GrooveBack Magazine 005

rapsodico crescendo. Si tratta di un omaggio sincero all’amico Gillespie, con il quale il baritonista newyorkese aveva avuto sempre un certo feeling . La C-side si apre con Take The ‘A’ Train di Duke Ellington, in cui il baritonista plasma il suo amore per il jazz orchestrale, condensandone tutte le caratteristiche in un piccolo combo a quattro, il quale esprime le infinite sfumature cromatiche di un grande ensemble , merito del pianoforte di Danko e del basso di Johnson che si associano a “delinquere” all’idea di Mulligan, mentre il kit percussivo di Ron Vincent ne controlla il flusso armonico. Out Back Of The Barn , scritto da Mulligan nel 1976, è tecnicamente un componimento bluesy bump and grind in 12/8, spalmato su quasi dieci minuti di performance , che il quartetto rievoca con fare disinibito e scanzonato, dove il segreto sta proprio nel continuo botta e risposta tipico del blues fra gli strumenti. Midas Lives , sempre a firma Mulligan, è una piccola quiete dopo la tempesta, una ballata febbrile e appassionata, sicuramente una delle più riuscite versioni live , fra le tante eseguite dal sassofonista nel corso degli anni. Il quarto lato dell’album rompe gli indugi con Song For Strayhorn , un’altra magica ode dedicata da Gerry a uno dei suoi autori di riferimento. Costruita come un classico standard , la composizione assume le sembianze di un’avvolgente ballata dal gusto retrò e dall’ambientazione fumée , in cui baritono e pianoforte condividono il plot narrativo. Sun On Stars , con il suo ostinato riff melodico che si conficca subito nelle meningi del fruitore, è da sempre una delle più brillanti elocuzioni di Mulligan, in qualsiasi formato e in qualunque situazione: nel concerto bolognese racchiuso nell’album, non è da meno. In chiusura, last but not least, Walking Shoes nel quale, con il consolidato blues in botta e risposta, Mulligan riconferma il proprio status di figura prominente del jazz mondiale. Per anni, durante i suoi soggiorni italiani, le cose procedettero senza attrito alcuno, un gruppo dopo l’altro, tutti basati sull’idea semplice del quartetto ludico finalizzato all’intrattenimento e mai alla sperimentazione: pianoforte, basso, batteria e sax baritono. A livello di composizione, come ben rappresentato da questo inedito doppio album in vinile,

la musica di Mulligan rimase chiara, originale e priva di esoterismi di sorta. L’uso del contrappunto e i suoi arrangiamenti lineari e facilmente intellegibili influenzano a tutt’oggi un certo tipo di scrittura per orchestra. Duke Ellington ne riconobbe subito la bravura, soprattutto per aver elevato il sassofono baritono a voce solista, facendone uno strumento di prima linea. Al netto di ogni considerazione tecnica, Nocturne è un album (doppio) da mettere subito sul vostro giradischi o da aggiungere immediatamente alla vostra wishing list .

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