La Meze 105 AER, quando l’aria diviene suono
di Andrea Bedetti
Abbiamo messo alla prova questa cuffia della nota azienda rumena, famosa per il suo design e per il comfort dei suoi prodotti. Le sue caratteristiche audio, unitamente alla possibilità di effettuare lunghe sedute di ascolto, la rendono ideale per la musica acustica, oltre a vantare un prezzo decisamente alla portata di tutti
Sarò lapidario, anzi brutale: il suono delle cuffie Meze si ama o si odia, non ci sono vie di mezzo. O tutto, o niente. E, per quanto mi riguarda, da quando le ho scoperte, possedendo da tempo una Meze 99 Classics, appartengo alla categoria di coloro che le amano, poiché sono stato sedotto fin da subito dal calore che riescono a emanare, permettendo lunghe, lunghissime sedute di ascolto senza che, alla fine, togliendo i loro padiglioni dalle orecchie, queste ultime siano “bollite” a puntino, come invece capita con altri modelli di cuffie. Quindi, non voglio con ciò affermare naturalmente che questa mia recensione sarà di parte, ma solo cercare di far comprendere per quali motivi le considero, all’interno della categoria di prezzo e di qualità alla quale appartengono, un assoluto must per coloro che vogliono affacciarsi al mondo audiofilo dell’ascolto in cuffia. Quindi, quando la Tecnofuturo di Brescia, che distribuisce in Italia i prodotti della ditta rumena, mi ha inviato per una prova di ascolto e di valutazione le Meze Audio 105 AER, sono stato ben contento e ovviamente incuriosito. Il prodotto Anche i detrattori più accaniti del “Meze sound” (che poi andrò a spiegare, per chi non lo conoscesse, attraverso l’analisi di questa cuffia) non possono negare un fatto a dir poco lapalissiano: lo stile, il design , l’accuratezza di ogni dettaglio, anche nel packaging , che vengono offerti dalla casa rumena, sono a dir poco impareggiabili. Così, quando ho tirato fuori dall’imballaggio la confezione di questa cuffia, non ho potuto fare a meno di ammirare la scatola con l’effigie che riproduce il padiglione a nido d’ape che rappresenta il design della 105 AER. Aperta la scatola sollevando il pannello superiore come se fosse la copertina di un libro, ho trovato la tipica custodia rigida di colore nero sagomata per tenere perfettamente bloccata la cuffia e due piccoli dépliants con le informazioni di utilizzo e di sicurezza. A questo punto, ho aperto la custodia a guscio, facendo scorrere la zip e sollevando la parte superiore, ho preso la cuffia e aperto la piccola custodia cilindrica che contiene il cavo. Tengo subito a precisare che ho effettuato la prova di ascolto utilizzando proprio il cavo in dotazione e non quello
L’elegante scatola che contiene il guscio protettivo con la Meze 105 AER.
“upgradato” della stessa Meze, ossia quello più performante, il modello in rame PCUHD Premium Cable, per il semplice fatto che chi non lo possiede, oltre ai 399 euro della 105 AER, dovrebbe sborsarne altri 249, portando quindi il costo totale a 698 euro. Il mio obiettivo, invece, era semplicemente di valutare una cuffia che rappresenta l’ entry-level audiofilo per questo tipo di ascolto con una spesa inferiore ai 400 euro. Chiarito ciò, non ho potuto fare a meno di apprezzare la leggerezza di questa cuffia che pesa meno di tre etti e mezzo, tipico della “filosofia” della Meze, dando veramente l’idea di prendere mano un pezzo d’aria, e non per nulla Aer in rumeno significa “aria”! Subito dopo, la mia attenzione è stata attratta dai padiglioni auricolari, che sono avvolti da una spessa componente di PC-ABS, che si adatta perfettamente alla conformazione delle orecchie. Bastano pochi secondi per rendersi conto che, una volta indossata questa cuffia, la sua presenza “tattile” è davvero irrisoria, sia per via della sua leggerezza, sia per la capacità di sapersi “modellare” alla testa di chi le usa, permettendo quindi lunghe e comode sedute di ascolto. Andando a spulciare commenti di chi le ha provate e acquistate, mi sono reso conto che diversi commenti erano stati lasciati dai cosiddetti gamers , ossia coloro che usano le cuffie per giocare davanti al PC.
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