. Vogliamo far conoscere e ampliare sempre di più il nostro impegno per la responsabilità sociale d’impresa e il nostro sostegno al territorio.

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03 Fondatori di una tradizione

Lunga è la strada prima che le uve diventino un Franciacorta. Un percorso complesso ma affascinante fatto di passione e selezione prima e arte vinicola e attesa, poi. Quell’attesa che porta ognuna delle bottiglie Berlucchi a essere ciò che è: un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo.

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3.1

Gli ambiti di impatto

Il ciclo produttivo: dalla vendemmia alla bottiglia

20 % energia elettrica da impianto fotovoltaico

470 t CO 2 evitate con l’energia fotovoltaica (pari all’assorbimento di 350mila mq di foreste)

2.798 MWh energia elettrica totale

La complessità della lavorazione e le caratteristiche sen- soriali rendono i vini spumanti unici nel loro genere e il ciclo produttivo, basato sulla rifermentazione in bot- tiglia e in accordo al Disciplinare per la Tutela del Fran-

ciacorta, esprime l’essenza del sapere e della sensibilità umana in materia. Le fasi per la creazione di una bottiglia Berlucchi produ- cono impatti ambientali relativi a queste aree:

2,8 litri acqua impiegata

~ 13.000 mc acqua prelevata

per produrre 1 litro di Franciacorta Berlucchi

consumi idrici

impiego di materie prime e materiali

generazione di rifiuti e di materie prime seconde

consumi energetici

MATERIE PRIME

SOLFITI

SO 2

LA VENDEMMIA La vendemmia rappresenta il risultato di tutti gli sforzi messi in atto non solo nell’annata agraria di riferimento, ma anche nelle annate precedenti: un corretto sviluppo della pian- ta permette di ottenere uve sane in grado di essere trasformate in un grande vino grazie all’opera di esperti enologi. La scelta dell’epoca di vendemmia non è mai banale e viene stabilita verificando in campo ogni singola parcella in modo da garantire le qualità della materia prima in funzione del processo produttivo. Come previsto dal Disci- plinare Franciacorta, la raccolta delle uve avviene manualmente senza usare macchi- ne vendemmiatrici, e il tempestivo trasporto fino al centro di pressatura è effettuato con la massima cura, per non compromettere l’in- tegrità e la qualità dei grappoli: solo così si potrà procedere alla spremitura soffice e a un efficace frazionamento dei mosti.

-7 % peso delle bottiglie rispetto al peso standard*

88 % tappi certificati FSC

< 50 % ca. quantità di solfiti rispetto al disciplinare biologico

* con risparmio di CO 2 nella filiera e nel trasporto

230 t rifiuti

100 % dei sottoprodotti agricoli impiegati in altri settori produttivi

100 % recupero bidule e tappi

9% destinati a recupero 21% destinati a smaltimento in discarica 70% destinati a riciclo

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3.2

01 PRESSATURA

Le basi di una grande cuvée

Cantina di vinificazione

La qualità della materia prima è alla base del nostro processo produttivo. Perfetta maturità delle uve e ottimali condizioni al momento della raccolta ci intro- ducono alla prima e fondamentale fase dell’elabora- zione dei nostri Franciacorta: la pressatura. Le uve sono organizzate e suddivise in partite omoge- nee in base a varietà, vigneto di provenienza e carat- teristiche analitiche di maturazione; successivamente

vengono pressate mediante presse ad alto contenuto tecnologico che consentono di svolgere una spremi- tura delicata e progressiva . Il risultato sono quattro frazioni di mosto con caratteristiche enologiche diffe- renti che procedono alla fase successiva: la prima fer- mentazione. I graspi, le bucce e i vinaccioli (in gergo le “vinacce”) invece, vengono separati e allontanati, per essere recuperati in altri settori.

01

PRESSATURA

02

PRIMA FERMENTAZIONE

02 PRIMA FERMENTAZIONE

03

REALIZZAZIONE DELLE CUVÉE

I mosti ottenuti vengono illimpiditi attraverso la de- cantazione a freddo, cioè lasciati riposare a bassa temperatura per diverse ore, e successivamente tra- vasati in serbatoi di acciaio inox termicamente rego- lati, dove svolgono la prima fermentazione alcolica e la successiva maturazione per circa sei mesi . I migliori vini base vengono affinati in barrique di rovere per aumentarne la complessità organolettica. La nostra filosofia produttiva si basa sull’eleganza e be-

vibilità dei nostri Franciacorta in cui il legno non deve mai prevaricare. L’utilizzo di solfiti è fortemente ridotto grazie non solo all’accurata igiene e pulizia di locali e attrezzature e alla delicata lavorazione delle uve, ma anche grazie alle biotecnologie, per esempio l’utilizzo di lieviti specifici (che svolgono una funzione di bioprotezione dei mosti) e l’azione delle basse temperature e di tempi lunghi di elaborazione.

