atrocemente stridente nel registro acuto, a una compagine orchestrale talmente ravvicinata, al punto da costringere chi ascolta a un infausto cheek to cheek con essa, e a una dinamica a dir poco schizofrenica, nel senso che l’apparecchio non ha fatto altro che riproporre implacabilmente tutti questi difetti congeniti alla registrazione. Certo, la dinamica, soprattutto quando si presentava un massiccio tutti, non poteva far esplodere i diffusori (il confronto era impari visto che gli acuti e i medi nel mio impianto di riferimento sono disciplinati e incanalati dalla coppia di finali mono AM Audio B-130 Reference da un quintale l’uno) ma, in rapporto alle dimensioni e al numero di watt, non nego che mi sarebbe piaciuto ascoltare questo brano con un altro Armaghedon in modalità “a ponte”. L’ultimo ascolto in CD è stato una via di mezzo in fatto di qualità tecnica, vale a dire una registrazione della EMI, risalente al 1961 e riversata sul dischetto argentato nel 2001, con il grande John Barbirolli dirigere la Messe Solennelle de Sainte Cécile di Charles Gounod, con l’Orchestre de la Société des Concerts du Conservatoire e le voci del soprano Pilar Lorengar, del tenore Heinz Hoppe e del basso Franz Crass. La magnifica direzione del direttore britannico è stata fissata abbastanza bene e le voci dei tre cantanti sono state restituite con precisione e duttilità dall’amplificatore di Levorato, senza impastarsi reciprocamente e con una scena sonora apprezzabile in fatto di veridicità. Anche il test portato avanti con due titoli di musica liquida non ha abbassato l’asticella della resa dell’Armaghedon: questi titoli, entrambi della CBH Music, riguardavano le celeberrime Sinfonie “Scozzese” e “Italiana” di Mendelssohn dirette da Claudio Abbado con la London Symphony Orchestra, fissate dal leggendario Kenneth Wilkinson per la Decca nel 1968, e la Symphonie fantastique di Berlioz nella visionaria lettura di Dimitri Mitropoulos alla testa della New York Philharmonic Orchestra in un concerto tenuto nella città della grande mela nel febbraio del 1957. Ancora una volta, il “piccoletto”,
Ecco come si presenta il finale di potenza all’interno della scatola di cartone, accompagnato da un cavo di alimentazione e dal libretto di istruzioni.
ma si fa per dire, non ha fatto mancare dinamica, profondità e, visto che parliamo di composizioni in cui la compagine orchestrale si dispiega ai massimi livelli, di un respiro sonoro che in un amplificatore che ha le dimensioni di un tablet deve far riflettere. In bene, naturalmente. Conclusioni Cominciamo a fare i conti della serva: questo finale di potenza, IVA inclusa, può essere acquistato a 950 euro. Avete capito bene, meno di mille euro per una tigre che va a potenziare una catena audio di sicura efficacia. Dinamica, respiro, profondità, rispetto tonale non mancano a questo Armaghedon che, in fatto di rapporto prezzo/ qualità può avere pochissimi confronti a sfavore. Inoltre, c’è un altro particolare da rimarcare: questo è il terzo prodotto della linea Level che ho ascoltato e valutato e, da quanto ho potuto appurare, chi volesse approntare una catena audio ad hoc , con un concentrato di qualità e di affidabilità di fronte a costi davvero irrisori, dovrebbe prendere in seria considerazione quanto messo a disposizione da Pier Giorgio Levorato, con l’Armaghedon che rappresenta per davvero la proverbiale ciliegina sulla torta.
Specifiche tecniche - Tensione alimentazione: 100-200 v / 50-60hz - Ingressi: 1 stereo - Uscite: 1 stereo / mono - Trigger in + out - Potenza uscita max: 30w Rms 8 ohm / 60w Rms Mono - Guadagno in tensione: 26,3dB - Risposta in frequenza: 8hz ÷ 90khz – 3dB - THD: 0,32% @ 30w/8 ohm - SNR: 101dB - Dimensioni: mm 259x79x167 (LxAxP) - Peso netto: Kg. 2,5 - Prezzo: euro 950 IVA inclusa
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