mai colto differenze sostanziali con alcune produzioni attuali, e sembra che ciò sia dovuto al fatto che queste prime registrazioni Columbia, destinate al nuovo formato microsolco, furono masterizzate tramite incisione diretta su lacca da sedici pollici, in modo che questo accorgimento tecnico le possa rendere più vive e piacevoli all’ascolto se riprodotte con una catena interamente valvolare anziché a stato solido. Ho voluto verificare e constatare di persona questa differenza, sincerandomi di come questa sia una peculiarità di molte delle produzioni discografiche realizzate con sistemi audio valvolari. Il prezzo per una prima stampa USA di questo disco può superare anche gli ottocento dollari, ma esistono anche ristampe come la Classic Records, pubblicata con stesso numero di catalogo per i cinquanta anni dalla pubblicazione nel 1998, e la HMV/Sony Classical 19075852181, messa in commercio in edizione limitata nel 2018 per i settant’anni. Come viene prodotto un disco in vinile? Il risultato di una sessione di registrazione in studio o dal vivo tutta analogica è un nastro solitamente multipista da cui si ricava, dopo il missaggio in studio e attraverso un processo noto come masterizzazione, la versione finale dei brani che ascolteremo sul disco. Questi brani vengono registrati su un nastro stereo a due piste detto appunto master , con il quale si pilota una macchina dedicata denominata tornio incisore, con la quale si realizza, per ognuna delle due facciate del futuro disco in vinile, un primo disco detto lacca ( laquer in inglese). La lacca madre viene spedita all’impianto di stampa dei dischi (chiamata in inglese pressing plant ) e ricoperta di un sottilissimo strato di metallo (argento o nickel), per realizzare il master metallico che avrà i solchi in rilievo e che possiamo considerare come una specie di negativo del disco finale. Da questo master metallico si ricava un altro disco metallico detto “madre”, che servirà a produrre i cosiddetti stampi (in inglese gli stampers ,
Uno stampo, un panetto in vinile e le etichette sono pronti sotto la pressa; manca solo il secondo stampo e presto nascerà un nuovo disco in vinile.
un termine sicuramente conosciuto da chi si dedica al collezionismo discografico), che verranno usati per stampare i dischi da mettere in commercio. La produzione del nostro beneamato disco in vinile avviene ponendo un panetto di vinile sotto una pressa idraulica con le due etichette e i due stampi ricavati per il lato uno e il lato due del disco. Il vinile durante il processo di stampa viene ammorbidito attraverso un getto di vapore e il disco, una volta stampato e tolto dalla pressa, viene raffreddato con acqua. Dopo la rimozione dei frammenti di vinile rimasti sul bordo tramite un’apposita macchina rifilatrice, il disco viene imbustato e confezionato. Per quanto riguarda il suono di un vinile, chi è appassionato del vecchio caro disco nero sa che il suono migliore, a parità di edizione, è quello di una prima stampa. Vedremo in una prossima puntata questo che cosa vuol dire e come si fa a riconoscere una prima stampa. Inoltre, i collezionisti sanno che anche l’impianto attraverso il quale un disco viene stampato può avere la sua influenza sul suono e che quindi è necessario sapere come si fa a riconoscere l’impianto in cui è avvenuta la stampa del disco, oltre a conoscere quali sono i migliori impianti di stampa. Un altro aspetto importante da tenere presente, soprattutto per i dischi cosiddetti storici, è quello dell’equalizzazione. Come avrete capito dalla descrizione precedente, il processo che porta dal nastro master allo stampo per la produzione dei dischi è tutt’altro che semplice e ogni precauzione deve essere presa, soprattutto durante il trasferimento del programma musicale dal nastro master alla lacca, per evitare errori e ottimizzare la disposizione dei solchi sulla superficie del vinile, minimizzando il rumore e la distorsione introdotti durante il suddetto processo. Nella prima metà del secolo scorso i tecnici delle case discografiche introdussero un processo di equalizzazione nella produzione dei propri dischi articolato in due fasi, riducendo le basse frequenze e amplificando quelle alte durante l’incisione della lacca (la cosiddetta “pre-enfasi”), e chiedendo ai costruttori di apparecchiature
Il classico tornio incisore Neumann VMS-70. La testa di incisione si trova all’interno della scatola rettangolare che si vede al centro della foto e serve a incidere la lacca nera posta sul piatto.
104 | GRooVEback005
105 | GRooVEback005
Made with FlippingBook flipbook maker