04 IMBOTTIGLIAMENTO E PRESA DI SPUMA

Cantina di maturazione

6 mesi di maturazione dei mosti

<50% ca. quantità di solfiti rispetto al disciplinare biologico

SO 2

05

AFFINAMENTO

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REMUAGE

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SBOCCATURA

08

BOTTIGLIA

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03 REALIZZAZIONE DELLE CUVÉE

06 REMUAGE

Terminata la prima fermentazione, il vino riposa per qualche mese fino al momento della realizzazio- ne della cuvée: operazione complessa che mette in luce la sensibilità dell’uomo e la capacità tecnica di realizzare diversi vini attraverso l’operazione di ri- unire le diverse e numerose partite di vino che pro- vengono da differenti varietà, vigneti, o frazioni di

Al termine dell’affinamento le bottiglie sono sottoposte al remuage , un’operazione che permette, attraverso precisi movimenti di rotazione delle bottiglie, di far sci- volare i residui della presa di spuma (i lieviti) ver-

essi che sono state separate in fase di vendemmia. Questa fase estremamente delicata è affrontata con diverse sessioni di degustazioni . Lo staff tecnico con concentrazione e capacità di lettura di vini che diverranno il prodotto finito dopo anni di affinamento, determina le cuvée nella propria essenza.

so il collo della bottiglia fino a raggiungere il tappo. Quest’operazione può essere effettuata con le tradizio- nali pupitres in legno oppure con moderni “giracas- se” , più efficienti e sicuri per gli operatori.

07 SBOCCATURA

Oltre 150 basi Franciacorta assemblate dallo staff tecnico

Dopo il remuage, i residui si trovano accumulati nel collo della bottiglia ed è necessario eliminarli. Per questo le bottiglie vengono sottoposte alla sboccatura: l’elimina- zione del sedimento previo il congelamento del collo. La bottiglia ancora chiusa con il tappo a corona, viene immersa per una piccola porzione del collo in una solu- zione a 25 °C sotto zero per circa 15 minuti. All’interno, il sedimento congelato resta aggrappato alla bidule. La bottiglia viene capovolta senza che il sedimento si disperda all’interno. A questo punto la bottiglia viene stappata e il sedimento congelato è espulso grazie alla pressione interna.

Al termine di quest’operazione e prima della tappatura definitiva, le bottiglie vengono colmate con una picco- la quantità di “sciroppo di dosaggio”, miscela di vino appositamente studiata dall’enologo per esaltare il prodotto. Oltre a un’aggiunta del vino già contenuto in bottiglia (utilizzato da solo per la tipologia dosaggio zero), possono essere impiegati vini di particolare pre- gio, anche affinati per anni in cantina o in barrique, a cui si possono aggiungere modiche quantità di zucchero di canna per ottenere un gusto più levigato dal punto di vista delle acidità e cesellare l’unicità del prodotto.

04 IMBOTTIGLIAMENTO E PRESA DI SPUMA

Dopo la realizzazione delle cuvée si procede alla messa in bottiglia del vino, con l’aggiunta di lieviti selezionati e di una quantità idonea di zucchero , che permetterà di far svolgere la presa di spuma, o seconda fermentazio- ne. L’operazione di imbottigliamento si conclude con la tappatura, utilizzando provvisori tappi a corona in allu- minio, idonei a mantenere la sovrappressione in botti-

glia oltre che a conservare intatta la qualità nel successi- vo lungo periodo di affinamento. In seguito i lieviti, nutrendosi dello zucchero aggiun- to, permettono la formazione di anidride carbonica , dando vita al perlage . La sovrappressione all’interno delle bottiglie raggiunge le 6 atmosfere.

non dosato *

fino a 3 g/l

Extra Brut

fino a 6 g/l

La bidule, composta per il 100% da polietilene a bassa densità, e i tappi a corona, in alluminio per il 76% e in granulato plastico per il 24%, vengono interamente recuperati da altre aziende per la produzione di nuovi materiali o di energia.

100% bidule e tappi a corona recuperati

Brut

fino a 12 g/l

Extra Dry

tra a 12 e 17 g/l

Dry

tra a 17 e 32 g/l

Demy-sec

tra a 32 e 50 g/l

quantità di zucchero g/l

05 AFFINAMENTO

08 LA BOTTIGLIA FINALE

Quando i lieviti hanno consumato tutto lo zucchero, ini- zia il periodo di affinamento vero e proprio: le bottiglie vengono conservate nella cantina storica , luogo silen- zioso, privo di luce diretta e con temperatura controllata intorno ai 14 °C dove per lungo tempo (da 18 mesi mini-

mo fino a raggiungere parecchi anni di affinamento, per esempio i 10 della Riserva Palazzo Lana), si affineranno le caratteristiche organolettiche del vino e il suo perlage. Il disciplinare Franciacorta prevede almeno 18 mesi di affinamento .

La bottiglia, dopo la sboccatura, viene richiusa con il tappo di sughero ed etichettata. Quindi riposa da un minimo di 3 mesi a un anno ed è pronta per essere distribuita ai consumatori di tutto il mondo. Il sughero che utilizziamo per i tappi è per l’88% cer- tificato FSC, un sistema di certificazione forestale ri- conosciuto a livello internazionale, che assicura una -7% peso delle bottiglie rispetto al peso standard, con risparmio di CO 2 nella filiera e nel trasporto

gestione responsabile e controllata delle sugherete dalle quali proviene il materiale per i tappi. Queste fo- reste rappresentano infatti uno dei migliori esempi di biodiversità ambientale : è quindi importante assicu- rare che l’estrazione del sughero sia effettuata nel pieno rispetto di queste piantagioni, utilizzando modalità di gestione responsabili.

PERIODO MINIMO DI AFFINAMENTO SECONDO IL DISCIPLINARE FRANCIACORTA

18 MESI

24 MESI

30 MESI

60 MESI

Franciacorta

Franciacorta Rosé, Franciacorta Satèn

tutti i Franciacorta Millesimati

tutti i Franciacorta Riserva

88% tappi certificati FSC

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*Residuo naturale del vino

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